Le elezioni regionali si avvicinano a passo baldanzoso, tanto da far passare in secondo piano la Pasqua lucana. Ci si è messa anche un?abbozzata primavera ad alleggerire le aspettative, unitamente allo sventolare delle bandiere di partito, alle prese di posizione, agli slogan e ai programmi propagandati – non tanto alacremente – ma nel momento opportuno. Insomma, sembra che delle idee da voler mettere in pratica ci siano.

Vito De Filippo e Cosimo Latronico si contenderanno la poltrona di primo della classe. Il resto dei candidati, sondaggi a parte, non ha speranze di suprema affermazione, ma si accontenterà di pochi voti: quelli dei fedelissimi e quelli degli scontenti, astensionismo permettendo. Infatti, proprio la causale dell?astensionismo e/o delle schede bianche potrebbe leggermente rimescolare le carte in tavola in una regione dove sembra ormai tutto pianificato all?insegna della prosecuzione. L?amministrazione di Filippo Bubbico non è stata eccezionale/superlativa ed ha lasciato qualcuno con l?amaro in bocca. Ma questo, si sa, fa parte del gioco. Qualche tempo fa ho ricevuto con estremo piacere un libricino: ?Cinque anni. Le cose che abbiamo fatto per la Basilicata? ? Consuntivo 2000/2005. L?Amministrazione uscente informava i cittadini lucani di tutti i miglioramenti apportati, delle iniziative, delle innovazioni, della forte spinta propulsiva verso lo sviluppo. Personalmente, mi astengo da ogni tipo di commento. Preferisco parlare di quello che ci attende, dei due programmi principali che vedranno la nostra regione, a detta di Vito De Filippo e Cosimo Latronico, protagonista tra il 2005 e il 2010. Vorrei essere corretto se sto sbagliando.

Entrambi hanno avuto un vantaggio: osservare e carpire le carenze gestionali e/o i progressi dell?ultimo governo regionale. ?Cinque anni. Forse non sufficienti per fare tutto ciò che avremmo voluto, per portare a termine tutto ciò che abbiamo cominciato?? narrava il b5. Partire da qui, da questa sorta di consapevolezza politica che viene fuori sempre a fine mandato. Vito e Cosimo (preferisco chiamarli così), nei loro programmi hanno toccato vari punti comuni. Parto e mi fermo sul concetto di continuità. Il primo, parla di un patto di fiducia che si rinnova e si allarga, il secondo dice: in continuità con il Governo Berlusconi [?] Il Governo di centrodestra si è mostrato particolarmente attento al ruolo strategico della Basilicata nel contesto meridionale. In questo caso l?accento è stato posto sull?infrastrutturazione, ma guardando oltre, mi viene in mente il tentativo di costruire il deposito unico di scorie nucleari a Scanzano: punto ? mi sembra ? che Latronico non affronta. De Filippo, invece, conferma l?antinuclearismo regionale. E visto quello che ha significato la protesta dello storico novembre 2003, per la Lucania tutta, non c?è tanto da inneggiare ad una prosecuzione con l?attuale esecutivo nazionale. Scanzano può essere considerato anche isolatamente da tutto il resto, ma è lì che si sono delineati, senza strumentalizzazioni di sorta, dei passaggi di riforma importante: tutela del territorio, dell?ambiente e via dicendo anche delle nostre risorse. E dico tutto.

Non vado oltre con questa mia analisi stringata, ma preferisco fermarmi a questi brevissimi spunti: lavoro (una politico del lavoro che arresti l?emigrazione, che emargini il precariato e la nuova figura del cassaintegrato) partecipazione (il coinvolgimento dei giovani, in primis, dei cittadini che devono sentirsi parte integrante di questa regione), coscienza (l?atto politico condotto con dedizione alla causa).

Qualche mese fa sono stato accusato di non saper dialogare ?politicamente?. Non credo. Se discutere di politica significa fare buon viso a cattivo gioco allora non so dialogare ?politicamente?. Se, invece, significa approdare sulle sponde della chiarezza, della lungimiranza basata su osservazioni del reale, sull?ascolto di chi di politica non vive ma subisce i suoi influssi allora so dialogare ?politicamente?. Testa o Croce, non significa che andremo a votare tirando a sorte, chi ci ispira più fiducia dedotta dalle prime impressioni, ma andremo a votare facendo riferimento alle cose dette e a quelle non dette. Sinceramente non sento miei i due programmi appena citati, ma uno mi ha convinto di più. Avrei preferito che il programma elettorale fosse stilato anche ascoltando la voce della necessità, in base ad una vera analisi dal basso, perché ogni analisi dall?alto, o finta e poco incisiva analisi dal basso ha un approccio opposto devoluto alla conservazione di un sistema. Noi dobbiamo migliorare l?apparato sociale ed ogni miglioramento porta ad un cambiamento, e ogni cambiamento cozza con il concetto di conservazione. Questo per linee generali. Testa o Croce sono le due facce di una stessa moneta che deve portarci al voto. Noi andremo a votare chiedendo di non ritrovarci soltanto con un cumulo di promesse. Non astenetevi.

Per approfondimenti:

La Basilicata che vogliamo: una regione senza confini
http://www.vitodefilippo.it

Identità, risorse, sviluppo: Il futuro è in una svolta
http://www.cosimolatronico.it

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