I Cinti di Grassano sono da alcuni mesi al centro di un azione di salvaguardia e di studio a cura di un nutrito gruppo di associazioni lucane e non che vogliono valorizzare e proteggere questo interessante luogo sito posto ai margini del centro storico di Grassano e che ha delle interessanti caratteristiche geologiche, naturalistiche e architettoniche.

Nell’ambito delle tante iniziative di studio che sono in corso si segnalano lo studio che sta conducendo il Dipartimento di Scienze della terra dell”Università di Pisa e lo studio coordinato dal Comitato per la Salvaguardia dei piccoli
Centri toscano che sta catalogando le antiche cantine presenti nei Cinti e le tante costruzioni e strade millenarie che l’attraversano. Proprio la decisione dell’Amministrazione di Grassano di realizzare a tutti i costi una moderna strada rotabile che unisca i Cinti al Centro storico, cancellando l’antica strada medioevale qui ancora esistente e alterando
la stratificazione storico architettonica di questa parte del Centro storico di Grassano ha dato il via a numerose proteste e richieste di discussione su quanto si sta per fare.

Per questa ragione è stato consegnata in questi giorni all’Amministrazione di Grassano e al suo Sindaco una lettera aperta in cui si chiede di dare “una pubblica e precisa informazione alla Comunità di Grassano e alle associazioni coinvolte nella “Salvaguardia dei Cinti” in merito alla realizzazione di una “bretella stradale di collegamento” tra la chiesa Madre di Grassano e lo slargo di accesso ai Cinti di Grassano”.

Inoltre le associazioni firmatarie chiedono all’Amministrazione di puntualizzare
se: “se la costruzione di quest’opera prevede, come ci è stato è già preannunciato, l’abbattimento di alcune cantine e niviere settecentesche che sono presenti lungo il tracciato della “bretella stradale di collegamento”; se è stato
valutato l’impatto ambientale che questa strada avrà sulla parete dei Cinti su cui correrà che, con nota del 23 Luglio 2003 della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile, è stata dichiarata “zona di dissesto idrogeologico e quindi d’inagibilità”; – se si è considerato quale impatto avrà la nuova strada sul patrimonio storico, artistico e naturalistico presente lungo il suo tracciato ed anche i costi di realizzazione di quest’opera; se si è calcolato quali conseguenze avrà questa strada rotabile sulle cantine che sono presenti sotto il suo tracciato i cui proprietari, sino ad ora, non sono stati ne avvertiti, ne consultati della realizzazione di quest’opera; se vi è una relazione geologica particolareggiata a corredo del progetto della strada e quali sono le conclusioni in essa contenute”.

La lettera termina ribadendo la preoccupazione delle associazioni per la realizzazione di questa “bretella stradale di collegamento” su cui, nonostante attraversi parte del centro storico di Grassano e corra sulle cantine di
numerosi privati cittadini, si sa poco o nulla all’interno della comunità grassanese”

La lettera aperta, consultabile integralmente sul sito www.associazionefinisterre.it, è stata sottoscritto dalle associazioni grassanesi AICS, Finisterre, Confraternita
di Misericordia, Pro Loco di Grassano ed anche dal Gruppo Archeologico Lucano, dalla Delegazione Finisterre di Campi Bisenzio (Firenze), dall’Associazione Magna Grecia Lucana di Torino, dal WWF – Sez. di Matera e da Koinè – Federazione
Mediterranea delle associazioni Culturali.

Per ora si attende una risposta a queste legittime richieste, ma già si annunciano altre azioni di pressione.

A cura del responsabile Stampa
Associazione finisterre

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