E’ nostro dovere sciogliere le preoccupazioni degli operatori e fare chiarezza sui ruoli degli enti preposti alla gestione del demanio”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive e Politiche dell’Impresa, Donato Salvatore, che ieri ha partecipato al coordinamento degli assessori regionali con delega al turismo. Al termine della riunione  sull’argomento è stato stilato un documento. “Ribadiamo il forte diniego delle Regioni – spiega Salvatore – agli aumenti indiscriminati dei canoni, fino al 300 per cento, voluti nella scorsa legislatura dall’allora ministro Tremonti e fortunatamente fino ad adesso congelati. Sulla vicenda è tuttora in corso il confronto  con l’Agenzia delle Entrate. Al nuovo governo, non appena sarà costituito, presenteremo il pacchetto delle nostre proposte. Soprattutto chiederemo di eliminare lo stato di incertezza che penalizza da quasi tre anni l’intero comparto, rinviando con un decreto legge ogni aumento dei canoni di concessione demaniale marittima fino all’entrata in vigore di un atto esplicito di rideterminazione”.
Il documento dei responsabili regionali reputa necessaria la rivalutazione dei canoni demaniali, e non solo a finalità turistico ricreative. “Non possiamo prescindere da una totale riscrittura delle attuali tabelle – continua ancora Salvatore – che richiede però la concertazione con le Regioni, i Comuni e le associazioni di categoria. Diversi sono i fattori da tenere in conto, tra cui le diverse tipologie, i periodi di utilizzo, i differenti regimi giuridici dei beni, le diverse situazioni geografiche e ambientali. Un aumento improvviso e non progressivo  dei canoni per le imprese che gestiscono lidi balneari, campeggi e altre attività legate al turismo marittimo, può incidere pesantemente soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale sia sull’azienda che sui servizi offerti agli utenti, contribuendo a rendere meno attraenti le nostre località marine e a penalizzare la stessa stagione turistica”. Per gli assessori regionali la rivalutazione dei canoni dovrà essere frutto di un tavolo di lavoro tecnico, già costituito nel 2004 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e da riconvocare, al quale devono sedere fra gli altri le Regioni e le associazioni di categoria, che meglio conoscono le realtà territoriali e le caratteristiche socio-economiche delle aree interessate. L’altro aspetto della questione, quello di garantire maggiori entrate per lo Stato, “può essere assicurato – sostiene ancora Salvatore – anche da un’azione di aggiornamento della consistenza dei beni del demanio marittimo e da una corretta individuazione e soluzione dei fenomeni di abusivismo”.
Al prossimo governo, infine, gli assessori al turismo chiederanno, di completare il trasferimento alle Regioni delle competenze in materia di demanio marittimo e di ripartire i proventi derivanti dai canoni di concessione tenendo conto del preponderante impegno delle Regioni e dei Comuni sia in termini di gestione amministrativa che di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio costiero.

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