Il cinema e la didattica nelle scuole medie: con il film del giovane regista Roberto Faenza, ?Alla luce del sole?, prosegue l?attività di didattica del cinema nelle scuole medie di Muro Lucano e di Castelgrande, ispirate dal CineClub ?V. De Sica? ? Cinit.

Mediante la visione di film d?autore, gli oltre trecento alunni affrontano le tematiche sociali e approfondiscono i concetti puramente cinematografici, oltre che sociali e didattici. Prima di questo film, a marzo, è stato proiettato ?Neverland? di Marc Forster, (con Johnny Depp e Kate Winslet), sulle tematiche complesse dei rapporti padre-figlio, seguendo il filo conduttore delle esperienze vissute dall?autore dell?opera fra le più lette del genere fantasy per ragazzi, ?Peter Pan?.
Rapporti padre-figlio si possono ritrovare anche nel film di Faenza, nel quale il padre è rappresentato dal sacerdote palermitano don Pino Pugliesi (interpretato da un eccellente Luca Zingaretti) che nel settembre del 1993 veniva assassinato dalla mafia perché rappresentava una spina nel fianco, con la sua grande rivoluzione calata nello squallore del quartiere Brancaccio di Palermo, uno fra i più degradati del mondo in una città fra le più belle del mondo. Schieratosi con i ragazzi abbandonati per strada, aveva lottato per la ?salvezza? degli adolescenti dalle piovre mafiose. Un padre putativo, quindi, che si ritrova paternamente ed educativamente a sopperire alle carenza dei padri veri, nel nome della fede cristiana. E in gergo palermitano, il prete viene comunemente chiamato proprio ?parrino?, con assonanze allo stesso ?padre?. Un padre che dedica ai ragazzi attenzione, ascolto, rispetto. Quello che è mancato per generazioni in quella violenta realtà, come in altre del resto: in Campania, in Calabria, in Sardegna o in Puglia. Con il titolo ?Alla luce del sole? il regista Faenza (con una fotografia a tinte chiare ed ottime musiche) intende evocare la speranza e la luce, sebbene è in pieno giorno che si consuma l?efferato delitto nello stesso quartiere (impaurito, omertoso) che aveva visto nascere don Pugliesi. E al quale il sacerdote intendeva ?restituire? quella dignità che lui stesso riconosceva di aver acquisito solo grazie allo studio e alla cultura, al contrario dei suoi tanti coetanei che venivano risucchiati dalla malavita e dell?antistato.

Sui concetti di dignità, di rispetto e di non-omertà il preside Pizza ha insistito con i suoi allievi, peraltro già preparati dai docenti preposti, e sulle tematiche forti espresse da un film semplice quanto splendido, che non poche difficoltà aveva incontrato per essere girato in quegli stessi luoghi disperati. Ma la speranza la si legge nel finale, negli occhi del bambino che sorride davanti alla bara del sacerdote ucciso: gli restituisce col sorriso la gratitudine e l?onore. Perché, come scriveva Anton Cechov: l?onore non si può togliere, si può solo perdere.

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