Fra Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania

Pochi sanno che l?Università di Basilicata si occupa delle conduzione di scavi archeologici sia nella nostra regione che in altre, grazie anche alla Scuola di Archeologia presente a Matera già da diversi anni. Fra i vari siti attualmente indagati vi è quello di Satriano di Lucania, ai piedi della famosa torre. L?insediamento risale all?età del bronzo, fu abitato dal secondo millennio a.C. fino al basso Medioevo; in seguito fu definitivamente abbandonato. I resti ritrovati testimoniano la presenza di mura di fortificazione che lasciano chiaramente intendere la necessità di difendersi da eventuali pericoli esterni; inoltre sono stati ritrovati zoccoli di fondazione di un santuario che si sviluppò fino all?età romana: un edificio sacro, ?oikos?, dall?architettura estremamente razionale.
I santuari lucani erano quasi sempre situati vicino alle sorgenti, in quanto il rapporto con l?acqua era un elemento costitutivo di culto molto importante per queste popolazioni: esso era legato ai cicli di nascita e di rinascita, se ne riscontra testimonianza materiale anche per la presenza di canali che dovevano portare acqua al santuario, probabilmente per scopi rituali.

Numerosi anche i ritrovamenti di ex-voto: strumenti per fumigazioni (per bruciare l?incenso), oggetti in ceramica e metalli preziosi, che dimostrano tracce di sacrifici; vasi, statuette in onore della divinità Mefitis (la versione greca è rappresentata da Afrodite), probabilmente questi oggetti si dovevano rompere in fase di rito; piatti, coppe, coppette, che ci fanno supporre che al sacrificio seguiva un banchetto, un pasto rituale; sono presenti resti cospicui di tali sacrifici: ossa bruciate di un animale al completo: una sorta di olocausto dedicato alla divinità, in questo caso si tratta di un cane, che veniva sacrificato in occasioni particolari, ad esempio per un parto o in segno di purificazione, la stessa Afrodite era la divinità preposta alle nascite.
In età arcaica l?insediamento era policentrico: sono presenti nuclei di villaggi con le rispettive sepolture; sono state ritrovate inoltre antefisse (ornamento posto agli angoli del tetto nei templi classici); le produzioni locali mostrano elementi di distinzione rispetto agli Enotri, ma più vicini agli Apuli: ad esempio i cadaveri venivano seppelliti in posizione rannicchiata. I materiali ritrovati sono sia indigeni sia greci, risalenti al VI secolo: coppe da vino, mutuate dall?uso dei Greci abitanti della costa. In età lucana (IV secolo) spariscono gli abitati in villaggi tutt?intorno, ma si diffonde la lavorazione dei campi .
Il santuario continua a vivere in età romana: è stata infatti ritrovata una statuetta risalente al I secolo d.C.: la zona diviene parte del territorio di Potentia; in questo periodo nascono le ville e si affiancano nuove divinità a Mefitis; spariscono tutti i siti, ci si trasferisce in città (Potentia), si creano dei latifondi, divisi in parti residenziali e parti produttive. Questo fino all?età medievale, la zona viene poi definitivamente abbandonata, forse in seguito ad un incendio; ne nascerà una nuova città: l?odierna Satriano.

Nella valle del Sauro, ai piedi del Pollino, esattamente a Cersosimo, sono attivi altri scavi di grande rilievo per conoscere meglio l?età lucana antica: un palazzo dell?aristocrazia che deteneva il potere fra IV e III secolo; la pianta dell?edificio è ricalcata su modelli greci : corte a peristilio intorno a cui si sviluppano gli altri ambienti: una parte di rappresentanza per gli uomini e due per le donne. È stata ricostruita una possibile copertura in quanto sono testimoniati crolli di capriate; la casa aveva una vocazione produttiva: sono stati ritrovati pitoi (vasi) pieni di granaglie. Dopo il 202 a.C. è testimoniato un cambiamento sociale in seguito alla guerra annibalica: non c?è più la città, ma è evidente la ruralizzazione del territorio: case latifondiere, il cui primo piano è destinato alle attività produttive. Nel I secolo a.C. il sito scompare definitivamente.

Le attività di scavo e di indagine coinvolgono sia allievi della Scuola di Specializzazione che di altre università italiane e straniere: oltre a Satriano e Cersosimo, si lavora a Palmi, in Calabria, a Pantelleria, in Sicilia, a Pompei, in Campania e in diversi altri siti.
Chi desiderasse ulteriori informazioni può consultare il sito della Scuola: http://www.unibas.it/ssa.

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