È il 3 maggio il giorno tradizionalmente dedicato alla festività del Santissimo Crocifisso, in ricordo del 3 maggio del 630, quando la sacra croce fu riportata in processione da Tiberiade a Gerusalemme.

Il 3 maggio non si celebra quindi il giorno in cui Sant?Elena trovò la croce, come spesso si ritiene, ma il giorno in cui il sacro legno tornò trionfalmente sul Calvario.
Storia, devozione e tradizione, insieme all?intensa religiosità verso il maggiore dei simboli della Passione, si mescolano in molti comuni della Basilicata in cui si festeggia il Santissimo Crocifisso, dando vita ad emozionanti celebrazioni, che conservano la memoria di antiche usanze.
Tra i paesi della Lucania votati spicca Forenza, un paese dell?Alto Bradano, dove ci si appassiona alla storia e all?importanza delle opere contenute nel convento francescano, il secondo in ordine di fondazione in Basilicata.
Per chi arriva a Forenza e visita il monastero francescano non può non rimanere colpito dall?affascinante chiesetta intitolata alla Madonna della Stella.
L?abbazia di notevole importanza artistica, conserva il coro ligneo, dietro l?altare maggiore, la pala con cimasa, nella sagrestia, il chiostro, il refettorio con notevoli dipinti ed una ricca biblioteca, il cui libro, un incunabolo, più antico è del 1499, e diversi manoscritti.
Il santuario, fondato nel 1685, fu voluto e costruito in poco tempo dai fedeli alla periferia del paese, nel luogo dove esisteva l?antica cappella basiliana dedicata alla Madonna della Stella.
Nella chiesa, piccola e suggestiva a tre navate, si mescolano tre stili architettonici, il romanico, il neoclassico ed il barocco ed in alto sull?altare maggiore troneggia imponente la statua lignea del SS. Crocifisso, opera di alto valore artistico del XVII secolo, dell?artista Fra Angelo da Pietrafitta, detto d?Apriliano. Ai lati della Croce, di grandezza naturale, Fra Angelo era solito porre due statue una della Vergine Addolorata e l?altra di san Giovanni evangelista ma a Forenza ha adottato una variante, ponendo non la statua di san Giovanni ma quella di san Francesco.

Secondo la tradizione dei francescani, il frate sculture prima di iniziare un?opera doveva seguire una lunga preparazione spirituale, il legno doveva essere scelto durante la Quaresima ed il lavoro doveva essere iniziato durante la Settimana Santa o la Domenica di Pasqua.
Caratteristica del Crocifisso di Forenza è che la statua mostra tre aspetti diversi rispetto a dove ci si pone per guardarla: di fronte si vede il Cristo morto, da destra lo si vede agonizzante, da sinistra il volto di Gesù appare quasi sorridente. Impressionante è la drammaticità del volto di Gesù: occhi socchiusi, bocca semiaperta che lascia intravedere i denti e la lingua, il taglio ondulato dei capelli, la testa leggermente reclinata sulla spalla destra, una voluminosa corona di spine. Il corpo esile dai colori tenui e con molte piaghe che mostrano la drammaticità delle ferite in senso molto realistico.
La tradizione racconta che l?autore non riusciva a perfezionare il capo di Cristo ed addormentatosi per la stanchezza, al risveglio abbia trovato il capo miracolosamente rifinito.

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