Una pubblicazione recente dal titolo l’Attività Petrolifera in Basilicata – Ottobre 2003 (Autorità di Bacino della Basilicata) illustra le caratteristiche del programma di attività riguardanti le concessioni di coltivazione minerarie del territorio della Val D?Agri e dell?Alto Sauro.

Il documento oltre a contenere dati e informazioni sulle caratteristiche dei giacimenti lucani e dei territori interessati dalle concessioni di coltivazione, illustra le principali azioni e iniziative intraprese dall’Amministrazione Regionale per rendere il più possibile compatibile lo sviluppo delle attività minerarie con la salvaguardia ambientale del territorio interessato. Sfogliando le pagine di questa pubblicazione sono tante le sfaccettature, le tematiche e gli spunti su cui si può discutere con i lettori e noi soprattutto perchè si tratta di una tematica delicata come l’ attività petrolifera. E’ innegabile che la Basilicata per molte compagnie petrolifere rappresenta una vera e propria miniera dove arricchirsi a scapito delle nostra terra, del suo ambiente e dei suoi cittadini tra cui agricoltori e onesti imprenditori lucani che, con sacrifici hanno messo su piccoli agriturismo o possedimenti terrieri. In alcune righe della pubblicazione sopra citata si legge quanto segue: la popolazione lucana, laboriosa e tenacemente attaccata alla propria terra, continuerà ad operare e a lavorare senza sosta, nello stesso tempo sarà pronta ad accogliere le possibili occasioni di sviluppo indotte dalle attività estrattive.

La popolazione lucana – continua – è matura ad accettare questa sfida inserita in un riferimento programmatico definito, con tutte le garanzie e tutele che il caso ha richiesto. Certamente una frase chiara, a favore del popolo lucano…un elogio alle qualità di questa gente.
Personalmente sono concorde che i lucani sono tenacemente attaccati alla loro terra e hanno dimostrato in occasione delle maniferstazioni contro la minaccia dell’ elettrodotto Matera -S.Sofia e soprattutto durante la battaglia vinta in difesa della località Terzo Cavone dal rischio del nucleare.

Essendo il sottoscritto attento a qualsiasi problematica ambientale, mi è capitato di leggere alcuni episodi sconcertanti, paragonabili alle lontanissime vicende di schiavitù quanto popoli i più forti, con le armi conquistavano nuove terre imponendosi con prepotenza sui popoli più deboli. Una volta conquistati si finiva per sfruttare senza pietà tutte le risorse e tutti i loro sacrifici.
Quello che sto per raccontare riguarda alcuni esempi di come le compagnie petrolifere (senza l’ opposizione dei politici!!) hanno prepotentemente distrutto intere comunità familiari costrette a subire deportazione legalizzata.
In val D’ Agri il gruppo ENI deve realizzare in località "Querceto" (Mersicovetere PZ) un oleodotto di collegamento tra due pozzi. Chiaramente per tale realizzazione è necessario uno smantellamento di oltre 24.000 mq proprio nei terreni dove ricade l’ azienza agrituristica omonina. Va ricordato che tale azienda a dato decine di posti di lavoro e utilizza solo prodotti lucani.
La ENI, tramite una lettera alla proprietaria ha scritto (Contratto di Costruzione di Sevitù): o firmi il contratto o ti espropriamo!!

Val Camastra (località Monte del Saraceno – Cugno del Salice Calvello- PZ). Anche in questo caso l’ Eni intende realizzare oleodotti per collegamenti di pozzi petroliferi e anche in questo caso deve "conquistare" terreni da sottrarre anche a iniziative economiche private. Ci riferiamo al caso di una famiglia di piccola imprenditoria che per quei terreni hanno investito un capitale riuscendo ad ottenere autorizzazzioni amministrative per imbottigliamenti e commercializzazione di acque minerali. L’ ENI (contro ogni vincolo statale ed europeo) non solo vuole espropriare forzatamente la famiglia mediante la solita lettera "cedetemi volontariamente i terreni o vi esproprio" ma deve sventrare la montagna per inserire i suoi oleodotti. Infine in zona Valle del Sauro (Loc. Tempa Rossa- Corleto Perticara- PZ) l’ ENI, (pare aiutato dal sindaco del paese) ha individuato un terreno privato per la costruzione di un centro oli. Naturalmente tale struttura ha bisogno di strade di collegamento, che dovrebbe essere realizzata sui terreni della famiglia lombardi. L’ azienda, in tal caso non potrà più svolgere la sua attività economica.

Queste sono tre testimonianze di barbaria, di arroganza e prepotenza, con la gravissima collaborazione della classe politica calpestando ogni diritto costituzionale. Tre casi in cui viene calpestato il rispetto alla vita, del diritto di scegliere, di gestire, di organizzare, di programmare e di godere dei propri beni ottenuti dai cittadini lucani con sacrificio. Sicuramente ci sono stati altri casi dove la gente è stata cacciata dai terreni o si è vista entrare barbaramente nelle sue proprietà gli uomini con le tute gialle della ENI per le perforazioni petrolifere. A questo punto alcune domande possono sembrare ovvie, ma doverose.

Che significa la popolazione lucana sarà pronta ad accogliere le possibili occasioni di sviluppo indotte dalle attività estrattive? Certamente è una frase di notevole valore, ma alla luce di queste drammartiche sfaccettature, sembra che qualcuno voglia attribuire a questa frase un significato proprio! Cari amministratori molti cittadini lucani hanno lavorato e lavorano senza sosta la propria terra come voi dite solo che in molti casi non sono stati pronti ad accogliere l’ attività estrattiva ma sono stati costretti a chiudere le attività, sono stati espropriati e cacciati come in una vera dittatura!!!

Quali sono le nuove opportunità di sviluppo? La soppressione? Lo sgombero forzato? La distruzione delle nostre incontaminate vette montuose? La chiusura di piccole attività che hanno fruttato reddito, turismo grazie a piccoli marchi di origine lucana e senza danni ambientali?
No…grazie!!!!

0 Comments

Leave a reply

associazione - progetto - collabora - identificati - note legali - privacy - contatti

Associazione Lucanianet.it c/o Broxlab Business Center | P.zza V. Emanuele II, 10 | 85100 Potenza tel.+39 0971.1931154 | fax +39 0971.37529 | Centralino Broxlab +39 0971.1930803 | ­www.lucanianet.it | info@lucanianet.it Testata Giornalistica registrata al tribunale di Potenza n° 302 del 19/12/2002 | ­C.F. 96037550769 Invia un tuo contributo tramite bonifico bancario alle seguenti coordinate IBAN : IT 31 E 08784 04200 010000020080

Log in with your credentials

Forgot your details?