Si è svolta a Castrovillari presso la sede della Comunità Montana del Pollino l?assemblea della Comunità del Parco.
Molte, le questioni all?ordine del giorno.
Scarsa presenza di rappresentanti aventi diritto.
Ricordiamo che la Comunità del Parco è organo consultivo dell?Ente Parco nazionale del Pollino ed formata da tutti i sindaci, i presidenti di regione, di provincia e di comunità montane ricadenti all?interno dell?area protetta. Per un totale di 70 componenti.
Nella riunione scorsa dopo la prima convocazione andata deserta per la mancanza del numero legale, in seconda battuta vi erano presenti solo 24 membri aventi diritto su 70: poco meno di un terzo.
Quattro esponenti del versante lucano (il sindaco di Cersosimo, un rappresentante del comune di Rotonda, il presidente della Comunità montana della Valsarmento e l?assessore all?ambiente della provincia di Potenza).
Venti esponenti del versante calabro di cui diciotto sindaci o loro delegati, l?assessore all?ambiente della provincia di Cosenza ed un presidente di comunità montana.

Eppure all?ordine del giorno vi erano importanti argomenti da trattare.
Tra i quali il parere obbligatorio al bilancio dell?Ente Parco, la famigerata questione della Centrale del Mercure ed il parere alla quinta variazione di bilancio.
La discussione inizia con forte ritardo.
Qualcuno propone l?inversione dell?ordine del giorno subito rigettato dal presidente dell?assemblea.
Immediatamente dopo si passa alla dichiarazione di voto sul bilancio dell?Ente Parco.
E su questo argomento iniziano le prime contestazioni.
Giovanni Mannoccio Sindaco di Acquaformosa parla di clima kafkiano e di farsa chiedendo di avviare prima una discussione politica sul ruolo del parco nella comunità e poi si vota il bilancio.
Sullo stesso avviso Domenico Metaponte.
L?affondo politico alla presidenza viene portato da Annibale Formica, presidente della Comunità Montana della Valsarmento, il quale chiede le dimissioni del presidente dell?assemblea in quanto egli non ha più titolo di ricoprire tale carica in quanto non è più sindaco in seguito al cambio di guardia venutosi a creare dopo le elezioni dell?anno passato.
?Non esiste un regolamento della Comunità del Parco, ritardo nell?approntare il bilancio, bilancio fatto in forma di ?copia-incolla? molto simile a quello del 2003; il piano del parco che a tutt?oggi non esiste, che fine hanno fatto i numerosi progetti di conservazione e mancanze di regole programmatorie vanno di questo parco un grande carrozzone che si barcamena ma senza meta?.
A seguire l?intervento di Formica si esprime l?assessore all?ambiente della provincia di Cosenza Marrello, il quale si lamenta sui modi di come si svolge l?assemblea; ?non c?è uno straccio di documento, manca una relazione programmatica, manca chi deve illustrare i provvedimenti per i quali è chiesto il voto. Di che cosa dobbiamo discutere? Si chiede Marrello.
Replica di Palermo, presidente della Comunità del Parco, che afferma che lui è dimissionario, ma sta aspettando l?incontro chiarificatore del centro-sinistra per decidere il da farsi.
A questo punto uno dei sindaci presenti chiede dieci minuti di sospensione della seduta per discutere come gruppo politico le decisioni da prendere.
La discussione riprende ben oltre i dieci minuti di sospensione richiesti per essere subito rinviata a data da destinarsi.
Marrello chiede a chi dirige i lavori di mettere i singoli componenti nella condizione di conoscere ciò su cui si andrà a votare e reclama che per la prossima volta si predisponga una relazione del presidente poiché ?non intende fare un atto di fede?.

Non si è mai visto ? afferma Marrello ? che bisogna scaricare dal sito del Parco i documenti necessari per la discussione.
In sintesi nulla di quello previsto all?ordine del giorno è stato discusso e votato.
Tutto è rimandato al 27 aprile.
Altri sindaci presenti volevano esprimere il proprio parere ma sono stati impossibilitati nel farlo perché , tra l?altro, incombeva la partita di calcio in tv.
Al sindaco di Cersosimo, Mario Vitarelli, attento osservatore della situazione del parco, abbiamo chiesto un parere sia sui lavori dell?assemblea sia, più in generale, della situazione del Parco visto da una piccola comunità come quella da lui amministrata.
Ci ha fornito un documento che – per la sua importanza -alleghiamo integralmente in appendice a queste brevi note.
Fin qui la cronaca di un pomeriggio kafkiano.
Le impressioni del cronista invece sono molto preoccupate.
Dall?andamento dei lavori, dallo sguardo dei nuovi amministratori che sono scesi in campo dopo le ultime elezioni amministrative, dal modo di come viene manovrato il presidente dell?assemblea del Parco (la figlia è stata assunta all?ente Parco, il genero è il nuovo sindaco del paese, lui stesso è consigliere comunale) ci sembra che tutti siano legati a filo doppio e quindi nessuno ha interesse a scagliare la prima pietra.
Perché una cosa è certa: se qualcuno scaglia la prima pietra viene giù una frana di tali proporzioni che travolgerà tutti.
Nessuno escluso!

