Alla fine del V secolo d. C., e nel VI secolo d.C., due nuovi fattori definiscono la storia della Basilicata: i Goti ed i Bizantini. I Goti erano riusciti infatti ad insediarsi in Italia con Teodorico nel 493 d.C. e avevano sostituito il dominio romano, in un primo momento per concessione data a Teodorico dall’Imperatore di Costantinopoli, che lasciava ai Goti l’amministrazione dei territori italiani.

Il governo dei Goti iniziò con una epurazione di quanti vi si erano opposti: tutti gli oppositori italici subirono la perdita dei diritti politici e civili! In un secondo momento fu tentata però una integrazione nei ranghi del governo di alcune fasce della vecchia aristocrazia senatoria: nfatti fra le limitazioni che erano state imposte alla sovranità di Teodorico c’era
l’obbligo di mantenere immutati gli antichi ordinamenti, e di lasciare l’amministrazione in mano ai Romani. I territori della Lucania subirono notevoli confische di terre, espropriate per essere destinate ai ranghi alti dei conquistatori. Allo spopolamento della zona costiera orientale, fa fronte la graduale importanza di alcuni centri interni situati in zone strategiche, come ad esempio quella del vallo di Diano o la rocca di Acerenza. Bisogna infatti dire che in questo periodo Acerenza va assumendo un ruolo militare sempre crescente, per via della sua posizione strategica. Così è anche per il Vallo di Diano, crocevia di traffici mercantili. Cassiodoro, uno storico del tempo che proprio sotto Teodorico aveva ricoperto la carica di correttore della Lucania e dei Bruzii, narra che a quei tempi si svolgeva tra Padula e Montesano uno dei più importanti mercati del sud.

Era la fiera di San Cipriano, che aveva luogo ogni anno il 6 di Settembre e richiamava mercanti e mercanzie da tutte le regioni limitrofe. Cassiodoro racconta come ancora in questo mercato si vendessero giovani ragazzi come schiavi! Un fatto molto interessante, che indica la permanenza della schiavitù, nonostante essa non fosse più l’asse portante dei modelli economici – come era stata ad esempio in epoca tardo repubblicana ed imperiale, quando grandi masse di uomini/merce affluivano dall’Europa e dal Mediterraneo per essere utilizzati nei latifondi, nell’allevamento e nelle industrie manifatturiere, nonchè nei cantieri imperiali e nelle economie domestiche cittadine. Intanto l’impero d’Oriente non solo trovava un nuova compattezza culturale, ma cercava di rafforzarsi economicamente e militarmente…fino a quando non ritrovò la forza di una onerosissima e sanguinosa operazione militare: la Lucania diventa protagonista di una nuova guerra quando, nel 536 d.C., Belisario, il leggendario stratega bizantino, sbarca a Reggio sotto ordine di Giustiniano. L’Imperatore tenta infatti una riconquista dell?Italia per riunificarla con l?Impero Romano d?Oriente: le popolazioni del sud lo accolgono inizialmente come un liberatore. Quando Belisario entra finalmente a Roma, un altro generale bizantino viene inviato per controllare le regioni del Sud: Giovanni il Sanguinario. Inizia così un conflitto durato circa vent?anni, la cosiddetta Guerra Gotica, in cui Goti e Bizantini combattono per il controllo dell?Italia meridionale e si avvicendano nell?amministrazione e nel controllo dei territori, fino a quando Giovanni il Sanguinario riesce a far ripiegare i Goti da Brindisi ad Acerenza.

Qui l?esercito bizantino riceve un forte aiuto da Tulliano, un correttore lucano che riesce a mettere in piedi un contingente tutto lucano, richiamando i proprietari terrieri a difendere i loro interessi contro le vessazioni dei ?barbari?.
A loro volta i barbari reagiscono promettendo le terre ai coloni e fomentandoli contro le aristocrazie locali: i contadini si schierano così ad un certo punto con i Goti di Totila. E’ chiara quindi la spaccatura esistente tra i ceti diversi che costituivano l’economia della BAsilicata antica: da auna parte masse di braccianti, dall’altra possidenti che si sostituiscono alle antiche magistrature nel controllo effettivo del territorio. Rispetto all’epoca imperiale, che aveva visto una certa omologazione culturale e politica, si assiste ora ad una certa diversificazione. Comunque, la sanguinaria guerra si conclude solo quando il bizantino Narsete sconfigge finalmente un?ultima guarnigione gota rifugiatasi a Conza. E? il 555 d.C. e i Goti una volta sconfitti vengono deportati in massa a Bisanzio.

Per approfondire:
T. Pedio, “La Basilicata dalla caduta dell’Impero Romano agli Angioini”. Bari, Levante 1987

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