…Ma l’Autorità di Bacino rassicura: realizzato entro l’aprile 2006

Doveva essere venerdì scorso, 14 gennaio, il giorno della definitiva chiusura dell’intricata vicenda legata all’elettrodotto Matera-Santa Sofia. Qualcosa, invece, sembra non aver funzionato visto che al termine della riunione della Conferenza dei Servizi, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non è arrivata la tanto attesa firma sull’ipotesi di “media variante” che, lo scorso 29 luglio, sembrava aver messo tutti d’accordo. Lo stop, questa volta, è giunto proprio da alcuni dei Ministeri convocati, i quali hanno avanzato diverse richieste di chiarimento in merito al tracciato della futura linea elettrica da 380 mila volt.

La prima questione è stata posta dai rappresentanti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali circa l’attraversamento dell’area archeologica di Toppo d’Avuzzo, nel territorio comunale di Rapolla. Il Ministero, in pratica, ha chiesto ai tecnici della società Terna (responsabile del progetto) di verificare se nell’ipotesi del nuovo tracciato l’area archeologica sia attraversata soltanto da cavi aerei o se, invece, è prevista anche la posa in opera di tralicci. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e quello delle Politiche Agricole e Forestali hanno, dal loro canto, fatto presente di non aver ancora ricevuto tutta la documentazione necessaria per poter esprimere un parere, riservandosi di farlo al prossimo incontro previsto entro 90 giorni. Qualche dubbio è stato espresso anche dall’autorità regionale lucana che, attraverso l’Ufficio Geologico ed Attività Estrattive della Regione Basilicata, ha evidenziato alcuni problemi di carattere idrogeologico in determinati punti della linea.

La “media variante”, lo ricordiamo, rappresenta una soluzione di compromesso tra i tracciati ipotizzati dalla “piccola variante” (che avrebbe spostato i tralicci verso il Monte Vulture, interessando da vicino alcune abitazioni di Rapolla) e la “grande variante” (secondo la quale il tracciato si sarebbe dovuto spostare a valle attraversando per circa 40 chilometri il territorio del comune di Melfi). La soluzione prevede uno spostamento a valle di circa 20 chilometri rispetto al tracciato attuale, senza interessare né terreni coltivati di particolare pregio né i centri abitati. Dopo anni di battaglie è l’unico tracciato ad aver messo tutti d’accordo, dagli Enti Locali al Governo Nazionale, visto che tutti i tralicci rimangono distanti dalle abitazioni e dalle attività produttive non meno di 375 metri.

Sulla vicenda è intervenuto il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino della Basilicata, l’ingegner Michele Vita, che tende a minimizzare l’accaduto. “Nessuna intesa è saltata”, ha dichiarato, “si seguirà l’iter previsto dal Decreto 190/2002 che attua la Legge Obiettivo e tutto si realizzerà nei tempi previsti”. Secondo Vita, infatti, “è normale che con 33 enti rappresentati si pongano, in un primo incontro, questioni da approfondire e da mettere a punto”. Per quanto riguarda, nello specifico, l’attraversamento dell’area archeologica di Rapolla tutto sembra essersi risolto, in quanto l’intervento riguarderà soltanto cavi aerei. Perplessità erano sorte anche a proposito della posa in opera di alcuni tralicci in un’area boschiva, il Borgo Frasca nel comune di Melfi dove però, a quanto pare, la società Terna ha assicurato che si interverrà con gli elicotteri per evitare sventramenti al bosco. Resta la questione legata agli approfondimenti sulla fragilità idrogeologica di alcuni terreni che saranno attraversati dai tralicci. In questo caso, prima di un pronunciamento da parte dell’Ufficio Geologico della Regione, si dovrà attendere uno studio di dettaglio messo a punto sempre dalla Terna.

La riunione di venerdì, dunque, rappresenta soltanto l’avvio di un procedimento lungo tre mesi. Il 14 aprile prossimo, infatti, si chiuderà la Conferenza dei Servizi. Ci saranno, poi, altri 15 giorni a disposizione del Ministero dell’Ambiente per elaborare una delibera tecnica pre-Cipe. A seguito della riunione del Comitato Interministeriale per l’Economia, prevista per il prossimo giugno, si darà finalmente inizio ai lavori. “Entro i 90 giorni previsti dal Decreto”, ha affermato ancora Vita, “completeremo l’iter. Nel prossimo giugno cominceranno i lavori di costruzione dell’elettrodotto. Dureranno otto o nove mesi e per l’aprile del 2006”, ha concluso, “l’opera dovrebbe essere terminata”.

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