Nuovi sviluppi sulla vicenda circa il futuro della discarica di rifiuti solidi urbani di Moliterno. Dopo la riunione di martedì scorso, 22 febbraio, tra i 13 Sindaci del comprensorio e la Provincia di Potenza, terminata con un nulla di fatto, giunge a sorpresa la notizia di un provvedimento che ne stabilisce la chiusura. Lo rende noto la stessa Amministrazione Provinciale con una nota diffusa mercoledì agli organi di stampa. Su disposizione del Dirigente del settore Ambiente della Provincia di Potenza, ing. Alessandro Attolico, si stabilisce, in pratica, la sospensione dell’attività di smaltimento dei rifiuti solidi urbani della discarica di “Tempa la Guarella”, nel territorio comunale di Moliterno, “sino all’eliminazione delle difformità riscontrate”.

L’allarme, lanciato tempo fa dalla Provincia, riguarda il livello di percolato prodotto in discarica che, a seguito delle abbondanti precipitazioni nevose dei giorni scorsi, ha raggiunto una soglia preoccupante, tanto da minacciare di contaminare i terreni circostanti. Una miscela letale, composta dal liquido prodotto naturalmente dai rifiuti biodegradabili “arricchito” dalle sostanze rilasciate dagli altri materiali presenti in discarica, il cui grado di inquinamento risulta essere venti volte superiore a quello riscontrabile in una fogna. Sino ad oggi, le attività di smaltimento del percolato sono state garantite dalla Comunità Montana Alto Agri che, come ente gestore della discarica, ha provveduto al suo trasferimento, mediante apposite autobotti, presso gli impianti di depurazione di Melfi, Pisticci e di Gioia Tauro. Recentemente, inoltre, la Regione Basilicata ha deliberato uno stanziamento di circa 350 mila euro a favore della Comunità Montana proprio per far fronte a nuovi ed ulteriori trasferimenti. Cosa non sufficiente, stando alla Provincia, per cui non vi è stata altra soluzione se non quella di decidere la chiusura dell’impianto moliternese.

Secondo la Provincia, infatti, la discarica “non presenta i requisiti tecnico-funzionali atti a garantire che le condizioni di smaltimento dei rifiuti avvengano nel rispetto delle prescrizioni autorizzative, della tutela delle aree sottostanti, del corso d’acqua presente nelle immediate vicinanze e della salute pubblica”. Con una diffida dello scorso 31 dicembre 2004, inoltre, si invitava la Comunità Montana a procedere all’eliminazione degli inconvenienti riscontrati. Inconvenienti, invece, che la Provincia ha continuato a verificare anche dopo un successivo sopralluogo, avvenuto il 1 febbraio scorso, ancora dall’esito negativo. Da qui la decisione di chiudere la discarica.

Una decisione, però, che ha colto di sorpresa l’Amministrazione Comunale di Moliterno. “Ci troviamo in una situazione paradossale”, ha dichiarato il Sindaco del centro della Val D’Agri, Angela Latorraca, “in cui siamo costretti ad apprendere dell’esistenza di un provvedimento di chiusura della discarica dal TG Regionale”. La stessa nota stampa provinciale, infatti, dispone che, secondo i termini di legge, il provvedimento sarà notificato “nei prossimi giorni”. Dopo la riunione di martedì tra Provincia e comuni dell’area, ogni decisione sulla discarica era stata demandata ad un apposito Tavolo Tecnico previsto per il giorno dopo. Nessuna comunicazione “ufficiale” è giunta, però, ai soggetti interessati. Nel frattempo, dunque, l’impianto resta di fatto aperto, con tutti e 13 i comuni che conferiscono in discarica (Castelsaraceno, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, San Chirico Raparo, San Martino D’Agri, Sarconi, Spinoso, Tramutola e Viggiano) che continuano a smaltire regolarmente i rifiuti.

Controversa, inoltre, anche la questione relativa al sopralluogo provinciale prima ricordato. “Un sopralluogo”, ha continuato il Sindaco Latorraca, “svolto in piena emergenza neve in cui era praticamente impossibile stabilire il reale stato delle cose, tant’è che solo dopo l’intervento di una turbina spazzaneve è stato possibile raggiungere il sito”. Si attende, dunque, la notifica che renda operativo lo stop alla discarica. Nel frattempo, la Provincia fa sapere di aver già individuato “le soluzioni alternative” per il normale svolgimento dell’attività di smaltimento e di essere al lavoro per la definizione delle procedure che ne garantiscano la continuità.

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