Va bene che il settore agroalimentare lucano sta attraversando una forte crisi di mercato, si tenga solo presente lo stato impietoso in cui versano realtà imprenditoriali quali il polo delle acque minerali del Vulture Melfese, la Barilla, la Parmalat e il Consorzio agrario di Lucania. Ma quello che sta succedendo a Balvano, un piccolo centro del potentino, ha davvero del grottesco.
L?intero paese, infatti, si sta mobilitando contro la ?paventata minaccia? di un possibile insediamento di una fabbrica che trasforma e ricicla pneumatici. Dove? A pochi metri da un altro insediamento, quello della Ferrero. Si, proprio l?azienda alimentare, fiore all?occhiello dell?agroalimentare, lucano e nazionale, la quale, paradossalmente, è stata una delle poche realtà localizzate in Basilicata a non aver subito i riflessi negativi del mercato.

Un azienda, la Ferrero, ben vista perfino dalle stesse maestranze. Difatti, nell?ultimo accordo tra azienda e sindacato, stipulato nell?ultima primavera, e relativo al rinnovo economico delle flessibilità, si è riconosciuto un incremento intorno al 6,5 per cento, quindi molto al di là di quelli che sono i dati dell?Istat. I dipendenti hanno, inoltre, ottenuto anche la trasformazione di 15 contratti da part time a full time. Un’altra eccezione?

Ma dove non hanno potuto i prodotti low cost dei cinesi e le crisi congiunturali perenni pare ci stia riuscendo un alquanto ambigua politica di sviluppo messa in atto dalla amministrazione balvanese. L?azienda che trasforma i pneumatici, intenzionata a trasferirsi in prossimità della Ferrero, ha ottenuto in tempi record, solo sei giorni, le concessioni edilizie da Comune e consorzio Asi ed è pronta a sbarcare nell?area industriale di San Potito.

«I documenti – affermano dal Municipio di Balvano – ci dicono che l?impatto ambientale è pari a zero, anche perché la lavorazione di pneumatici è a freddo e lo stoccaggio avverrà al coperto». Tutto da verificare. Intanto, c?è la Ferrero di Balvano e quella si che è una realtà. L?azienda alimentare, attraverso il suo indotto, garantisce qualcosa come 700 posti di lavoro contro i 7 o 8 che può offrire, a regime, l?azienda di pneumatici. Il Gruppo Ferrero e’ una holding con sede nel Lussemburgo, costituita da 28 società operative, 31 sedi commerciali nel mondo e 15 stabilimenti produttivi. Oggi il gruppo fattura all?estero il 70 per cento dei quasi 5 miliardi di euro di ricavi. Ferrero S.p.A., la società italiana del Gruppo , e’ una delle principali società operative. Oltre a quella di Alba, sede storica, Ferrero S.p.A. dispone di altre tre unità produttive, situate a Balvano, appunto, a Sant’Angelo dei Lombardi (in provincia di Avellino) e a Pozzuolo Martesana, alle porte di Milano.

In particolare, Lo stabilimento di Balvano nasce grazie alla legge 219. L?attività produttiva viene inaugurata nel 1987. Dopo iniziali difficoltà, nel 2003 si è sperimentato un nuovo prodotto da forno. Questa operazione, concretizzatasi con il lancio del prodotto nel 2004, ha consentito e ha garantito al sito lucano di aumentare la propria gamma di prodotti da forno e di rafforzare la propria posizione in questo mercato.
Significativi i dati relativi alle produzioni, sia a livello di Gruppo sia a livello di Ferrero S.p.A.: il Gruppo produce ogni anno, grazie ai suoi circa 6 mila dipendenti, 700.000 tonnellate di prodotti, delle quali 200.000 di Nutella (2000 quintali al giorno solo ad Alba), mentre sono circa 3 miliardi all’anno i pezzi di Rocher prodotti.

Insomma, si parla di una potenza industriale che ci metterebbe pochi minuti a dislocare altrove l?unità produttiva lucana e, magari, ad un costo di produzione senz?altro inferiore dell?attuale. Un altro smacco per la comune intelligenza?

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