A conclusione della tavola rotonda organizzata a Montalbano Jonico dalle due maggiori associazioni ambientaliste nazionali ? WWF e Legambiente ? in collaborazione con Federparchi ed il Comune di Montalbano sul tema ?Il Parco regionale dei Calanchi e degli Ulivi. Dal progetto condiviso alla legge istitutiva?, alla presenza del Presidente della Giunta Regionale Filippo Bubbico, si è insediato il Comitato Promotore del Parco che ha nominato Roberto Cifarelli, Coordinatore regionale e componente del Consiglio Nazionale di Federparchi, Presidente del Comitato e la Provincia di Matera, segnatamente l?Assessore ai Parchi Franco Labriola, quale istituzione referente.

Al Comitato hanno dato per il momento l?adesione i sindaci dei comuni di Aliano, Montalbano Jonico, Pisticci e Stigliano, oltre a WWF, Legambiente, Movimento Azzurro e Università degli Studi di Bari. L?istituzione del Parco regionale è necessaria per coniugare l?esigenza di tutela con la valorizzazione di questo territorio. La proposta sarà effettuata ai sensi della L.r. 28/94, sulla base anche di quanto già elaborato dall?Assessore ai Parchi, riserve ed Agricoltura della Provincia di Matera nel 2003, nonché dalle associazioni ambientaliste Legambiente e Wwf negli ultimi due anni. Il fenomeno calanchivo, tema caratterizzante dell?istituendo Parco, interessa gran parte della Lucania jonica, con le sue manifestazioni più interessanti e visibili nei territori di Aliano, Craco, Pisticci, Montalbano Jonico, ed altri territori limitrofi in cui sono presenti geo-siti ed ambienti naturali di grande interesse del territorio delimitato dal torrente Sauro ad ovest e dal fiume Basento ad Est.

Oltre alla presenza dei calanchi risultano di notevole incidenza fisica e paesaggistica i geositi, i boschi, la macchia mediterranea, le masserie fortificate, i centri storici, i siti archeologici e i centri di attrattiva culturale-letteraria (Carlo Levi ad Aliano, la Rabbatana di Tursi, il Quartiere Dirupo ed il centro di Pisticci, etc) per essere il luogo del suo ?Cristo si è fermato a Eboli?. In queste realtà ancora fervide sono le tradizioni popolari e la cultura con numerose eventi e avvenimenti legati alle origini storiche, all?allevamento, alla transumanza e radici dell?economia agro-silvo- pastorale.

Il ?Parco dei calanchi e degli Ulivi? si configura pertanto come un grande parco geomorfologico-archeologico-letterario in cui i calanchi occupano gran parte del territorio e rappresentano l?elemento caratteristico del paesaggio, in cui le acque superficiali hanno scavato solchi che man mano sono diventate vallette separate da creste dando via a numerose sculture orografiche che fanno dei calanchi luoghi di grande interesse e suggestione. Ad ogni passo si scoprono colori e forme sempre mutevoli (a ventaglio, a lama di coltello a piramidi ecc.). Luoghi questi caratterizzati da resti fossili e paleontologici di grande interesse, oggetto di studio da parte di numerose università italiane ed estere.
A questo paesaggio si associa l?archeologia con i resti delle testimonianze lasciate dalla colonizzazione dei greci che, partendo dalla costa ionica seguendo il corso dell?Agri e del Sauro, avevano creato fiorenti insediamenti in questo territorio, plasmando la vita e la cultura degli indigeni Lucani, enotri e Bruzi.

D?estate i calanchi appaiono pressoché privi di copertura. La vegetazione erbacea prevalente è composta da Sparto steppico (Lygeum spartum) e Canforata di Montpellier (Camphorosma monospeliaca). Con un incremento di contenuto salino si ha la prevalenza della Sueda fruticosa. Le aree a macchia mediterranea con dominanza di Lentisco (Pistacia lentiscus) (Corbetta et. al.,1991) e aree nude sono presenti lungo versanti esposti a sud. I versanti esposti a nord ospitano degradati di Roverella (Quercus pubescens) e radure di Ginestra (Spartium junceum).

I versanti del fiume Agri e del torrente Sauro sono ricoperti invece da una folta macchia mediterranea in cui predominano il Leccio (Quercus ilex), l?Orniello (Fraxinus ornus), il Carpino nelle sue varietà (Carpinus spp.), il Corbezzolo, il Ginepro (Juniperus communis), il Lauro (Laurus nobilis) e gruppi arbustati di Lentisco, Ligustri, Cornioli, Biancospini e Ginestre. Non manca a valle la presenza di varie specie di pioppi e salici che colonizzano il letto del fiume e zone umide. Non si possono non citare poi le rilevanti piantagioni di ulivi, soprattutto nel genere maiatica, sparsi sul territorio, ed in genere in tutti i centri è diventato nel tempo discreto centro di produzione di olio di oliva. Tutto il territorio è l?ambiente ideale per la crescita di molte piante officinali dalla Carlina (Carlina acaulis) alla Bardana (Arctium lappa), dalla Menta (Menta silvestris) alla Maggiorana (Origanum majorana),dal Pulegio (Pulegium) all?Origano (Origanum vulgare), dal Timo (Timus vulgaris) alla Liquirizia (Glicyrrhiza glabra) e dal Crescione (Nasturtium officinale) all?Ortica (Urtica dioica).

Oltre ai più comuni riccio, volpe, faina, donnola, lepre e varie specie di mustelidi, spicca la rara presenza della lontra lungo il corso dell?Agri, del tasso e del cinghiale nelle parti più boscate ed interne. Pure presenti il tasso, l?istrice. Numerose ed interessanti (tuttora non studiata) è la lepiroterofauna e la erpetofauna.

La varietà di ambiente del parco permette una popolazione diversificata di uccelli che vanno dai passeracei ai rapaci diurni e notturni, tra cui spiccano numerose colonie di nibbi, gheppi e poiane con la presenza di piccole colonie di Falco Grillaio. Di grande rilievo è la presenza del Biancone o Aquila dei serpenti e del Capovaccaio mentre tra i rapaci notturni sono da indicare gufi, civette, barbagianni e assioli.
Negli anfratti argillosi è facile trovare le due specie di vipere qui più comuni: Vipera aspis e Vipera berus, il cosiddetto ?guardapassi?. Sono diffusissime le diverse varietà di serpenti dalle biscie nei torrenti ai vari coluber, fino alla aronella austriaca alle innocue lingue di bue e agli elephae noti come serpenti cervone. Il rospo comune e le diverse specie di rana sono presenti nelle zone ricche di acqua: nei corsi d?acqua che percorrono le valli, nei ristagni e nelle pozze è possibile rinvenire l?ululone dal ventre giallo e la raganella. Non di rado si può ammirare la bellezza di piccole salamandre.

La presenza di numerose Masserie, strutture agricole (Iazzi), tenute e oliveti ripropongono con forza l?esigenza di rilanciare l?economia rurale di queste aree: il parco costituisce certamente un valore aggiunto per l?economia rurale per rilanciare il ruolo di queste comunità interessate dal grave fenomeno dell?emigrazione. Interessante l?architettura di tutti centri storici dei paesi del parco da valorizzare, conservare ed in alcuni casi recuperare.

LEGAMBIENTE
FEDERPARCHI
WWF

Provincia di Matera – Comune di Aliano – Comune di Montalbano Jonico – Comune di Pisticci – Comune di Stigliano

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