APPENDICE

DICHIARAZIONE DI VOTO ALL’ASSEMBLEA DELLA COMUNITÀ’ DEL PARCO NELLA SEDUTA DEL 12-04-2005 A CASTROVILLARI DI MARIO VITARELLI

Premetto subito che il voto del sottoscritto è del tutto sfavorevole e contrario al bilancio 2005 che ci viene sottoposto per il prescritto parere.
Il giudizio è del tutto negativo per duplice motivo, politico e tecnico.
Dal punto di vista politico va immediatamente rilevato il ritardo, con il quale il Consiglio Direttivo, dopo la scadenza del 31 ottobre 2004, ha adottato il bilancio di previsione; ritardo che viene eccepito, anzi fortemente rilevato da tre consiglieri del direttivo.
Questo ritardo di oltre quattro mesi, infatti, non trova giustificazione alcuna in quanto non vi erano né ragioni tecniche (a nulla varrebbe la giustificazione che la finanziaria del 2005 è stata approvata alla fine dell’anno), né giustificazioni di opportunità, né giustificazioni connesse ad una programmazione tale che avrebbe impegnato gli organi direttivi in tempi più lunghi.
Come tutti avranno chiaramente constatato, la programmazione insita del bilancio 2005 non è altro che la copiatura del bilancio 2004; qualcuno si saràprobabilmente divertito a giocare al “copia ed incolla”.
E’ un atto assurdo, che, così come proposto, offende una assemblea della Comunità del Parco, costituita dai massimi responsabili delle Istituzioni Locali, chiamata, oltretutto in grave ritardo, ad esprimere un parere a valle, anziché a monte, dell’elaborazione delle previsioni, in una situazione in cui ancora non esiste il Programma Pluriennale Economico Sociale prescritto daH’art.14 della legge n. 394/91.
Questo bilancio, se mai ce ne fosse stato bisogno, è l’esempio più evidente della totale incapacità della Presidenza di programmare lo sviluppo del Parco.

A sostegno di tale constatazione basta considerare casi come quello del cap. 11040 della parte II delle “Uscite”, quelle relative al “PREVENTIVO FINANZIARIO GESTIONALE”; in tale capitolo sono previste “Spese progettaz.,realizzaz., ristrutt., riprist. e trasformazione di immobili e relativi impianti” per un importo di ?.1.098.664,00 (pari a oltre due miliardi delle vecchie lire) senza alcuna indicazione degli interventi che si intendono fare.
Non posso rinunciare, in proposito, a denunciare ancora una volta che, in fase di gestione del Bilancio, negli scorsi anni si sono distribuite risorse senza alcun rispetto delle norme sulla trasparenza (sugli obiettivi e sui criteri preventivi di scelta degli interventi) e sulla evidenza pubblica.
Il Consiglio Direttivo, nel deliberare questo bilancio 2005, ammette, poi, anche una propria esplicita incompetenza, nel momento in cui attribuisce la colpa del ritardo all’intervenuta nuova normativa, contenuta nel DPR. N. 97 del 27 febbraio 2003. Il Consiglio Direttivo non ricorda, inoltre, che lo scorso anno ha usato le stesse giustificazioni anche per il ritardo con cui è stato deliberato il bilancio 2004.

