…per accompagnare un servo del Dio Cristiano verso la redenzione divina…

Minuto per minuto, goccia dopo goccia. Come lo scorrere strozzato dei granelli di sabbia nella gola di una clessidra, sono state raccontate le ultime ore di vita di Papa Giovanni Paolo II.

Instancabili, gli addetti all?informazione hanno monitorato le tappe di una Passione spirituale che va ben oltre le critiche anticlericali e politiche. Il primo a diffondere la notizia è stato Enzo Quaratino, lucano d?origine, caporedattore dell’Ansa nella sede centrale di Roma. Alle 21 e 52 ha fatto battere dall’Agenzia la frase che ha annunciato a tutto il mondo la morte del Pontefice: "IL PAPA E’ MORTO". Subito dopo, tutte le altre Agenzie e gli altri organi d?informazione hanno diffuso la stessa notizia.
Tentiamo anche noi di annunciare l?evento tanto importante quanto drammatico. C?imponiamo discreti di non seguire la corsa verso la conquista della prima notizia, con rispetto racconteremo i passaggi più importanti di 27 anni di Pontificato di Karol Wojtyla. E? stato il Papa del dialogo, della pace, della giustizia che ha visto sempre Cristo al centro del cosmo e della storia. Il 2 Aprile alle ore 21.37 ha assecondato e benedetto il volere di Dio, si è spento sereno, proclamando con l?ultimo respiro ?l?Amen?.

Così sia, la volontà del Padre Eterno in cui lui ha creduto e per questo ha condotto la sua missione spirituale, nel suo Stato come unico Sovrano Assoluto. Papa Giovanni Paolo II era nato in Polonia e lì aveva vissuto fino alla sua nomina.
Una storia di vita ricca d?esperienze e tappe importanti. Famosi sono i numerosi viaggi condotti in quasi tutto il mondo per portare la parola di Dio, per seminare pace, amore e misericordia.

Si è saputo rinnovare, si è battezzato quotidianamente con l?acqua della vita, tenace fino all?ultimo respiro ha affermato il suo amore per la religione che ha rappresentato. Wojtyla ha imparato a leggere la storia tentando di cambiare i percorsi più scuri. ?Non se ne fa un altro? urla il titolo di prima pagina del Manifesto. Sarà difficile per il suo successore tentare di riprendere la corsa di un treno che non si è mai fermato. L?Italia e il mondo intero hanno annunciato il lutto generale. Sentimenti di cordoglio sono giunti alla Santa Sede da ogni nazione. I primi messaggi sono arrivati proprio dalla Cina, roccaforte comunista che il Papa avrebbe voluto da sempre visitare per trovare un accordo umano sul senso della ?Parola di Dio?. Per quest?estate era previsto a Colonia l?incontro con i giovani, i suoi figli prediletti nella giornata dedicata appunto alla gioventù. Ma loro hanno fatto sapere che ci saranno lo stesso, che continueranno a portare in giro, in ogni luogo e ogni via del mondo il messaggio di Dio che solo questo Papa è stato in grado di infondere in maniera profonda. Si tratta degli stessi ragazzi che si sono riversati da venerdì in Piazza San Pietro per tutta la notte. Fra canti e lacrime hanno cullato le ultime ore di ?Uno? che per ventisette anni si è messo al servizio della parola di Cristo.

Adesso che ne sarà di noi? Adesso come faremo senza il nostro padre? Interrogativi simili hanno affollato le menti di tutti. Credenti e non. Giovanni Paolo II ha commosso la popolazione mondiale, la descrizione di questa morte, così come lui ce l?ha fatta vivere era l?ultimo ed estremo tentativo per diffondere il suo messaggio di conversione verso Dio. La Basilicata è terra di Maria la stessa a cui lui si è affidato sabato. Ha, infatti, chiuso gli occhi in uno dei giorni legati alle apparizioni di Fatima. Il 28 aprile dell’anno 1991, Wojtyla durante uno dei suoi numerosi viaggi pastorali visitò le Chiese di Basilicata, rinnovò a Potenza il rito dell’incoronazione della venerata immagine della Madonna. Ancora prima aveva sfiorato la nostra terra per portare parola di speranza alle tante persone che il 23 novembre del 1980 furono colpiti dal violento e distruttivo terremoto dell?Irpinia.

Da venerdì tutti i comizi pre – elettorali sono stati sospesi, il presidente della Regione Filippo Bubbico, ha incontrato il pomeriggio del primo Aprile presso la sede della Curia arcivescovile a Potenza, il presidente della Conferenza episcopale lucana, monsignor Agostino Superbo. All’arcivescovo il governatore lucano ”ha rappresentato? i sentimenti di trepidante partecipazione con la quale la comunità lucana ha seguito la fase d?acuta sofferenza del pontefice. Questo è stato l?atteggiamento più diffuso fra tutti i rappresentati politici d?Italia.

?Il pensiero di dolore appartiene ai cristiani come ai laici? – Ha detto Torrio, candidata del Nuovo Psi alla presidenza della Regione. E poi ha continuato – ?Bellissima l’iniziativa dei vescovi in Basilicata. Sono state organizzate veglie di preghiera e celebrazioni eucaristiche in tutte le chiese lucane alle quali sono stati invitati anche uomini e donne di buona volontà che, pur appartenendo ad altre confessioni religiose, hanno potuto conoscere e sperimentare la grandezza del cuore paterno del Papa?. Così finisce la vita di un uomo che ha dedicato con animo semplice la sua missione religiosa al volere del suo Dio e della comunità cristiana che lo ha sostenuto. Ha sfidato tabù relazionali. Da levante a ponente ha tentato di riconciliare il mondo condannando gli abusi sul genere umano, ammettendo anche le colpe della Chiesa Cristiana. Si è esposto ed ha affrontato le gelide formalità degli anticristiani.

È morto guardando verso la finestra, come quella del suo cuore: sempre aperta per amare Dio e il prossimo. E poi l?ultimo messaggio, di cui si è tanto discusso. Una frase che ha fatto notizia, che ha rigato di lacrime il viso di molti. Un messaggio sforzato, descritto a gesti con i movimenti delle labbra, rivolto ai suoi ragazzi: Vi ho cercato, siete venuti da me e per questo vi ringrazio..
Buon viaggio Karol Wojtyla.

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