La scoperta di una risorsa petrolifera tanto consistente nella Val D? Agri ha scatenato l? interesse di molte compagnie petrolifere. Dal protocollo di intesa fra Regione Basilicata il gruppo ENI sono scaturiti diversi obblighi per la gestione dell’ area Val D? Agri (AccordoTrend 1). Tra i principali obblighi non potevano mancare i programmi di monitoraggio ambientale.

Gli accordi inerenti alla salvaguardia dell’ ambiente, del territorio prevede che la ENI:

– si fa carico di una spesa per un importo di 11 miliardi all? anno, per 10 anni, per la progettazione e programmazione di interventi gestiti dalla regione, diretti alla compensazione ambientale necessari a bilanciare le alterazioni dovute alle attività petrolifere (interventi di rimboschimento, tutela delle acque, delle aree di bioitaly o aree di particolare sensibilità ambientale).

– deve contribuire per un massimo di 4 miliardi all’ anno, per 10 anni, a decorrere dall? avvio del Centro Olio, ai costi della Regione per la realizzazione di programmi destinati a promuovere lo sviluppo sostenibile

– deve realizzare, a spese della Eni per un importo di 10 miliardi, un sistema di monitoraggio ambientale, per un progetto da realizzare entro il 31 dicembre 2000

La prima cosa che ci preoccupa, è l? impatto ambientale dell? industria petrolifera. Il problema fondamentale riguarda i danni ambientali che l? estrazione può provocare nelle varie fasi fino ai rifiuti prodotti raccolti e da riciclare.

Durante il corso degli anni la compagnia ENI ha realmente adempito alle promesse stipulate con l? accordo? Se si, solo in parte? I cittadini lucani, in particolar modo quelli delle aree dei Centri Oli ci possono conferme positive?

È inutile sottolineare che, nonostante le promesse e accordi sulla carta permangono dubbi e perplessità riguardo sia la tutela ambientale che la salute e la sicurezza dei cittadini. Sicuramente non è frutto della nostra fantasia pensare che molte aree della Val D? Agri sono ad alto rischio ambientale.

Nella Val D? Agri sono vari vi sono reali pericoli inquinamento atmosferico, inquinamento delle falde, delle acque superficiali, dei suoli, pericoli per la flora e per la fauna, oltre al fatto che incidenti con conseguenti danni ambientali.

A tal proposito abbiamo ritrovato molti riscontri. Secondo documenti pubblicati dal WWF Basilicata, Cerro Falcone, un pozzo collocato nel mezzo di una struttura idrogeologica della Serra del Calvelluzzo, attraversa l? intera successione Lagonegrese andando a intersecare l? acquifero che alimenta le principali sorgenti dell? acquedotto del fiume Agri. Un possibile rilascio degli inquinanti può dar luogo a una risalita di acque o di fluidi che andrebbero a immettersi nell? acqua potabile ponendo dei seri problemi all? acquedotto. Altre numerose installazioni petrolifere giacciono sull? acquifero alluvionale del fondale della Val D? Agri. Uno sversamento anche episodico di idrocarburi può facilmente raggiungere il sistema di corsi d? acqua che sfociano nel fiume Agri andando a raggiungere l? invaso del Pertusillo. a minacciare l? ambiente, hanno contribuito anche vari incidenti di notevole rilevanza, come quello del marzo 2002 quanto si verificò lo sversamento di petrolio in Val d? Agri (episodio ampiamente denunciato dalla nostra testata giornalistica e da altre associazioni ambientaliste lucane). In quell? occasione tremila litri di petrolio grezzo sono stati scaricati per errore, dalle condotte del Centro Oli di Viaggiano in un bacino naturale per la raccolta di acque piovane, e in parte in una vasca appartenente al Consorzio di Bonifica della Val d? Agri.

Questo purtoppo è stato uno degli incidenti che ha caratterizzato in modo negativo la storia petrolifera lucana, ma tanti sono stati gli incidenti e i rischi che hanno pregiudicato non solo l? ambiente ma la salute e la sicurezza delle persone e dei lavoratori.

A questo punto non è ora di avere concrete risposte? Cosa si intende sicurezza ambientale? Ci sarebbe tanto altro da aggiungere!

In conclusione chiediamo a gran voce la che la nuova classe di governo regionale impedisca nuove estrazioni petrolifere imponendosi maggiormente sulla Eni, visto che quest? ultima, oltre a non aver mantenuto le promesse prese nell? accordo con la regione ci sembra addirittura incapace di potersi autogestire. L? ente Regione, è chiamato a tutelare la nostra terra dai continui scempi ambientali!

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