La trasformazione della centrale Enel del Mercure in centrale a biomasse della potenza di ben 35 MW elettrici netti, pone a tutti seri interrogativi sulla compatibilità ambientale di tale impianto e sui rischi per la salute delle popolazioni della valle.

Non si conoscono i prodotti della combustione delle biomasse, né gli effetti dell?utilizzo delle acque del fiume Lao da parte della centrale, in quanto non è stato fatta alcuna valutazione di impatto ambientale. E senza uno studio di quali potrebbero essere i danni arrecati direttamente alla salute delle popolazioni, o indirettamente tramite inquinamento delle risorse agricole e del sottosuolo, non si possono escludere, da un punto di vista scientifico, danni per gli organismi viventi. Nessuno ci assicura che, una volta completato, l?impianto possa utilizzare combustibili diversi, come ad esempio il famigerato CDR (combustibile da rifiuti) che rischia di essere molto più pericoloso per la salute dei cittadini ma molto più appetibile per le casse dell?Enel (praticamente l?Enel verrebbe addirittura pagata per bruciare CDR! ). Infatti, nonostante le rassicurazioni circa i controlli da parte delle istituzioni pubbliche (tipo un computer al comune dotato di interruttore per bloccare l?impianto), circa il tipo di emissione in atmosfera (rispetto dei limiti di legge), l?Enel, vista la storia passata nella nostra area, non appare credibile soprattutto nel mantenere fede agli impegni assunti per la tutela della salute dei cittadini. Basti ricordare le lotte sostenute dalle popolazioni della valle del Mercure per costringere l?Enel a prendere delle misure per ridurre le ceneri che uscivano dalla ciminiera della centrale e che, spargendosi sulle case e sui campi, creavano gravi danni alla salute dei cittadini. Senza pensare all?impatto devastante che un impianto di tal sorta potrebbe avere nell?ambito di uno sviluppo turistico della nostra zona, ormai reale e che produce ricchezza, legato alla valorizzazione ed alla fruizione delle risorse ambientali, indubbiamente ed oggettivamente valorizzate dall?essere parte del Parco Nazionale del Pollino. Ma nonostante gli indubbi aspetti negativi, comunque una proposta di un impianto industriale in un?area protetta come quella del Parco Nazionale del Pollino, a naturale vocazione turistica, potrebbe anche essere giustificata, se sorretta almeno da un qualche vantaggio (occupazionale, servizi, tariffe).

E nel nostro caso i vantaggi è veramente difficile ?scovarli?.

Primo: non verrà assunto nessun dipendente per lavorare in centrale, come confermato autorevolmente dall?Enel in fase di presentazione del progetto.

Secondo: la disoccupazione della zona non verrà ridotta neanche attraverso le attività indotte, quali il trasporto del materiale combustibile, lo stimolo alla nascita di un?imprenditoria in grado di produrre e/o reperire in loco il materiale da ardere, la promozione e lo studio di attività produttive connesse all?utilizzo delle acque calde reflue.

Infine non sono state avanzate neanche proposte per un uso produttivo, nella nostra zona, delle ceneri prodotte dall?impianto.

Quindi, i rischi e i pericoli per la salute dei cittadini, sono certi, mentre i vantaggi sono del tutto incerti. Pertanto, come DEMOCRATICI DI SINISTRA, sostenendo le istanze dei cittadini, chiediamo una moratoria nelle procedure di avvio della centrale del Mercure, che consenta alle popolazioni di partecipare alla discussione e ad ogni iniziativa che rendano trasparenti e condivise le decisioni che riguardano il loro futuro.

Adesioni alla Manifestazione del 6 Marzo 2005 a Rotonda contro la Centrale a Biomassa del Mercure nel cuore del Parco Nazionale del Pollino indetta dal Comitato Salute Ambiente Pollino

WWF Pollino
Accademia Kronos Basilicata
Comitato per il Controllo delle Scelte Energetiche
Movimento Ambientalista Diamante
Comitato Nazionale Rifiuti Zero
Circolo Margherita di Tursi
Rifondazione Comunista di Viggianello
Verdi di Basilicata
Scanziamo le Scorie
NoScorie Trisaia
Associazione dei Verdi Policoro
Legambiente Basilicata
Fiab Bicilandia Basilicata
Comunisti italiani sez. di Rotonda
Gruppo Civiltà Solidale Viggianello
Democratici di Sinistra Laino Borgo
Associazione Il Riccio Castrovillari
Lucanianet.it
Gruppo di Lavoro Sudlocation
Italia Nostra Calabria
Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale del Pollino
Associazione Trekking Falco Naumanni Matera
WWF Calabria

