Legambiente Basilicata, recependo le indicazioni contenute nella Legge Regionale n° 28 del 28 giugno 1994 ?Individuazione, classificazione, Istituzione e Tutela delle aree naturali protette in Basilicata?.

– verificata che la fascia costiera ionica rientra tra le aree prioritarie di reperimento individuate dall? art. 10 comma 2°, in quanto area compresa già nei piani regionali paesaggistici di vasta area ai sensi della Legge n° 3 del 21 febbraio 1990;

-verificato che la Regione Basilicata ha individuato con una propria legge i Siti d? Importanza Comunitaria (pSIC) e Zone di Protezione speciale (ZPS) e che la fascia ionica Lucana comprende 5 SIC e una ZPS; che al confine regionale con la Puglia, in prossimità della Foce del Bradano, è ubicato il lago Salinella importante biotipo e relitto della Zona Umida retrodunale da salvaguardare in coerenza con le direttive comunitarie;

-considerato che la fascia Ionica Lucana è a grave rischio di essere considerata tra i siti idonei all? insediamento di un deposito di scorie radioattive (rientri infatti tra i 214 siti valutati con grado di idoneità dall? ENEA) e che già la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha ritenuto di portare va Scanzano tutte le scorie radioattive d? Italia;

– riconoscendo giusta l? indicazione della Federparchi di Basilicata che suggeriva di realizzare sulla fascia Ionica lucana un Parco Regionale;

– riscontrato che le aree protette già esistenti in regione Basilicata e gli stessi parchi regionali hanno dimostrato che è possibile congiurare la tutela e valorizzazione dell? ambiente con il miglioramento delle stesse prospettive socio- economiche dei cittadini e che anzi le più solide garanzie di futuro sostenibile sono proprio all? interno delle aree protette e dei Parchi, giusto quanto più volte asserito dal Presidente della Regione Basilicata;

– verificato altresì che vi è un reale rischio di interferenza delle attività antropiche legate al turismo insostenibile con le finalità delle aree SIC e ZPS che hanno un intrinseco valore nazionale;

-considerato inoltre che la fascia costiera lucana è in una fase geologicamente ?dinamica? come dimostrato le vicende legate al protendimento o all? arretramento della linea di costa degli ultimi secoli e che ne consegue una fase di rischio idrogeologico per le opere antropiche, anche per la presenza delle cinque aree di foce dei fiumi lucani.

-valutato infine, che le attività agricole che si svolgono nelle aree comprese nella perimetrazione del Parco Regionale della Costa Ionica possono essere tutte svolte con miglioramento delle colture e con un maggiore profitto, se indirizzate coerentemente verso un agricoltura di qualità biologica certificata dal Parco Stesso, traendo così beneficio gli operatori agricoli, i cittadini, i consumatori, il territorio nella sua complessità che vedranno maggiormente ridotti i trattamenti chimici che hanno pesanti ripercussioni anche sul bios marino.

Considerato tutto ciò, Legambiente Basilicata chiede che venga istituito il Parco Regionale della Costa Ionica Lucana.

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