Con quindici giorni di ritardo, rispetto al resto d?Italia, la Basilicata incassa lo scontatissimo successo del centrosinistra nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale.
Nessuno aveva il benché minimo dubbio sull?esito dell?urna, i sondaggi sono stati sempre estremamente favorevoli alla maggioranza uscente e nessuno si è stupito più di tanto.

Analizziamo però i numeri che hanno caratterizzato il voto dei lucani. Cominciamo dall?affluenza, calata del cinque percento rispetto alla precedente consultazione. Come spiegarlo? Ci sono, a mio parere, diverse cause, cominciando dalla disaffezione di molta gente alla politica ma non si deve trascurare il fatto che molti lucani che lavorano o studiano fuori regione sono rimasti danneggiati dal rinvio dovuto alla riammissione di Unità Popolare.
Sempre in crescita il numero delle schede bianche e nulle che in questa consultazione hanno superato il cinque percento. Altro dato che deve far pensare: un intero partito manifesta in questo modo il proprio dissenso.
Pur se con percentuali diverse da quelle del duemila gli schieramenti, in termini di consiglieri sono rimasti quasi immutati, anzi, mistero del sistema elettorale, il centrodestra che perde un cinque percento rispetto al duemila conquista un consigliere in più, in quota ad AN.
Nell?ambito del centrosinistra si deve registrare il successo dei DS che passano da quattro a sei consiglieri, sostanzialmente stabile la Margherita che raccoglie lo spezzatino del 2000 (PPI, Lista Dini, I Democratici) con quattro consiglieri più il Presidente De Filippo, raddoppia la presenza con quattro consiglieri l?UDEUR.

Per quanto concerne gli altri partiti che hanno presentato il candidato presidente nessun rappresentante per il Nuovo PSI e per il partito della Mussolini, pressoché insignificante la percentuale raggranellata da Unità Popolare.
Da registrare il successo personale del Presidente uscente Bubbico risultato il più votato di tutti.
Tre le donne risultate elette, Antezza nella lista Uniti nell?Ulivo, Emilia Simonetti in Rifondazione Comunista e Rosa Mastrosimone nell?UDEUR, tutte, quindi nella maggioranza.
Eletti anche alcuni segretari di partito: Folino dei DS, Mollica dei Verdi, Nardiello del PDCI. Moltissimi i riconfermati: Filippo Bubbico (Ds), Maria Antezza (Ds), Rocco Vita (Ds), Carlo Chiurazzi (Margherita), Erminio Restaino (Margherita), Gennaro Straziuso (Margherita), Donato Salvatore (Sdi). Francesco Mollica (Verdi), Giacomo Nardiello (PDCI), Antonio Di Sanza (FI), Nicola Pagliuca (FI), Egidio Digilio (AN) Agatino Mancusi (ex FI ora UDC).
Ci sono state alcune esclusioni non prevedibili come quella dell?ex Assessore Collazzo (PRC) o dei consiglieri uscenti Pennacchia (Patto), Mariani e Radice (Uniti nell?Ulivo), Martinelli (FI).

Cosa succederà? Nulla di quanto non già programmato e pianificato dai partiti che compongono la maggioranza, assessorati e incarichi di sottogoverno sono stati preventivamente suddivisi nel rigoroso rispetto del non più citato manuale Cencelli. Quasi sicuramente qualche sconfitto eccellente sarà ?risarcito? con una poltrona di prestigio in uno dei tanti Enti sub regionali o come direttore generale di un dipartimento. Per verificarlo non ci resta che aspettare il tempo necessario.
I giovani, oggetto di tante premure ed attenzioni, sopratutto da parte del Presidente De Filippo, attenderanno con ansia di conoscere se il loro futuro potrà essere vissuto nella loro regione o devono ingrossare quell?esercito di coetanei che già da anni vivono da emigrati altrove.
Ai posteri l?ardua sentenza.

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