Potenza.- 1806 dalla terra alla città: è il titolo del nuovo film che il regista toscano Fulvio Wetzl sta girando a Potenza in questi giorni, in vista della presentazione ufficiale ai primi di giugno.

E non appare mai stanco, quando è sul set sembra che non conosca i ritmi del tempo: ?fare cinema è adrenalina? ama ripetere. E lo avevano sperimentato ed imparato gli alunni, i loro genitori e le insegnanti rioneresi lo scorso anno quando aveva girato attorno al Vulture quell?originale mediometraggio sul Brigantaggio post-unitario, ?Darsi alla macchia?, su produzione della stessa Scuola elementare diretta da Alfredo Bocchetti. Ed ora, in questi giorni, lo sperimentano i docenti e gli alunni (pure qui di quinta) della Scuola elementare V Circolo diretta da Egidio Basile, per la realizzazione di un mediometraggio sulla città capoluogo, nell?anno che segna il solco e il passaggio di epoche: il 1806, dalla terra alla città, come recita il titolo del film in lavorazione.

E? infaticabile e scrupoloso Wetzl che dal primo ciak al castello federiciano di Lagopesole (mutuato quale dimora di Isabella Morra), alle sale della Prefettura (gentilmente messe a disposizione dal Prefetto Mauriello) fino alle stradine del centro storico e ai ruderi i Brienza, si avvale come di consueto della indispensabile collaborazione di Francesco Tanzi (direttore della fotografia), di Riccardo De Felice (tecnico del suono) elementi essenziali per la struttura di un film, e poi di Valeria Vaiano, attrice napoletana e qui per la co-sceneggiatura (insieme ai docenti) e per la segreteria di produzione.

Non secondari sono i genitori degli alunni e quel buon numero di insegnanti coinvolti ed entusiasti attorno al progetto. Una fatica immane, racchiusa in una decina di giorni di riprese, cui seguirà l?ancor più delicata fase del montaggio. Insomma, stacanovista e trascinatore Fulvio Wetzl, noto negli ambienti del cinema per la solerzia oltre che per quelle idee originali che mette nelle sue produzioni. Autore d?impegno civile, come quello che porta avanti con il ?Cinema del Presente? insieme a cineasti della portata di Mario Monicelli, Ettore Scola, e poi Wilma Labate, Francesca Comencini, Guido Chiesa ed altri ancora, mentre i precedenti lavori gli hanno tributato stima e consensi collocandolo fra quei registi ritenuti più evoluti, sia culturalmente che tecnicamente. Occorre vedere le opere cinematografiche degli anni scorsi per carpire la tenacia intellettuale e la caparbia volontà di raccontare in maniera tanto originale. Dotato di una profonda conoscenza critica del cinema, Wetzl sa filmare l?infanzia come raramente accade, mediante codici particolari. Per questo si consiglia di vedere ?Prima la musica poi le parole? (girato nel 1998) premiato al Festival di Giffoni. Un film nel quale ha decisamente voluto che a recitarlo, al fianco di uno straordinario Jacques Perrin, di Anna Bonaiuto ed Amanda Sandrelli, ci fosse il bambino russo che si era messo in luce a Venezia due anni prima nel film ?Kolja?: Andrei Chalimon, un piccolo genio della recitazione, nonostante le difficoltà di lingua. Opera preziosa e sconvolgente ad un tempo, che il CineClub ?De Sica? ha proiettato più volte anche per le scuole di Rionero.

E prima ancora, nel ?92 aveva girato ?Quattro figli unici? presentato alla Mostra di Venezia, con Roberto Citran, Ivano Marescotti e una giovane Valentina Holtkamp, pellicola sui difficili rapporti interfamiliari. Mentre in ?Rorret? (che è il contrario di ?terror?), opera prima del 1988, Anna Galiena e Lou Castel si divertono ironicamente a spaventare lo spettatore emulando Hitchcock (ma pure Powell e Clayton) in un capzioso esercizio cinefiliaco. (Un linguaggio del tutto proprio lo si evince anche nella recente fiction di RaiTre ?Un posto al sole?).

Insomma, Wetzl saprà pure in questa operazione tutta potentina mettere del suo, conferendo ad un progetto (certamente didattico e dai pochi mezzi economici) elementi di novità di ricerca e di conoscenza, utili alle nuove generazioni, per leggere la storia e la realtà con quella chiave unica che il cinema da oltre un secolo sa offrire.

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