La presidente della terza commissione consiliare regionale Maria Antezza, nel commentare la notizia riportata dagli organi di stampa (in base alla quale  il secondo produttore mondiale di salotti intenderebbe chiudere progressivamente sia lo stabilimento di La Martella che quello materano di Jesce) ha espresso viva preoccupazione per i contraccolpi che questa decisione, se attuata, provocherebbe all’occupazione e allo sviluppo lucano.
Se la Natuzzi è un colosso nel settore dell’imbottito – ha aggiunto Antezza – lo deve anche alla quantità e alla qualità del lavoro prodotto dagli operai di Matera e di conseguenza, non può non misurarsi con la sua responsabilità sociale.
Come è già stato per la Barilla e la Breda/Ferrusud – ha rimarcato l’esponente regionale – ci troviamo di nuovo davanti a un tentativo di spoliazione del territorio regionale. E’ bene ricordare che la Regione Basilicata ha stanziato, (facendosi carico delle lacune governative e al di là dei proclami elettorali dei ministri del centrodestra di passaggio nel territorio lucano) una quota crescente di bilancio, la più alta d’Italia, per interventi a sostegno del sistema produttivo, del quale il settore del mobile imbottito è parte strategicamente rilevante.

Appare, quindi, opportuno – ha detto ancora – chiedere all’assessore regionale alle Attività produttive Donato Salvatore di riconvocare, insieme alla Terza commissione, l’azienda Natuzzi, il presidente del Distretto del mobile, le parti datoriali e sindacali per riavviare un tavolo di confronto, che operi con risolutezza anche nei riguardi del Governo nazionale, in modo da dare concretezza al protocollo d’intesa a suo tempo sottoscritto dal Ministro Scajola e dai rappresentanti delle Regioni Basilicata e Puglia, rimasto fino a oggi (nonostante sia scaduta da tempo la data del 31 Marzo 2006, espressamente indicata dal Governo quale termine per la definizione della posta finanziaria da impegnare) al classico “palo”.
Sarà necessario produrre ogni sforzo – ha concluso Antezza – per evitare di scrivere un’altra parola “Fine” a una parte rilevante di storia di un territorio, nel quale l’esperienza del mobile imbottito rappresenta un fondamentale valore economico e sociale, puntando a fare di questa parte del Mezzogiorno d’Italia e d’Europa un “polo” dell’arredamento di qualità, forte e competitivo sul mercato globale.

 

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