Per WWF la centrale del Mercure non si dovrebbe fare

A poche settimane dall?entrata in vigore del protocollo di Kyoto, la vicenda della centrale a biomasse del Mercure ci dimostra concretamente quanto sia lunga e soprattutto insidiosa la strada per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra nel nostro Paese. Centrali come quella in via di ultimazione a Laino Borgo, infatti, sebbene individuate come impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e quindi titolate, per legge, ad usufruire delle cospicue incentivazioni previste dal meccanismo dei certificati verdi, rappresentano, a nostro avviso l?esempio di una incongruente applicazione dei principi della sostenibilità ambientale connessa alle produzioni energetiche. Il WWF, infatti, pur considerando strategico il contributo che un utilizzo razionale delle biomasse di origine vegetale può apportare nella lotta per la riduzione delle emissioni climalteranti responsabili del cambiamento climatico, ritiene che nella realizzazione dell?impiantistica di settore si debba attentamente valutare il livello di sostenibilità ambientale della filiera legno-energia. Al fine di favorire tale sostenibilità è fondamentale l?individuazione di un bacino di approvvigionamento del combustibile che, oltre a garantire la qualità dei materiali, determini anche bassi costi ambientali legati alla movimentazione ed al trasporto degli stessi. Altro elemento di valutazione importante è rappresentato dai criteri di produzione e di prelievo delle biomasse forestali che siano compatibili con le normative vigenti. Il reperimento di combustibili in paesi exstracomunitari, pertanto, così come previsto per la centrale del Mercure è ovvio che non potrà garantire tali presupposti fondamentali. Per il WWF si tratta di una serie di aspetti che dovrebbero essere affrontati a monte, in maniera strategica, partendo dalla redazione di specifiche linee guida sull?uso delle biomasse a fine energetico. Il WWF, pertanto, alla luce di tali considerazione ritiene di dover esprimere la propria contrarietà al progetto in questione così come concepito e dichiara, pertanto, la propria adesione alla manifestazione di domenica 6 marzo p.v. a Rotonda.

La posizione del Movimento NoScorie Trisaia

Dopo la ricerca affannosa di siti dove costruire megacentrali si cambia strategia, le società dell?energia fanno il grande salto di qualità ,vogliono dimostrare a tutti che sono al passo con i tempi e sono loro i primi paladini della svolta per la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili. L?impresa è ardua al tal punto che ad ospitare la futura mega centrale a biomasse sarà addirittura un grande parco nazionale italiano, quello del Pollino. Nel ns. secolo dove le guerre e le elezioni si vincono con la comunicazione e la pubblicità diventa un gioco trasformare un parco in un grande serbatoio di energia. Dopo il petrolio che blocca la nascita del parco della Val d?Agri ,in attesa che l?oro nero porti i suoi benefici e gli scompensi ambientali , arrivano le biomasse. Attualmente le biomasse in ogni abitazione del parco alimentano i termocamini che riscaldano le case e forniscono acqua calda , potrebbero diventare in una seconda fase anche mini centrali per alimentare il villaggio o gli alberghi di montagna sfruttando gli scarti del sottobosco. Le società dell?energia vogliono produrre invece 40 mw da rivendere sulla borsa elettrica e per produrre tali quantitativi occorre molto materiale da bruciare (ci chiediamo di quale provenienza) , l?inquinamento non sarebbe certo quello di un semplice camino e la vita del parco e dei suoi abitanti sarebbe in pericolo come già accaduto in passato con la lignite. La comunicazione dei ns. tempi ha trasformato la spazzatura di Napoli in ecoballe , quando tutto diventa eco può essere anche impiegato per produrre energia pulita (tanto la diossina è regolata dai decreti) e poi con tutta l?aria buona del parco chi se accorge ,e le ecoballe non mancano. Con l?accattonaggio elettorale dei candidati le promesse di qualche posto di lavoro nel panorama energetico del Mercure convergono al momento opportuno. E? chiaro che alle aziende elettriche non interessa l?ambiente e l?occupazione ma il business che si può realizzare sul ns. territorio a basso costo ,della serie prendi , fuggi e lascia le scorie . Ai lucani non interessano le megacentrali , perché gli bastano i termocamini e i pannelli solari e per quelle poche industrie rimaste possiamo anche investire nell?idrogeno . La musica è sempre la stessa anche se cambiano i suonatori , ma lo spettacolo per fortuna lo conduce il popolo. Per questo il nostro movimento sarà al fianco dei comitati cittadini del Mercure e del C.o.s.a. per vincere questa ennesima battaglia contro lo sfruttamento della nostra terra e per la tutela della salute dei cittadini.

Movimento Antinucleare Pacifista
NOSCORIE TRISAIA
nonucleare@EMAIL.IT

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