Talvolta il silenzio è assordante, suscitando interrogativi inquietanti per i quali servono risposte: che fine ha fatto l?emanazione dell Decreto del Presidente della Repubblica di perimetrazione del Parco Nazionale Val d?Agri Lagonegrese Appennino Lucano?

Per alcuni mesi i paladini dell?ambiente, quelli veri e presunti tali, sui mass media locali e nazionali si sono opposti alle trivelle sul Monte Caperrino spergiurando che questa Montagna non dovesse essere ?trivellata? e dovesse far parte dunque del perimetro del parco nazionale. Poi è stato sottoscritto l’accordo sul petrolio a Tempa Rossa, alle condizioni imposte dal Consiglio regionale lucano e dal presidente della Regione, Filippo Bubbico, in tal senso sollecitato dai rappresentanti degli enti locali.
La Total, con la mediazione del sottosegretario Giovanni Dell’Elce, in rappresentanza del Governo nazionale ha modificato, cammin facendo, la propria decisione e infine ha condiviso il nuovo schema di ragionamento proposto dalla Regione Basilicata che è così sintetizzabile: la Basilicata non intende sottrarsi a offrire il proprio contributo agli interessi strategici nazionali, ma senza che ciò comporti la svendita del proprio ambiente e delle proprie aree di valore naturalistico. Nessuna concessione di coltivazione di idrocarburi verrà autorizzata nel perimetro, deciso dalla Regione Basilicata, dell’area Parco Val d’Agri-Lagonegrese.

Con pace di tutti ci saremmo aspettati che il Parco Nazionale Val d?Agri Lagonegrese venisse finalmente perimetrato. Niente di tutto questo invece accade. A distanza di mesi dallo storico accordo che stabilisce di garantire alla Total una nuova estrazione pari 200 milioni di barili annui, con ai lucani il gas estratto, un marketing turistico da milioni di euro e un programma di cinque campagne annuali per la promozione dell’immagine del territorio lucano attraverso la rete di distribuzione carburanti in Italia e in Europa, della perimetrazione del parco nazionale non c?è traccia alcuna, almeno in atti ufficiali.
Anzi un atto ufficiale c?è. Esso sembrerebbe contraddire l?accordo siglato dalla Regione con la Total. Si tratta del parere espresso dalla Conferenza Unificata Stato Regioni del 22 luglio 2004 sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica istitutivo del Parco Nazionale, in attuazione dell?art. 35 , comma 5 della Legge n. 394/91. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, On Berlusconi, nel trasmettere questo parere, la cartografia del parco con lo schema di DPR alla Regione ed agli Enti locali, esclude Monte Caperrino dal Parco, accogliendo l?indicazione espressa del Ministero Attività Produttive.
Ci chiediamo quindi perché oggi la Conferenza Stato Regioni non ha ancora rivisto la propria posizione reincludendo la Montagna di Caperrino nel Parco?. Perché, con la stessa decisione del passato, non lo chiedono oggi i sindaci di Castelmezzano e Pietraperosa, la Regione Basilicata e le associazioni?
Non chiedere oggi con forza la perimetrazione del parco Val d?Agri-Lagonegrese- Appennino Lucano significa non solo aver ?subito?il principio di monetizzazione dei valori ambientali attraverso la compensazione ambientale ma, considerati gli atti ufficiali ancora vigenti, non esclude affatto l?evenienza che la Total ritorni alla carica e chieda nuovamente di trivellare la Montagna di Caperrino.

Questo ?balletto? e scarico di responsabilità sta consentendo all?ENI in Val d?Agri di continuare indisturbata a trivellare, estrarre, trasportare petrolio, scavare chilometri di oleodotti in aree del futuro parco non perimetrato e privo di misure di salvaguardia, SIC e ZPS, potendo chiedere e ricevere autorizzazioni dalla Regione per nuovi pozzi petroliferi, altrimenti non autorizzabili a parco perimetrato. Il silenzio sulla mancata perimetrazione del parco nazionale Val d?Agri-Lagonegrese Appennino Lucano copre forse anche questi interessi?

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