Sonorità al limite della fantasia nascoste nei vicoli del nostro quotidiano, questa l?essenza dei ritmi musicali di Capone e Bungt e Bangt esibitisi al centro sociale di Rionero lo scorso 18 Marzo.

Il progetto musical-industriale partito dal napoletano Capone, ha unito insieme i maggiori esponenti del concetto musicale stradale degli ultimi anni: lo stesso Capone, Alessandro Paradiso, Silvio Talamo, Vittorio Bruno, Sergio Quagliarella, Gianni Sorvino, Bruno Spagna, Nino Moscato, Sasà Pelliccia, Gigi De Rienzo ed altri. Un plauso agli organizzatori del concerto che si sono distinti per orecchio musicale ed hanno regalato ai giovani lucani l?essenza tendenziale del nuovo millennio ad un prezzo praticamente inesistente (il concerto era gratuito). Capone e Bungt e Bangt danno vita ad una massa ordinata di sonorità che vengono provocate da strumenti originali improvvisati dalle strade, strumenti efficaci. I membri del gruppo, in grande forma fisica per le energie spese a percuotere i propri armamentari, hanno dimostrato buone doti artistiche non solo dal punto di vista musical industriale ma anche da quello sensoriale: hanno difatti inscenato con il proprio ?uomo immagine? Sasà Pelliccia, diverse gag che affiancavano le già osservate performances e che davano un senso maggiormente percepibile alle stesse.

Ho iniziato, tre anni fa, la mia ricerca ? ha spiegato Capone, leader e fondatore del gruppo – partendo dal basso, dalle cose più umili che esistono, come la spazzatura (rottami e scarti di ferro, plastica e legno) o come gli oggetti d?uso comune (utensili da lavoro o da cucina) che normalmente appartengono al nostro quotidiano. Cose delle quali crediamo di sapere tutto e dalle quali non ci aspettiamo nulla più di ciò che esse sono o sono state. La piccola ?grande magia? ha avuto principio da questo punto. Mi sono divertito a giocare con la materia, cercando per essa un diverso fine, un nuovo modo per portarla con noi, con i Bungt Bangt, compagna nel nostro percorso di musicisti. Adesso nasce il nostro primo disco Junk!, appunto, spazzatura?.

Movimento e coinvolgimento costante del pubblico hanno caratterizzato il concerto del gruppo che ha portato sulla scena il proprio repertorio raccolto nella compilation JunK!, venduta dopo il concerto a soli 7 Euro ed andata a ruba in pochi minuti a sottolineare l?apprezzamento dei Rioneresi e dei lucani in genere. Fra i brani eseguiti, Chiavi Inglesi è stato uno dei più interessanti visto l?assoluto silenzio del pubblico che ha ascoltato le sonorità iniziali dello xilofono solista, formato interamente da chiavi inglesi, accompagnate da un tubo di scarico (il basso), da bottiglie da cui scaturivano i suoni del flauto pan, da un bidone della spazzatura che fungeva da cassa, da una pentola (tarabuka) e da lattine ripiene, pensate un poco, con frutti di mare (shaker). Molti i successi fatti assaporare alla partecipe gente lucana: Uaiò, Junk Music, Bung?t Funk, Pizzicatian, Caponeira ed altri.

In scena pezzi sia cantati che strumentali, che spaziavano tra il tribal, il funky, la techno, il jungle e il bigbit, brani tutti inediti tranne uno, Caravan Petrol, omaggio al grande Renato Carosone, naturalmente arrangiato con i particolarissimi suoni del gruppo. I testi hanno accolto frammenti e frasi da varie lingue. ?Junk Music?, che suggerisce il titolo all?album, è cantata in un improbabile inglese; ?Uaiò? è un gioco ?sonoro? tra guagliò napoletano e uaiò giamaicano, avvolto in una miscellanea di lingue come lo spagnolo, l? inglese e il napoletano, ?Bungt & Bangt? usa il tormentone ?naninanina?, su cui si vanno ad innestare espressioni in inglese e messaggi in giapponese, tedesco, finlandese, portoghese, spagnolo, creòl, arabo.
Interessanti quanto originali i nomi degli strumenti usati, inventati dal precursore Capone: così scopriamo ad esempio i Cucchiarimba, ovvero mestoli di legno che fungono da marimba e belafon, oppure il Cassone cioè una scatola di cartone che funge da Cassa così come la Bidassa, cioè il bidone da spazzatura. A stimolare ancora la nostra curiosità il Canalischio, un fischietto melodico formato da una canalina elettrica, e l?Hudoo Tubo, in pratica un tubo di scarico con sonorità hudoo, basso e tabla.

Dopo una serata così densa di emozioni, speriamo di ascoltare presto sonorità come queste in un?altra location lucana, magari una piazza gremita di gente in movimento.

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