La pièce dal titolo ?Predisporsi al micidiale?, scritta e interpretata da Alessandro Bergonzoni (nato a Bologna il 1958), è stata rappresentata sul palcoscenico del Teatro Stabile di Potenza nei giorni 18-19-20 aprile ?05. L?autore-attore propone una forma di comicità originale, dato che egli rifiuta di rivisitare il reale e porlo alla base delle rappresentazioni teatrali. Bergonzoni predilige al contrario l?esplorazione linguistica e la creazione di una società dell?assurdo, sulla scia di Eugène Ionesco o di Samuel Beckett, grandi autori della letteratura europea vissuti lo scorso secolo.

L?obiettivo del comico bolognese resta comunque di divertire e dilettare il pubblico, attraverso ardui e sottili giochi linguistici, per comprendere i quali sono necessari un attento ascolto e una buona vena ironica. La performance dal titolo ?Predisporsi al micidiale? propone alla platea lucana temi quali la reazione dei chiodi claustrofobici, i rapporti tra agonia e agonismo, la solitudine dei lobi degli spettatori, la quale suscita l?idea dell?altro e dell?oltre. È l?inaudito, che sfiora quasi l?incomprensibile, il celato che si nasconde sotto le parole, a causa la molteplicità semantica dei termini, con i quali l?autore gioca. Le parole sono il fulcro dello spettacolo, usate per divertire e creare doppi sensi comici, che l?abilità dello spettatore può decifrare e comprendere.

L?autore offre dunque uno spettacolo incentrato sui pensieri confusi della mente umana, lascia libera la fantasia, evitando di denunciare le contraddizioni del mondo contemporaneo o di spiegare il reale circostante. Le immagini si combinano nella mente umana e generano pensieri ilari, dietro i quali a volte si cela la realtà non sempre intelligibile, come nella frase ?la ghigliottina che vuol far di testa sua?: forse Bergonzoni ha voluto alludere alla violenza, alla brutalità o alla malvagità, le quali se si impongono, diventano atroci e incontrollabili?

Il co-regista Riccardo Rodolfi afferma che il predetto spettacolo teatrale è versatile, mutevole, non adattato al palcoscenico, ma piuttosto alle associazioni mentali dell?autore, rielaborate a dar vita alla rappresentazione artistica. La pièce è diversa ogni volta che è riproposta sul palco, quasi a voler abbandonare le certezze acquisite dall?autore nel corso delle performance. Il teatro in fondo è tutto ciò. Il teatro implica la volontà di porre al centro della scena, della rappresentazione e dell?universo artistico l?Uomo, il quale con la propria abilità è in grado di adattarsi alle situazioni, rendendole proprie. La scena, realizzata da Mauro Bellei, (forse per questo) è essenziale e al centro si trova comunque l?attore-autore, ossia A. Bergonzoni stesso.

L?artista bolognese è ben noto sia nel mondo radiofonico, con i programmi ?Il vento ha un bel nasino? o ?Zitta che si sente tutto? mandate in onda su Radio2Rai nel 1992 e 1991, ma anche nel panorama televisivo, grazie alle numerose partecipazioni al ?Maurizio Costanzo Show? o a ?Il Fatto di Enzo Biagi?. Ha scritto varie opere letterarie, quali ?Le Balene restino sedute?, Mondatori, 1989 oppure ?Il Grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni?, Garzanti, 1995. Bergonzoni ha dato vita anche a spettacoli come ?Anghingò? (1992) o ?Non è morto né Flic né Floc? (1987) e collabora con diverse testate giornalistiche, dal Corriere della Sera alla Repubblica, ed. Emilia Romagna, restando sempre fedele alla vocazione comica, muovendosi nell?universo dell?ilarità colta, ricercata e di sicuro non spicciola.

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