Dipartimento di Scienze Storiche, Linguistiche e Antropologiche dell?Università di Basilicata.

Mercoledì 13 aprile è stata presentata, presso l?aula magna dell?Università degli Studi della Basilicata, la collana ?Europa Mediterranea?, edita dalla casa editrice Piero Lacaita Editore, concepita nell?ambito del Dottorato di Ricerca in ?Storia dell?Europa mediterranea dall?antichità all?età contemporanea?, con sede amministrativa presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Linguistiche e Antropologiche dell?Università di Potenza. L?incontro è stato presieduto dal prof. Scialpi, direttore del dipartimento. Sono intervenuti: la preside della Facoltà di Lettere, prof.ssa Librandi, il prof. De Francesco, dell?Università di Milano, il prof. Musi, Università di Salerno e il prof. Lerra, Università di Potenza. Al dottorato afferiscono diverse università italiane: Calabria, Catania, Lecce, Milano, Molise, Palermo, Pescara, Salerno, Teramo.
Nel titolo della collana è già enunciato il percorso che questa intende compiere: porre l?attenzione alla storia dell?area mediterranea come luogo privilegiato, zona non marginale, con una sua identità, in quanto luogo di incontri e mediazioni.

La raccolta si caratterizza per la varietà di argomenti affrontati nei sei testi:

?Il vello d?oro. Modelli mediterranei di società pastorali: il Mezzogiorno d?Italia (secc. XVI-XIX)? (2003) di Giuseppe Cirillo, guarda con una nuova ottica alla crisi del ?600, che non è concepita solamente come una fase tragica, ma come fondamentale trasformazione della base produttiva. Analizza gli assetti e le istituzionalizzazioni della struttura della società pastorale e il ruolo svolto nell?ambito delle insorgenze antifrancesi.

?Tra sovrano pontefice e Regno di Napoli. Riforma cattolica e Controriforma a Benevento? (2003), di Maria Anna Noto, indaga il periodo successivo al Concilio di Trento a Benevento e in particolare il rapporto fra poteri laici ed ecclesiastici; costituisce, inoltre, un apporto alla tesi di Paolo Prodi relativa allo Stato Pontificio come prototipo di stato moderno.

?Famiglia, patrimonio e finanze nobiliari. I Boncompagni (secoli XVI-XVIII), (2003), di Luigi Alonzi, pone l?attenzione alle strutture nobiliari della seconda metà del seicento e la prima del settecento, all?interno delle quali operò una complessa realtà economico-finanziaria e socio-politica; il testo fornisce un?ampia documentazione.

?Benevento fra medioevo ed età moderna, (2004), di Aurelio Musi, studia la centralità della dimensione politico-istituzionale della città di Benevento, città pontificia dagli Angioini all?Unità, analizzandone i tratti più significativi nell?ambito della sua collocazione geopolitica; investigando inoltre l?interrelazione con Napoli e Roma.

?La patria e il sangue. Città, patriziati e potere nella Calabria moderna? (2004), di Francesco Campennì, e ?Il libro e la piazza. Le storie locali dei Regni di Napoli e di Sicilia in età moderna?, (2004), a cura di Antonio Lerra, basandosi sugli atti del convegno di Maratea del 2003, studiano il rapporto fra sentimenti di fedeltà e appartenenza alla patria città e costruzione politica, con concreti ancoraggi a particolari casi cittadini e specificità di casi locali.

I sei titoli testimoniano il fervore di ricerca e l?intenzione di indagare la storia dell?area mediterranea in determinati momenti storici in un ampio arco cronologico: dall?età classica all?età moderna. Seppure i libri qui prodotti sono incentrati maggiormente verso le epoche più recenti, la storia economica, sociale, religiosa, politica, dei luoghi, intende realmente offrire uno spaccato approfondito e ben elaborato del mezzogiorno mediterraneo. Non è stato un lavoro ?dettagliatamente predefinito, organico, organicistico e fondamentalistico? come ha affermato il prof. Musi , ma il rapporto, fra i volumi della collana e le idee di fondo che l?hanno ispirata, è stato casuale e necessario, molto complesso, e lo ha reso più affascinante, intrigante, contribuendo ad apportare qualcosa di nuovo, rendendo più stimolante la riflessione su questi prodotti.
Questo tipo di studi può apparire scontato, ma fa riferimento, più che a identità, a differenze, alle molteplici differenziazioni di questa Europa mediterranea.
La collana non è stata concepita in base a idee aprioristiche, ma è intenzionata a fornire un collegamento, non solo geografico, ma che faccia emergere questioni storiografiche, che possano illuminare settori ben più ampi di storia.

Il convegno si è svolto nell?ambito dello specifico Dottorato di ricerca, ma ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, particolarmente interessato ad uno dei molti eventi organizzati dall?Università di Basilicata, che da sempre, e sempre più spesso, aspira a valorizzare e potenziare il settore della ricerca scientifica, collaborando con altri Atenei, ma ritagliandosi uno spazio importante nel contesto nazionale, grazie soprattutto alla qualità degli studi, alla professionalità dei docenti e alle ottime competenze e capacità dei giovani laureati.

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