Siamo giunti ormai nel 2005. Il tempo passa e la memoria a volte non sostiene gli sforzi della mente di chi e quanti sono preposti alla tutela del territorio e dei cittadini. Non sostiene, a volte, neppure l?obbligo a loro riservato di rispettare le disposizioni a loro impartite dalle leggi dello Stato.

La legge che questa volta non trova asilo nelle azioni dei nostri amministratori è la legge 987/31 -art.28, che obbliga le Autorità preposte alla lotta delle cavallette e ad attuare tutte le misure di carattere preventivo per ridurre i livelli di infestazione entro limiti tollerabili. Una lotta necessaria e non procrastinabile viste le manifestazioni massive come quelle che si sono verificate nello scorso luglio-agosto in tutto il materano e che, ricordiamo, ha arrecato gravi danni alle coltivazioni leguminose foraggiere ed orticole. Un?altra aggressione come quella del 2004 o peggiore, come gli esperti sostengono, può essere letale per la nostra agricoltura, per i nostri agricoltori, già piegati da un?infinità di avversità climatiche ed economiche-finanziarie e di certo non in grado di sostenere altre disgrazie.
Una lotta necessaria ed indifferibile anche per non vanificare gli investimenti sin qui portati, sia dal pubblico che dal privato, nel tanto decantato, quanto a se stesso abbandonato, settore del turismo. Lo sviluppo del turismo, che il più delle volte resta un?enunciazione di principio, non supportata nemmeno da quei micro interventi necessari per l?implementazione e/o sostegno di fattori

Qualità indispensabile per trascinare il settore su ambiti competitivi a noi più congeniali. Una lotta necessaria che, inoltre, se così fatta, può portare giovamento anche ai semplici cittadini contribuenti e residenti che, a volte, girano per le strade in un evidente stato di terrore e che, ne siamo convinti, meritano migliore e adeguata attenzione dalle locali Istituzioni. Parliamo purtroppo di una lotta di cui, a tutt?oggi, non intravediamo neppure l?inizio e che, ci piaccia o no, vedrà la sua fine e la nostra sconfitta nel prossimo mese di aprile quando, milioni e milioni di cavallette, invaderanno le nostre strade, le nostre case, senza che, allora si, non si potrà più nulla contro di esse.
Dov?è il nostro servizio Fitosanitario Regionale/provinciale, dove sono i nostri amministratori? Il nostro augurio è che stiano facendo quello che devono e che noi, distratti, non vediamo sul territorio.

La nostra speranza è che almeno nelle zone che risultano interessate dalle infestazioni – c?è tempo fino ad aprile, prima della schiusa delle uova -, le ?Grillare?, i luoghi cioè di ovideposizione delle cavallette, vengano distrutte con lavorazioni superficiali e dissodamento del terreno. Ricordiamo a beneficio di tutti che le superfici incolte e i vecchi prati, particolarmente quelli in pendenza ed esposti a sud, sono i luoghi preferenziali per le ovideposizioni di Cavalliptus Italicus. Solo così sponendo le uova agli agenti atmosferici, se ne riduce la vitalità e di conseguenza si abbassa notevolmente il numero di individui che nasceranno in primavera.
Invitiamo, infine, tutti gli agricoltori e i proprietari terrieri, a lavorare i terreni incolti e, se possono, al fine di costruire un?utile banca dati, di darcene notizia all?indirizzo elettronico: segretario@comunisti-matera.it
Alle varie Autorità addette, nel contempo, suggeriamo di prevedere forme di sostegno e incentivazione per tali lavorazioni agricole che sono sicuramente più efficaci di trattamenti chimici postumi diretti all’abbattimento delle cavallette adulte. Trattamenti che, ricordiamo, hanno un?efficacia ridotta e spesso solo apparente (effetto di stordimento), risultando una spesa inutile e un danno per l’ambiente.

Intanto, nell?attesa che qualcosa negli Enti preposti si muova a pochi mesi dal GRAN GALA? delle cavallette il nostro migliore augurio e che, nell?interesse della collettività, nessun dorma!

Pdci Basilicata,
Federazione di Matera

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