I livelli di strumentalizzazione sulla grave crisi della Valbasento
messi in atto da alcuni isolati ambienti del sindacato cancellano, in
un sol colpo, le importanti conquiste ottenute dai lavoratori in questi
anni.

E? fin troppo evidente l?atteggiamento di vassallaggio da parte di
alcuni sindacalisti nei confronti dei ?padroni? Tecnoparco ed Energia
spa che, in una sospetta unità d?intenti e pur di ottenere i propri
profitti economici, avulsi da ogni progetto di sviluppo e di
occupazione, non esitano a sfruttare volgarmente la dignità dei
lavoratori. Tutto questo mentre Energia spa osserva divertita e
compiaciuta la guerra tra poveri fomentata ogni giorno da chi, invece
di tutelare autenticamente gli interessi collettivi dei lavoratori,
cura esclusivamente quelli della sua bottega. Era già un fatto, solo
apparentemente originale, che per ottenere la centrale di Energia spa,
Tecnoparco schiamazzasse più del proponente milanese (esiste un accordo
tra Tecnoparco e Energia risalente a gennaio 2001); adesso è grottesco
che fette minoritarie dei sindacati sbraitino più di Tecnoparco.
I comitati, ricordiamo a D?Amico e non solo a lui, non hanno la pretesa
di indicare il proponente, ma suggeriscono soluzioni per produrre
energia strettamente necessaria, pulita e a basso costo, utilizzando,
per es, l?enorme quantità di metano, già disponibile gratuitamente in
Val D?agri, come da accordi stipulati Regione-Eni?Total.

Soluzioni
che garantiscono l?occupazione di tutta la Valbasento e, nello stesso
tempo, la salute e l?ambiente.
Molti tifano per il progetto di Energia spa, che, ricordiamo, è stato
bocciato senz?appello dalla Regione Basilicata, per questioni
ambientali e di salute, sollevate dal comitato già da due anni e
mezzo.
Se Tecnoparco vuole davvero ?chiudere i battenti? ( anche se le
?minacce?per ora riguardano la sospensione dei servizi e non?. lo
smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi), l?unica ipotesi percorribile
per garantire la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali è il
loro passaggio alle dipendenze della Regione Basilicata. .
Ribadiamo, infine, che la questione energetica per la sua complessità
debba essere affrontata dai livelli sindacali confederali e discussa su
un tavolo regionale a cui possano sedersi, tra gli altri, anche le
comunità interessate.

ENERGIA: BASTA STRUMENTALIZZAZIONI, DITE LA VERITA?

La delibera regionale n°2815 del 7/12/04 esprime parere contrario in
ordine al progetto di realizzazione della centrale di Energia Spa a
Pisticci Scalo, motivandone dettagliatamente l?incompatibilità per
ragioni di carattere ambientale (suoli e falde già inquinati e da
bonificare, elettrodotto), dando conferma dell?allarme salute nella
zona Val Basentana (gli ossidi di azoto sono più concentrati a Pisticci
centro che nella zona industriale) e denunciando carenze nella
documentazione del proponente.
E? inspiegabile quanto sostenuto dal presidente dell?Asi Minieri,
secondo il quale il parere regionale non è motivato (sic!)
E? incomprensibile come ad una decisione della Regione, Tecnoparco
risponda con la minaccia di sospendere i servizi alle imprese.
Ancora più incomprensibile è che parte dei sindacati regga questo gioco
organizzando un?assemblea generale che non è stata proposta nemmeno
quando hanno chiuso grosse aziende. Tra l?altro una materia così
complessa, che abbraccia questioni come sviluppo, lavoro, energia,
ambiente, territorio e salute non può essere trattata dai sindacati di
categoria, ma dai superiori livelli confederali.
Il presidente Bubbico, lo stesso che auspica la fine della chimica in
Val Basento, ha affermato che ?i nemici peggiori del processo di
reindustrializzazione della Val Basento sono i sindacati ed il
consorzio per lo sviluppo della zona industriale di Matera? (Decanter ?
maggio 04).

Se i sindacati e l?Asi modificheranno le loro posizioni, probabilmente
il presidente Bubbico potrebbe cambiare idea.
Tutta questa strumentale messinscena testimonia come non si vuole
discutere della questione energetica e del rilancio ecosostenibile
della zona industriale in maniera costruttiva, ma solo della centrale
di Energia Spa, mentre altre soluzioni vengono scartate a priori.
E? da irresponsabili strumentalizzare i lavoratori minacciando chiusure
di servizi e quindi di aziende, solo perché non si fa la centrale di De
Benedetti.
Un soggetto misto come Tecnoparco, tra l?altro, non può decidere
autonomamente di sospendere l?erogazione di servizi.
Per tranquillizzare i lavoratori, Tecnoparco deve passare al 100% sotto
la Regione Basilicata, perché gli investitori privati hanno fallito,
portando solo progetti di centrali, rifiuti e termoinceneritori, ma non
piani di sviluppo. Così è accaduto per Metapontum Agrobios, che di
recente è ritornata al 100% alla Regione, salvaguardando i posti di
lavoro, proprio perché il piano di privatizzazione è fallito anche lì.
Oggi a Pisticci Scalo non manca corrente elettrica: Tecnoparco già
vende all?Enel parte dell?energia prodotta.
Per abbassare i costi, poi, è sufficiente impiegare il gas della Val
d?Agri, che in base agli accordi con la Regione di Eni e di Total Fina,
è gratuito. Complessivamente la Regione può beneficiare di 1 miliardo di
metri cubi di gas all?anno, quantità largamente superiore rispetto alle
esigenze della Val Basento.
Tutta questa vicenda è l?ulteriore conferma di come sulla questione
energetica e dello sviluppo continua clamorosamente a mancare una
cabina di regia regionale.

Comitato Anticentrale Pisticci
http://www.pisticci.org/noallacentrale

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