Il contesto lavorativo del plesso ospedaliero S.Carlo di Potenza, continua a far parlare di sé, anche se non in senso positivo. Infatti, dopo l?ultima vivace protesta di circa 1.360 operatori ospedalieri (ad eccezione della dirigenza medica ed amministrativa) a favore di un miglioramento delle condizioni lavorative (contratto integrativo, aumento dei salari e la possibilità di fare carriera), anche i dipendenti della ditta Esperia S.p.a. di Napoli, che gestisce le pulizie presso l?ospedale, hanno dimostrato di non gradire affatto il trattamento ricevuto dalla ditta. Questa volta, però, si protesta contro la stessa ESPERIA S.p.a., e non contro l?azienda sanitaria.

Del resto, tale disagio è stato vivacemente dimostrato nello sciopero di qualche settimana fa, organizzato proprio delle lavoratrici e dei lavoratori contro la ditta ESPERIA Spa di Napoli, colpevole, a quanto pare, di non aumentare le ore di prestazione ai dipendenti e di non incrementare lo stesso organico assumendo quelli licenziati (tra l?altro), al fine di consentire un carico di lavoro equo e garantire, nel rispetto del contratto di appalto, le prestazioni di pulizia e igiene nella struttura ospedaliera.

Non si mette solo in discussione il rapporto di lavoro, ma anche una certa prepotenza dominante nei confronti delle reazioni legittime della classe lavoratrice. Le risposte che le lavoratrici e i lavoratori si attendo dall?azienda nei prossimi giorni devono segnare una discontinuità nel metodo e soprattutto nel merito della vertenza, rispetto anche alle relazioni sindacali evitando atteggiamenti che mettono in discussione il ruolo e la funzione di soggetti impegnati da sempre a difendere la dignità e di diritti dei più deboli.

I lavoratori, impressi da un clima lavorativo difficile, hanno addirittura segnalato lo stato delle cose all?ufficio della consigliera di parità della Provincia di Potenza, invitando la stessa direzione ospedaliera ad intensificare i controlli anche con tecniche nuove onde evitare che l?Esperia S.p.a. possa trincerarsi dietro furbizie fin troppo evidenti. ?Dalle denunce – si legge in una nota dell?ufficio della consigliera – sono emersi comportamenti persecutori e intimidatori messi in atto sistematicamente e volti a generare un clima lavorativo di tensione e di paura. Non vengono risparmiati alle lavoratrici pesanti apprezzamenti offensivi della dignità personale e della morale?. Sono, inoltre, molte le lettere di censura inviate al personale dell?azienda negli ultimi due anni tra cui sanzioni e attribuzioni di mansioni diverse da quelle concordate, che nel tempo hanno generato patologie, certificate e comprovanti stati di ansia, depressioni e stress emotivo. L?ufficio della consigliera di parità della Provincia di Potenza ha proceduto alla segnalazione all?autorità giudiziaria e a breve saranno avviate le procedure per l?eventuale riconoscimento del mobbing.

Pensare che l’ospedale "San Carlo" fu istituito con decreto il 2 ottobre 1810 da Gioacchino Murat, re di Napoli, nella sede del Palazzo del Castello che i Conti de Guevara, signori della città, avevano ceduto nel 1626 ai frati Cappuccini per farne un convento, un ospizio, un’infermeria, un convalescenziario. Alla sua istituzione il "San Carlo" aveva 32 posti letto, per circa 23 ricoveri al giorno, di cui la metà militari. Il personale sanitario era costituito da un chirurgo, un medico e qualche infermiere.

A distanza di qualche secolo, tale struttura ha qualche posto letto in più e, nel tempo, ha assunto una posizione di privilegio rilevante nell?ambito sanitario nazionale. Peccato che tali avvenimenti, calpestando le evoluzioni sociali che con forza sono state conquistate, portino indietro nel tempo, ad ere remote e buie.

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