I bambini e il tempo scolastico. Ogni giorno i bambini devono lasciare la propria abitazione per raggiungere la scuola, evento che rappresenta il primo obbligo temporale del bambino. Per arrivare all’istituto scolastico la maggior parte (88,8%) dei bambini tra i 6 e i 10 anni impiega massimo 15 minuti, il 9,7 % fino a 30 minuti e solo l’1,6%, più di 30 minuti. Negli ultimi anni, alcune scuole hanno elaborato dei progetti per la riappropriazione degli spazi e dei tempi da parte dei minori, in particolare studiando insieme ai bambini e ai genitori, i percorsi pedonali per raggiungere gli istituti scolastici. L’offerta delle scuole elementari italiane, rispondendo alle esigenze dei genitori, prevede differenti modalità di frequenza (solo mattina, mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì, dal lunedì al sabato) e un differente numero di ore di lezione (da un minimo di 27 ad un massimo di 40). L’orario consueto degli alunni che frequentano solo la mattina è dalle 8,30 alle 13,30 per un totale settimanale di 27 ore più 3 facoltative. Se il corso scelto è quello mattutino dal lunedì al venerdì le ore settimanali in esubero sono recuperate con uno o due rientri pomeridiani. Gli alunni che frequentano il cosiddetto tempo pieno si recano a scuola sia la mattina sia il pomeriggio per un totale di 40 ore settimanali di lezione suddivise su 5 o su 6 giorni, ossia dal lunedì al venerdì o dal lunedì al sabato. Si deve tener presente che i tempi qui riportati si riferiscono alle ore di lezione e non includono il tempo della mensa, cosicché, qualora un bambino frequenti il tempo pieno si deve considerare che egli trascorrerà più di 40 ore all’interno delle strutture scolastiche.Il 62% degli alunni delle primarie è iscritto ai corsi della mattina, mentre il 38% frequenta sia la mattina sia il pomeriggio. La formula preferita è quella che copre l’intera settimana lavorativa, dal lunedì al sabato. Il 59% dei bambini, infatti, usufruisce di questa opzione, mentre il rimanente 41% dei bambini frequenta dal lunedì al venerdì.
Il tempo libero. Da un’indagine Doxa Junior, condotta nel 2004 su un campione statistico di 2.500 ragazzi tra i 5 e i 13 anni, risulta che ogni bambino ha mediamente 4 ore e 37 minuti da destinare al tempo libero. L’attività alla quale dedicano più tempo è guardare la Tv (29%, pari a circa 1 ora e 20 minuti), seguono il gioco fuori casa (17%, pari ad oltre ¾ d’ora) e le uscite (16%, pari a circa 44 minuti). Allo studio è destinato quotidianamente il 15% del tempo libero, circa 41 minuti, mentre al giocare in casa il 12%. Suddividendo quotidianamente l’ammontare delle ore dedicate all’attività sportiva, essa è praticata per circa 14 minuti al giorno. Il tempo libero dedicato all’uso di videogames e console è il 3%; il rimanente 3% è rivolto equamente all’uso del computer, a leggere libri e giornalini.
Il tempo dei bambini speso per i media. Nel tempo libero i bambini guardano e ascoltano a lungo i media, in particolare la televisione. A partire dagli anni Novanta si è verificata una netta flessione dell’audience, con un andamento decrescente che ha avuto il suo picco nel 2000, quando il 92,6% dei bambini passava il proprio tempo di fronte alla Tv. Nel 2001, con la proliferazione dei reality, si è avuta un’inversione di tendenza, tanto che nel 2003 la percentuale di bambini che guardano la televisione è risalita al 93,9%. Il videoregistratore è presente in quasi tutte le case dei bambini tra i 5 e i 13 anni; il lettore dvd si è diffuso notevolmente e, nel 2004, lo si trova nel 41% delle case, contro il 19% del 2003. In leggero aumento anche il tempo dedicato alla Tv satellitare: i 2/3 dei bambini conosce almeno un canale televisivo satellitare.Un altro mezzo di comunicazione di cui i bambini fruiscono è la radio; durante l’arco della settimana è ascoltata da oltre il 41% di essi. In 10 anni vi è stato un incremento nell’ascolto della radio: nel 1994, infatti, i radioascoltatori tra i 6 e i 10 anni erano il 41,1 %, nel 2003 sono passati al 46,3%. Se da un lato l’ascolto della radio aumenta, dall’altro si riducono i tempi di esposizione. Sono, infatti, sempre meno i bambini che ascoltano la radio tutti i giorni tanto che dal 58,9% del 1994 si è scesi al 37,5% del 2003.
