Noi lucani, spesso, ignoriamo la ricchezza e la bellezza dei nostri paesi, abituati a ?frequentare? solo alcune località; sottovalutiamo, un po? per pigrizia, un po? per ignoranza, posti che possono offrirci uno splendido scorcio del nostro ricco passato. Una di queste realtà nascoste è Grassano, in provincia di Matera, a 500 metri sul livello del mare, lungo la via Appia dell?antica Roma.

Il nome deriva da grassus, probabilmente ?nomen? di una famiglia gentilizia romana o più semplicemente terra grassa, fertile. Situato sul colle Sella Mortella, nelle vicinanze del torrente Bilioso, affluente del fiume Bradano. Il documento più antico riguardante il paese è costituito da una bolla papale di Callisto II, redatta nel 1123, dove ne compare il nome latino: ?Crassanum?.

Le prime notizie si ricavano dal Registro Angioino di Basilicata del tredicesimo secolo, quando il paese era un casale del territorio di Tricarico: esso fu donato ai Cavalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, meglio conosciuti come cavalieri di Malta, ai quali, nel 1414, venne riconosciuta la giurisdizione civile ovvero il diritto di esercitare il potere amministrativo, mentre quello penale restava sottoposto ai Sanseverino e Revertera, signori di Tricarico. I Cavalieri resero Grassano un centro agricolo modello, che favorì un lungo periodo di ricchezza, infatti fra il 1500 e il 1600 ci fu un forte aumento demografico, grazie anche all?immigrazione dai paesi limitrofi: il paese era in grado di provvedere un monte frumentario che forniva sementi ai contadini in difficoltà. Nella metà del XVIII secolo l?economia agricola era fiorente e produceva frumento, olio, vino e bambagia. Al tempo della proclamazione della Repubblica partenopea, nel 1799, fu nominato membro supplente del governo provvisorio il grassanese Francesco Saverio Caputi; in seguito alla caduta della Repubblica dieci grassanesi furono condannati all?esilio. All?epoca dell?Unità d?Italia ( 1861 ) l?intera popolazione di Grassano, stanca e insofferente degli ingiusti aggravi fiscali imposti, cacciò a fucilate le guardie nazionali dal paese, al grido di ?Viva Francesco I?.

Nel corso dell?800 la zona boscosa del territorio costituì un facile nascondiglio ideale per le attività e le scorribande dei briganti, che furono però catturati dai grassanesi, i quali, nonostante avessero fermato la famosa banda del sanguinario Mattia Maselli, se ne videro ricompensati con la misera somma di cento ducati. Grande fu la delusione di quel drappello di cittadini che si era impegnato nella cattura del feroce bandito. Durante il fascismo il paese, eletto a terra di confino, ospitò il medico pittore e scrittore Carlo Levi, che ne lascerà testimonianza memorabile nei suoi quadri e in uno dei suoi capolavori letterari, a noi lucani molto caro, ?Cristo si è fermato a Eboli? (1944).

Fino al XVI secolo si accedeva al paese, racchiuso da mura, tramite una porta collocata vicino la piazza più antica, la cosiddetta chiazzodda, nell?unico quartiere allora presente: Capo le Grotte. Qui nacquero poi le prime abitazioni, le casedde, locali di ridotte dimensioni (una sola stanza) dove si svolgevano tutte le attività di famiglia. Nell?Ottocento si iniziò ad ampliare questo piccolo nucleo abitativo: il lamione, dal soffitto (la mia) fatto di mattoni, con una stanza in più per gli animali e successivamente la casa soprana con stanze costruite sopra al lamione. Oggi è ancora possibile visitare queste costruzioni (le casedde sono state completamente abbandonate) e alcuni palazzi gentilizi: il Palazzo Ruggieri (fine ?700) in Via Forno, del quale è possibile ammirare il portale d?ingresso con lo stemma ducale; il Palazzo Schiavone e il Palazzo Ferri (inizio ?800) in Via Roma; il Palazzo Materi (fine ?700 ? inizi ?800), in Via Umberto I, del quale portale e stemma sono stati scolpiti con pietra locale.

Numerose sono anche le chiese: la Madonna di Pompei, (?800) al cui interno è custodita una Madonna Addolorata completamente snodabile e vestita di abiti veri. La Chiesa Madre (XVII) dedicata a San Giovanni Battista, in stile barocco, al cui interno si trova un prezioso organo dorato del ?700. La Chiesa della Madonna del Carmine, con soffitti a botte e a cupola. La Chiesa di Santa Maria della neve, interessante e caratteristica per il suo campanile a cipolla. Numerose anche le opere d?arte che è possibile ammirare all?interno di ognuna di queste chiese: altari in marmi policromi (Chiesa della Madonna del Carmine); sculture lignee, ostensori del ?700, croci del XVIII sec. (Chiesa Madre); dipinti ad olio del ?700 (Chiesa di Santa Maria della neve).

Oggi Grassano è divenuto un Parco Letterario, dove è possibile visitare i luoghi che tanto hanno ispirato il Levi e che ??. là avevo riveduto per la prima volta le stelle e la luna e le piante e gli animali e il viso degli uomini: mi si era fissata nel ricordo come terra di libertà ? !? Forse dovremmo iniziare a pensare che, si, ?Cristo si è fermato a Eboli?, ma probabilmente era partito da Sud…

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