Quali sono i nuovi motivi che ritardano l?emanazione del DPR di perimetrazione del parco Nazionale Val d?Agri Lagonegrese Appennino Lucano con l?emanazione delle relative misure di salvaguardia e di insediamento dell?ente gestore?

Da oltre 5 anni si è in attesa che il Ministero dell?Ambiente concluda l?iter del Parco Nazionale Val d?Agri Lagonegrese-Appennino Lucano (Basilicata) istituito sette anni fa, nel lontano 1998 con la legge n.426. Nonostante anni di consultazioni ed innumerevoli proposte di perimetrazione passate al vaglio di amministrazioni locali, commissioni consiliari, comitati di cittadini, comitati di esperti ministeriali, ultima quella relativa alla controversia relativa al Monte Caperrino interessata dalle trivellazioni petrolifere della Total-Fina, risoltasi positivamente per il parco (siamo ormai a 8 perimetrazioni e altrettante consultazioni degli enti locali), il travagliatissimo iter non è stato sufficiente a decretare la perimetrazione di un parco che con buona pace di tutti avrebbe portato l?area a seguire le sue reali vocazioni ambientali ed economiche. Oggi non si conoscono ufficialmente i motivi per la mancata emanazione del DPR di perimetrazione del parco con l?adozione delle misure di salvaguardia. Questo ritardo ingiustificato ed ingiustificabile non tiene conto delle indicazioni contenute nell?accordo di programma sul parco approvato dal Consiglio Regionale della Basilicata nella seduta del lontano 23 dicembre 2002, consentendo di fatto alle compagnie petrolifere in Val d?Agri di realizzare nuovi pozzi petroliferi, oleodotti ed infrastrutture che stanno compromettendo irreversibilmente importanti valori naturalistici del parco, come testimoniano i numerosi incidenti petroliferi di cui nessuno sembra più occuparsene ed il rischio che le aree del parco vengano trasformate in discariche illegali di rifiuti, grazie alle compagnie petrolifere, capaci di imporre evidentemente il loro punto di vista ora sui poteri locali ora su quelli nazionali.

La ?querelle? si tinge oggi di giallo: dopo le definizioni di parco fantasma, parco di carta, una nuova definizione sembrerebbe farsi strada nel panorama della ?parcologia? tutta italiana, come variante del ?parco – tela di Penelope?. Si tratta del ?parco-fisarmonica?. Suonatori ne ispirano le note, talvolta chiedendo l?esclusione di territori, talvolta proponendone l?allargamento con il preciso scopo di offrire alibi a chi si è fatto portatore degli interessi delle compagnie petrolifere. Pare infatti che qualche comune della Val d?Agri abbia chiesto questa volta di far parte del parco con un territorio più vasto, offrendo così l?opportunità di perdere altro tempo ?prezioso? per farne esaminare la proposta. La querelle del parco-fisarmonica continua?

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