Il CoSA Pollino denuncia gravi atti di aggressione fisica e verbale, compiuti da alcuni operai, nei confronti di cittadini del CoSA-Pollino o aderenti alla causa contro l?apertura della centrale del Mercure, mentre attraversavano la strada prospiciente la centrale durante il presidio.

Il modo mirato con cui sono avvenute le aggressioni, come se i cittadini aderenti alla lotta fossero tutti schedati e riconoscibili, desta viva preoccupazione per la vita democratica della Valle del Mercure. Il CoSA Invita tutti a reagire, pacificamente, alle provocazioni manifestando solidarietà ai cittadini aggrediti. Chiediamo ai Sindacati di isolare e allontanare i responsabili delle violenze e di garantire il confronto democratico su questioni che riguardano non solo gli iscritti ai sindacati che lavorano all?Enel ma anche tutti gli altri che vivono e lavorano nella Valle del Mercure.

Il CoSA respinge al mittente l?accusa di responsabilità relativamente al disagio causato agli operai dal blocco dei lavori. Le responsabilità sono totalmente a carico del Comune di Laino Borgo, Provincia di Cosenza, Ente Parco Nazionale del Pollino e l?Azienda ENEL ed i sindacati stessi che a suo tempo non sono intervenuti nel verificare le reali condizioni di lavoro delle maestranze e le reali opportunità offerte da questo impianto antiecologico, antiindustriale, appartenente ad una cultura sviluppista da paese del terzo Mondo. Nell?autorizzare la conversione del sito industriale gli Enti e la stessa azienda hanno ignorato numerose normative e prescrizioni. Tra queste il Protocollo tra ENEL e Ministero dell?Ambiente per la produzione di Energia nei Parchi, lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale e la Valutazione di Incidenza. Rispettando le normative previste dalla legge, l?ENEL avrebbe dovuto realizzare un altro tipo di impianto, compatibile con la salute dei cittadini, l?ambiente e lo sviluppo, oppure, l?area industriale una volta lasciata libera, avrebbe consentito nuove opportunità di utilizzazione: area artigianale, area commerciale, scuole, servizi per i comuni della valle, servizi turistici (ad esempio una scuola di rafting) con notevoli e sicuramente maggiori opportunità occupazionali.

Chiediamo all?onorevole Pappaterra e al Vescovo, Monsignor Francesco Nolè, di considerare l?opportunità di incontrare pubblicamente anche gli altri cittadini della Valle del Mercure, preoccupati della salute, dell?ambiente e della perdita di lavoro che potrebbe conseguire al funzionamento della centrale. Da mesi stiamo dicendo che l?ENEL non è l?unica campana che deve essere ascoltata.

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