E’ stato il pubblico delle grandi occasioni quello che, nei giorni scorsi, ha affollato l’Aula Magna della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli. Protagonista un illustre lucano, tra i più grandi scrittori e giornalisti italiani dell’Ottocento: Ferdinando Petruccelli della Gattina. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Lucana “Giustino Fortunato” di Napoli, ha voluto tributare il giusto riconoscimento ad una delle personalità più eclettiche del nostro Risorgimento che, proprio a causa del suo carattere indomito e rivoluzionario, ha visto la sua opera apprezzata più fuori che dentro i confini nazionali.

Nato a Moliterno nel 1815, visse in prima persona un’emigrazione del tutto speciale che, come ha spiegato Monsignor Antonino Pace, Presidente dell’Associazione Lucana, “lo portò ad allontanarsi sia dalla sua terra d’origine che dal proprio sangue, aggiungendo al cognome di famiglia la dicitura della Gattina, presa da un fondo rurale di loro proprietà”. Dopo una prima fase di studi condotti tra Castelsaraceno e Spinoso, si trasferì a Napoli dai Gesuiti dove, nel 1836, conseguì la laurea in medicina. In quegli anni frequenta il bel mondo e l’alta società napoletana ed inizia ad interessarsi, completamente, alla politica, alla letteratura ed al giornalismo. Fonda il giornale “Mondo Vecchio e Mondo Nuovo” che, a causa della censura imposta dalla polizia borbonica, sostituisce spesso con altre testate. Nel 1848 inizia la sua carriera politica come deputato del Parlamento Napoletano ma, fallita la Rivoluzione, fu costretto alla fuga in un percorso che lo portò a Parigi, a Londra e poi ancora nella capitale francese. Dopo l’indipendenza italiana rientra in patria come Deputato al Parlamento Nazionale dove si distinse per le sue invettive contro la classe politica dominante.

“Ferdinando Petruccelli della Gattina fu soprattutto uno straordinario giornalista”, ha ricordato il Senatore Giampaolo D’Andrea che ha illustrato alla platea la figura del patriota-scrittore moliternese, “un vero e proprio precursore del pubblicismo moderno. A lui si deve l’invenzione”, ha proseguito Dandrea, “di un nuovo stile e di una nuova professionalità nel mondo giornalistico: quella del corrispondente di guerra”. Capace di scrivere in tre differenti lingue, infatti, le sue corrispondenze sono disseminate su varie testate italiane, francesi, inglesi e del Belgio. Un ricordo emozionante, quello fatto dal Senatore Dandrea, impreziosito dalle testimonianze dirette estrapolate dagli Atti Parlamentari della Legislatura che vide sedere Petruccelli tra i banchi del Parlamento e da alcuni passi tratti dalle sue opere letterarie più note. Tra questi, una vera e propria chicca da “I moribondi di Palazzo Carignano” dove, tra i vari “medaglioni” che l’autore dedica ai personaggi della sfera politica dell’epoca, se ne scopre uno sullo stesso Petruccelli della Gattina in cui è l’autore a descriversi in terza persona. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Parigi (dove morì nel 1890) alla prese con problemi fisici che lo resero paralitico e quasi del tutto cieco, al punto che alcuni dei suoi scritti furono curati dalla moglie sotto dettatura.

A guidare la folta delegazione giunta a Napoli direttamente da Moliterno, il Sindaco del centro della Val D’Agri, Angela Latorraca, che nel corso del suo intervento ha lanciato una nuova iniziativa. “Oltre ad aver già organizzato una giornata di studi in memoria di Ferdinando Petruccelli della Gattina”, ha dichiarato, “stiamo lavorando all’eccezionale scoperta di un suo scritto inedito”. L’opera, contenuta all’interno del Periodico “Cronache Bizantine”, è ora in fase di stampa. La pubblicazione è prevista, molto probabilmente, per la prossima estate “occasione in cui”, ha concluso il Sindaco Latorraca, “Moliterno tributerà i giusti onori al suo illustre concittadino”.

Ma l’incontro di venerdì e stata anche l’occasione per ricordare quel legame del tutto particolare che lega la Basilicata alla città di Napoli, nel passato come nel presente. Un rapporto fatto sia dalle storie dei tanti lucani illustri che nella città partenopea trovarono il luogo ideale in cui esprimersi, sia dei numerosi giovani che, ancora oggi, proprio a Napoli si recano per motivi di studio. Non a caso per celebrare il ricordo del giornalista moliternese si è scelta una sede prestigiosa come l’Università. “Un luogo”, come ha spiegato la Professoressa Tortorelli, Docente presso la Facoltà di Lettere nonché membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Lucana, “che non rappresenta soltanto il tempio della cultura ma che vuole, e deve, aprirsi al territorio”. Un’apertura testimoniata anche dall’invito alla collaborazione che la stessa Associazione Lucana, attiva dal 1962 nel campo della promozione di eventi a carattere culturale, ha mosso ai sindaci ed agli amministratori della Val D’Agri. In chiusura dei lavori, infatti, è stata avanzata la proposta di un nuovo appuntamento in cui approfondire ed analizzare le tematiche relative alla questione petrolio in Basilicata.

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