L’attuale classe politica lagonegrese sta mostrando, giorno dopo giorno, una speciale dedizione e interesse, a volte smisurato, verso le opere religiose del paese. Questo coinvolgimento religioso nell’attività amministrativa, però, rischia di essere una mera pantomima lobbistica per compiacere i soliti pochi e deludere i tanti che, invece, ancora aspettano l’adeguamento delle strade dissestate, la creazione di luoghi di svago, la messa in sicurezza delle scuole …insomma cose un po’ più utili e pratiche, adatte e conformi all’idea stessa di collettività.

E’ notizia recente che saranno presto avviati i lavori per il recupero della cappella della Candelora o dell’Immacolata di Lagonegro, ubicata in pieno centro storico. In arrivo circa 600 mila euro (divisi in tre tranche da 190mila ciascuno) per il consolidamento della struttura. Si tratta di un contributo finanziario erogato dal Ministero sulla scorta di una proposta progettuale del Comune. I fondi, rivenienti da un apposito decreto ministeriale per interventi nel settore dei beni e attività culturali, sono stati già accreditati al Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata. Fino ad oggi altri interventi di restauro sono stati realizzati sulle chiese di Lagonegro che sorgono nel centro storico e hanno riguardato in particolare S. Nicola, S. Anna, Crocifisso, Madonna delle Grazie, S. Giovanni, restituendole alla comunità dei fedeli. Inoltre sono in corso i lavori di restauro su palazzo Corradi e la chiesa del Rosario, quest’ultima poco distante dalla Candelora. “Il restauro della Candelora – sostiene il sindaco di Lagonegro Francesco Costanza – rappresenta il completamento di un progetto organico che punta alla valorizzazione del centro storico che, tra l’altro, a breve sarà interessato anche dai lavori di recupero del Piano integrato territoriale. I luoghi di culto fin qui recuperati costituiscono, quindi, le tappe di un unico percorso che quando sarà completato rappresenterà anche un’offerta turistica valida e di grande fascino culturale e artistico, capace sicuramente di intercettare flussi di visitatori provenienti da altre regioni. Insomma si tratta di opere che saranno il presupposto per rilanciare e valorizzare il ruolo di Lagonegro rivalutando la città antica per farla rivivere nella contemporaneità”.

Da non dimenticare anche l’attenzione rivolta alla chiesa del Carmine, quest’ultima crollata 13 anni fa duranti i lavori di restauro finanziati dalla legge 219 dell’81. Della suddetta chiesa non restano che rovine e lamiere in pieno centro.
A parte i legittimi sentimenti di affetto e nostalgia legati al ricordo del luogo religioso, perché finanziare l’intero recupero di questo cumulo di macerie? E’ stato, infatti, emanato il bando pubblico per l’appalto dei lavori che ammonta a circa 756 mila euro. Uno spreco? Fate voi…

La stessa buona volontà applicata al rifacimento delle chiese, nel frattempo, non si applica ad altre azioni amministrative. Infatti, che parte della rete viaria interna lagonegrese, anche le strade principali, necessiterebbe di lavori di adeguamento, non è certo una novità. Dalla centralissima viale Colombo che attraversa in pratica tutta la città, fino ad arrivare a via Moliterno, è un vero e proprio calvario che coinvolge tutti i malcapitati automobilisti che per necessità devono transitare ogni giorno, rischiando non poco.

A farne le spese sono soprattutto i cittadini che abitano nelle zona di periferia, i quali, oltre che con la viabilità carente, devono fare i conti anche con l’illuminazione pubblica difettosa o, nei peggiori dei casi, totalmente assente, poiché guasta o mancante del tutto. Interi quartieri al buio che riavranno la luce, e con essa tutti i servizi che non hanno ricevuto precedentemente, solo con l’avvicinarsi del periodo elettorale. Questione di settimane, ormai.

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