”Dal primo gennaio 2005, 334 ex LSU del Parco del Pollino non percepiscono alcun emolumento nella completa indifferenza del Parco, delle due regioni e dei ministeri del lavoro e dell’ambiente?. Lo hanno dichiarato, in una nota le segreterie di Basilicata e Calabria di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che hanno annunciato – ”in mancanza di certezze sul pagamento delle retribuzioni arretrate attiveranno iniziative di lotta sul territorio del Parco”. ”Per una valutazione con i lavoratori – e’ scritto nella nota – e per decidere le modalità delle iniziative di lotta da intraprendere, il sindacato ha convocato un?assemblea per l’11 aprile 2005, presso la sede del Parco del Pollino, dalle ore 11 alle ore 14”. (ANSA). 08/04/2005

Seguono i commenti all?indecoroso messaggio che reca questa notizia d?agenzia di stampa.

I lavoratori forestali sono in servizio grazie ad un progetto co – finanziato dall’Ente Parco del Pollino, dalle Regioni Basilicata e Calabria e dai Ministeri del Welfare e dell?Ambiente. Si tratta dello stesso Welfare di cui si è parlato in un decreto ministeriale del 18 marzo 2005 pubblicato sul numero 80 della Gazzetta Ufficiale. Questa divinità suprema vanta di aver stanziato 6,5 milioni d?euro affinché siano realizzati 1000 tirocini formativi e d?orientamento per favorire la mobilità geografica di lavoratori e delle imprese tra Sud e Nord del Paese. L’ iniziativa è destinata alle regioni che hanno aderito al ?Programma quadro per l?integrazione e lo sviluppo delle sperimentazioni in materia di tirocini formativi?; inseriti in processi di mobilità geografica promosso dal ministero del Welfare e realizzato con l?assistenza tecnica, d?accompagnamento e di supporto dell?Agenzia Governativa per le politiche attive dell?occupazione Italia Lavoro. Le risorse erogate dal ministero del Welfare dovranno essere utilizzate e ripartite nelle regioni del Centro-Nord, destinazione dei candidati ai percorsi di formazione, che hanno sottoscritto il programma quadro: Valle d?Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, oltre alle province autonome di Bolzano e Trento. Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Molise, come aree di partenza dei tirocinanti, dovranno presentare il piano delle attività. Il termine ultimo per concludere i tirocini e’ fissato per il 31 dicembre 2006.

Interessante. Ma se non si sono soldi per pagare gli ex Lsu, per disciplinare piani di sviluppo lavoro già esistenti perché mettere altra carne alla brace? Ultimamente, (forse a causa della crisi mistica mondiale), sembra che tutti si siano messi una mano sulla coscienza per mostrare come si possono ampliare le offerte di lavoro. Infatti, il nostro ?Mercato regionale? adesso galopperà anche oltremare: sventola nelle ultime dichiarazioni il candidato del centro sinistra alla presidenza della Regione Basilicata, Vito De Filippo. ? ”L’ area sud della provincia di Potenza è una zona che maggiormente ha bisogno di una comunità coesa, solidale e sicura”. ”Il mio ritorno in questi comuni – ha aggiunto – è riprova dell?importanza che ogni centro lucano riveste nella nostra politica, per la crescita globale della regione. Perché tutta la Basilicata possa uscire dai propri confini naturali è necessario ottimizzare la fruizione delle risorse di cui e’ ricca. Il senisese, in particolare, è una delle terre più svantaggiate della regione, ma è anche un?area che possiede grosse opportunità di cui avvalersi per crescere: l?acqua, l?ambiente”. ”Quella idrica – ha concluso De Filippo – è una risorsa che, ben valorizzata, garantirà un pieno ed ampio sviluppo di un?agricoltura d?eccellenza e di conseguenza la garanzia di prodotti d?alta qualità. Così come l?integrità dell?ambiente potrà diventare volano di sviluppo turistico per quanti sono attratti dalla riscoperta della natura. Saremo in questo modo in grado non solo di tutelare e rafforzare l?identità di questa fetta di Lucania, ma soprattutto di liberarla dal giogo d?area svantaggiata.?
Speranze un po? ovunque. Ennesimo sospiro. Vedremo cos?accadrà.

Il clima elettorale è ancora caldo, quindi potremmo approfittare per battere il ferro, per caricare di responsabilità tutti i nuovi rappresentanti politici affinché la carica elettiva non sia solo qualcosa di personale, bensì il senso della rappresentanza comunitaria. Il benessere comune è proporzionale all?efficienza del sistema. Ogni azione deve essere coerente con il messaggio profetizzato. Di rivelatori di speranza e salvezza ce ne sono troppi soprattutto in ambito religioso. L?astratto lo lasciamo a loro, il concreto deve essere il primo risultato di queste elezioni. Il disagio dell?incomunicabilità è onnipresente sia tra i sindacati sia tra le nuove figure lavorative.
In questi mesi abbiamo commentato spesso la condizione degli ex Lsu. Cronistorie, editoriali, approfondimenti d?ogni genere. Adesso siamo stanchi di sentire le stesse lamentele, siamo stanchi di postillare le strabilianti ?opere d?ingegno? malfatte. L?atipicità sta diventando peggio di un cancro. Ossessivo, compulsivo, è un argomento trattato da tutti. Idea fissa dei neolaureati che prima o poi dovranno finire li, in quella categoria: gli Atipici. Un purgatorio? Per espiare quali colpe? Forse di questo Governo fascista e di tutti i suoi predecessori. Proprio in questi giorni si terrà il primo congresso regionale dell?ALAI sul LAVORO ATIPICO.

Sempre L?ALAI ha annunciato che anche il 2005 fa paura alle imprese lucane. I piccoli industriali dell’Api di Matera lamentano difficoltà su molti fronti ed anche nei settori produttivi più forti che allontanano così le aspettative di rilancio. Secondo l’Api giungono segnali preoccupanti sullo stato dell’economia in Basilicata che registra una ”crisi generalizzata”. Adesso anche Val Sud non decolla. Siamo a cavallo.

Acqua, aria, terra, fuoco sono i cinque elementi per eccellenza del cosmo e d?ogni microcosmo. La Nostra Regione sintetizza questi elementi per aree geografiche e sono le uniche risorse reali che ci sono rimaste. Cosa intendiamo? La Basilicata è una regione ricca di gemme. E? una terra equilibrata negli ecosistemi ma priva di persone in grado di farla respirare di farle partorire attivamente i prodotti che ci offre. Siamo circondati da menti pigre, opportuniste, incapaci di farsi carico di problemi consistenti come la crisi del lavoro che è uno dei connotati secolari del Mezzogiorno.

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