Non è possibile, però, dopo due anni dall’entrata in vigore del DPR 97/2003, continuare a fare ricorso a giustificazioni, praticamente infantili, facendo credere che il nuovo D.P.R. sul Regolamento concernente l’amministrazione e la contabilità degli enti pubblici, di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70, anziché essere uno strumento per aggiornare e rendere più efficiente ed efficace l’azione politico-amministrativa dell’Ente Parco, ha costituito, invece, un freno.
Mi domando cosa hanno fatto la Presidenza e il Consiglio Direttivo dell’Ente per conoscere e per comprendere questo D.P.R. n.97/2003 e per renderlo attuativo.
Se è stata così complicata la lettura e lo studio di questo strumento, come mai non si è pensato di convenzionare un esperto della materia, anziché sperperare le risorse dell’Ente con convenzioni ingiustificate, illegittime, inutili e dannose?
Noi componenti della Comunità del Parco, chi direttamente, chi indirettamente, conosciamo le norme di contabilità che interessano i Comuni e sappiamo che il sistema amministrativo-contabile, previsto dal D.P.R. n. 97/2003, non si discosta molto da quello degli Enti locali; anzi, in alcuni punti 10 migliora e lo integra.
Alla luce di tali norme, metto in evidenza che il bilancio 2005, deliberato dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco il 5 marzo 2005, è viziato da grave illegittimità, perché, diversamente da come prescritto dall’art. 10 del D.P.R. n.97, gli elaborati tecnici non sono stati predisposti dal Direttore generale del Parco, che in questo modo mancano di una precisa e formale assunzione di responsabilità da parte di chi ha avuto ruoli tecnico-gestionali e, quindi, aveva 11 dovere di dar conto delle lacune, delle inadeguatezze, delle omissioni, dei ritardi, con cui il bilancio 2005 si caratterizza.
Questa carenza non è di poco conto, se si considera che da oltre due anni è stata riservata al ruolo e alle funzioni di Direzione del Parco una politica tutta speciale, che, per rispetto alle persone coinvolte e agli atti consumati, preferisco non commentare. Resta confermato che la figura del responsabile della predisposizione del bilancio 2005 è centrale ai fini della responsabilità delle lacune, delle inadeguatezze, delle omissioni, dei ritardi registratisi. Uno degli importanti allegati al bilancio 2005, prescritti dal D.P.R. n. 97/2003, è l’allegato 2 relativo al PREVENTIVO FINANZIARIO DECISIONALE. Analizzando tale allegato troviamo la colonna che interessa i residui presunti. Mi chiedo: come mai non è stato ancora formulato un riaccertamento dei residui attivi e passivi? Perché ci trasciniamo ancora grossi avanzi di amministrazione?
Non sarebbe stato il caso di fare riferimento, per i residui del 2004, a dati certi quali quelli provenienti dal conto consuntivo del 2003, anziché procedere ad una semplice valutazione di avanzo presunto?
Riaccertando, invece, i residui avremmo sicuramente e correttamente sopperito a quanto richiesto dall’art. 40 del D.P.R. n.97, relativo a “Riaccertamento dei residui e inesigibilità dei crediti”.
Nell’allegato 3 relativo al PREVENTIVO FINANZIARIO GESTIONALE, da quale documento ufficiale e giuridicamente valido sono stati rilevate le somme iscritte nelle entrate?

A me non sembra che siano stati rispettati i principi contabili generali, previsti dall’art. 4, comma 1, del D.P.R. 97, riguardanti: a) la veridicità, b) la correttezza, e) l’imparzialità, d) l’attendibilità, e) la significatività e rilevanza, f) la chiarezza o comprensibilità, g) la pubblicità, h) la coerenza, i) l’annualità, j)la continuità, k) la prudenza, I) la costanza, m) la universalità, n) l’integrità, o) l’unità, p) la flessibilità, q) la competenza finanziaria ed economica, r) il riequilibrio di bilancio.
Vorrei sapere, inoltre, perché la previsione di spesa corrente del cap. 1020, per i compensi ai componenti del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva, passa da ?. 75.000,00 del 2004 a ?. 140.000,00 del 2005?
Perché nel cap. 4730 prevediamo di spendere ?.140.000,00 di consulenze ecc…? Come sono stati utilizzati gli ?.180.000,00 del 2004? E come mai, nello stesso capitolo quest’anno sono iscritti residui presunti per ?. 228.145,43, che, sommati alla competenza, arrivano ad oltre ?.360.000,00?
Come spenderemo questo pubblico denaro? Chi pregheremo?
Queste domande sarebbero superflue se, previo riaccertamento, si potesse disporre del dato certo dei residui.
Sarà interessante conoscere, inoltre, in quale considerazione sarà tenuto il rilievo fatto nel 2003 dal dott. Zappia, in occasione della verifica effettuata per conto del Ministero del Tesoro, in merito al divieto delle consulenze esterne se non per casi eccezionalmente straordinari e per tempi ben definiti.
Metto, quindi, in evidenza che nel cap. 4080 le “spese per pubblicità” passano da ? 33.000,00 del 2004 a ?. 100.000,00, mentre nel cap. 4995 le “spese per stabilizzazione L.S.U.” si dimezzano da ?. 7.160.279,33 a ?. 3.643.044,50.
In conclusione, lo strumento, per il quale siamo chiamati a esprimere il parere, a me sembra che non ha affatto le caratteristiche di un bilancio di previsione e neanche quelle di una ipotesi di bilancio, in forma abbreviata, prevista dall’art.48 del D.P.R. n.97.
Nella propria relazione, infine, il collegio dei revisori, sollecitato anche dal Ministero dell’Ambiente in merito al prospetto riepilogativo dei residui, fa richiamo a quanto da me accennato in precedenza; rileva il non rispetto di alcuni limiti di spesa (per autovettura); esprime, però, stranamente parere favorevole sulla semplice assicurazione (?), secondo la quale l’Ente procederà a rideterminare tale previsione in occasione della prossima variazione di bilancio. Tale relazione si commenta da sola.

Per quanto sopra, in via preliminare chiedo alla Comunità del Parco di votare l’invito al Consiglio Direttivo di ritirare il bilancio 2005 propostoci e di farlo rielaborare secondo i principi e le caratteristiche del D.P.R. n.97/00, corredato da un chiaro e legittimo parere del collegio dei revisori; in subordine esprimo parere negativo e chiedo al Ministero dell’Ambiente e del Tesoro la non approvazione dello stesso.

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