Il tempo trascorso al computer e su Internet. Nel 2000 il 34,8% dei minori tra i 6 e i 10 anni utilizzavano Internet più o meno sporadicamente. Nel 2003 questa tendenza si è attestata al 50,8%, con un incremento del 16% in soli 4 anni. L’uso settimanale (19,2% nel 2000 e 32,2% nel 2003) e mensile è aumentato considerevolmente, mentre è calato, sebbene di poco, l’uso giornaliero (7,6% nel 2000 e 6,5% nel 2003). I dati relativi al 2003 indicano che il 50,8% dei bambini usa il computer e che solo il 15,8% naviga sul web. I maschi utilizzano Internet più delle loro coetanee: la percentuale di bambini è superiore al 17%, mentre la percentuale massima riguardante le bambine si attesta al 14,1%.
Il tempo per la lettura. I bambini iniziano a leggere testi extra-scolatici fin dall’inizio delle scuole elementari: ogni giorno passano in media il 2% del tempo libero, pari a poco più di 5 minuti, a leggere libri o giornalini. Una piccola percentuale di bambini tra 6 e 10 anni, meno del 10%, è inoltre lettore di quotidiani. I bambini sono per lo più lettori occasionali, leggono cioè i quotidiani almeno una volta a settimana. Dopo il 2001, in corrispondenza con la massiccia diffusione dei quotidiani freepress, sono andati aumentando i lettori occasionali fino a raggiungere, nel 2003, il picco dell’8%. In risposta sono diminuiti i lettori assidui, quei bambini, cioè, che leggono i quotidiani almeno 5 volte a settimana. Nel 2001, anno precedente a questa inversione di tendenza, i lettori assidui erano, infatti, il 3,1%, mentre nel 2003 erano appena l’1,7%. La lettura più diffusa tra i bambini è quella dei libri (42,8% nel 2003): il 56,8% di essi ha letto da 1 a 3 libri mentre il 9,6% è un lettore assiduo, ossia ha letto più di 12 libri in un anno.
Il tempo per gli spettacoli e le mostre. Tra le attività culturali quella più gradita ai bambini è la visita di mostre e musei, segue la visita a siti archeologici e monumenti: a partire dal 2000, infatti, queste due attività hanno interessato rispettivamente circa il 36% e il 27% dei bambini. Il teatro ha, invece, un andamento altalenante: nel 2000 ha avuto il suo minimo con il 21,4% di piccoli spettatori, l’anno successivo ha avuto il suo massimo con una percentuale del 25,7%. La preferenza per la musica leggera è in costante crescita: nel 1999 i bambini che andavano a sentire concerti di musica leggera, musica moderna, ecc. erano l’8,6%, nel 2003 sono aumentati fino a raggiungere il 10,2%.
Bambini e sport. Nel 2003 i bambini non sportivi sono diventati il 24,3% contro il 18,8% del 1999, con una variazione positiva del 5,5%. La percentuale dei bambini che praticano sport in modo continuativo ha, invece, avuto un incremento del 4,4%, passando dal 45,4% del 1999 al 49,8% del 2003. Sempre più bambini assistono a spettacoli sportivi: nel 1999 partecipava a questi eventi il 29,7% dei bambini, nel 2003 erano il 33,2%.
Il tempo con gli amici. Oltre il 60% dei bambini incontra tutti i giorni i propri amici. In 10 anni, dal 1994 al 2003, i dati sul tempo trascorso con gli amici non hanno subìto variazioni rilevanti: poco più del 20% incontra gli amici una volta a settimana; circa il 7% li incontra una volta a settimana; circa il 3% qualche volta al mese. Tra i 5 e i 9 anni l’86% dei bambini organizza la propria festa di compleanno, mentre tra i 10 e i 13 anni questo dato scende al 78%. Il fast-food è frequentato dal 62% dei bambini tra i 5 e i 9 anni e dal 73% di quelli tra i 10 e i 13 anni. Il 91% dei più piccoli partecipa alle feste degli amici, contro il 94% dei più grandi.

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