La seduta del Tavolo della Trasparenza del giorno 6 novembre, se non fosse per l?annuncio ufficiale dell?incidente accaduto presso il Centro della Trisaia di Rotondella (MT), che avrebbe potuto causare effetti anche più gravi, potremo definirla una ?normale routine? mediatica.

Ci sorprende il fatto che l?annuncio dell?incidente sia avvenuto in occasione del recente incontro del Tavolo della Trasparenza convocato dalla Regione per discutere della messa in sicurezza del Centro della Trisaia di Rotondella.
La Trisaia e Scanzano si trovano entrambi in Basilicata, legati dallo stesso destino nucleare. La lotta di Scanzano ha riscattato entrambe le località per un futuro pulito e di pace, anche se per Terzo Cavone la promessa di costruire la città dei bambini resta ancora purtroppo sulla carta.
Se non fosse uscito fuori l?episodio dell?incidente occorso al povero operaio che spostava fusti radioattivi forse si sarebbe parlato, nostro malgrado, solo di appalti e posti di lavoro. Durante l?incontro lei ha annunciato il taglio dei fondi nella finanziaria per le operazioni di messa in sicurezza della Trisaia e degli altri siti presenti in Italia e il ritardo per il rientro delle barre di Elk River negli Stati Uniti dovuto, secondo lei, al cambio dell?amministrazione americana. Questi ritardi ci preoccupano. Ha però voluto ribadire, malgrado tutto, che le operazioni di messa in sicurezza procedono regolarmente e che il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi verrà realizzato mentre il governo italiano sembra al momento rinunciarvi, per non ripetere una seconda Scanzano, proprio in vista delle prossime elezioni.

Da quanto emerso temiamo che i lavori di messa in sicurezza dei siti nucleari procedano con lentezza e a volte, visti gli incidenti, con improvvisazione. La volontà di quanti non intendono rischiare il consenso politico su questi argomenti ha rinviato ancora il problema che rischia di aggravarsi.
Quante Scanzano devono essere consumate per capire che nessuno vuole in Italia il Deposito unico per i rifiuti radioattivi ed un ritorno al nucleare?
Scanzano non è più un film o una storia. Rappresenta una realtà nella quale ogni abitante del pianeta può ritrovarsi. Le decine di incidenti nucleari che si sono verificati solo quest?anno negli Stati Uniti, in Francia(66dipendenti contaminati), in Giappone, in Russia(S.Pietroburgo) ci fanno riflettere sull?inesistenza di una tecnologia nucleare sicura, così come alcuni studiosi ed i mass media ci vogliono far credere, soprattutto quelli che ?infondono? la certezza che la scelta italiana di uscire dal nucleare sia stata emotiva (quindi non ragionata, ovvero stupida), influenzata dall?incidente di Cernobyl che da noi, con le nostre tecnologie, secondo gli stessi non sarebbe mai potuto accadere.

Qui in Basilicata già abbiamo inserito i ?mausolei nucleari? nei tour turistici (lei avrebbe voluto considerare meta turistica il Deposito di Scanzano). Noi consideriamo già da tempo la ?condotta della vergogna? quella che dal centro Enea-Sogin giunge al mar Jonio. Essa fu interessata da un incidente nucleare negli anni 90. Oggi vi si tuffano i ragazzi durante l?estate usandola come trampolino, non conoscendo se essa sia potenzialmente pericolosa. Abbiamo in distribuzione delle cartoline con le immagini che mostrano ?la condotta della vergogna? immersa nello splendido mar Jonio. Vorremmo conoscere quando verrà smantellata. Ci risulta difficile credere oggi al ?prato verde? di cui lei parla e tanto propagandato.
Per non parlare dei cosiddetti gioielli tecnologici, degli impianti di riprocessamento, tra cui l?ITREC presso la Trisaia di Rotondella di cui vorremmo conoscere da lei il futuro. Noi gradiremmo fosse reso inutilizzabile per evitare la tentazione di farne la Sellafield italiana.
A cinquecento metri dal recinto della Trisaia esiste una vecchia scuola e un gruppo di abitazioni e allo stato attuale non ci sono le informazioni sui piani di emergenza per la popolazione. Riteniamo che la sicurezza in materia nucleare non sia mai troppa, come pure i livelli di accreditamento o la vigilanza tecnica presso il centro Enea-Sogin della Trisaia , per la sicurezza delle stesse maestranze. Maestranze per le quali abbiamo il massimo rispetto per il lavoro rischioso che svolgono, in attesa che le scelte politiche possano permettere a tutti di guadagnarsi da vivere senza rischiare la propria salute e la vita, per un ?Kilowatt dal costo millenario?.
Ignoriamo al momento quali siano le competenze in materia di controlli e sicurezza nel Centro della Trisaia, se affidate ancora ad ENEA o di competenza della SOGIN. Noi preferiremmo che queste competenze fossero affidate ad un organismo pubblico. Ci sentiremmo più tranquilli e garantiti.

Esponga pubblicamente a tutti le procedure e i processi della sistemazione in sicurezza di tutti i rifiuti radioattivi attualmente presso la Trisaia. Scopra le fosse nucleari nella Trisaia e metta finalmente in sicurezza quello che vi è stato seppellito dicendoci anche di cosa si tratta ed i pericoli a cui sono esposti i cittadini. Restituisca le barre di uranio e i residui tossici delle barre già lavorate ai legittimi proprietari statunitensi, così come ha dichiarato di voler fare, assieme alle due barre Elk River ancora presso la Casaccia. Le chiediamo questo per trasparenza e anche per mantenere le sue promesse.
Si parla di nucleare solo come materia civile. In realtà è invece sempre connesso al militare. Gli ?omissis? presenti nel testo nei vari provvedimenti legislativi ne sono una tristissima conferma. Si pretende però che i cittadini capiscano e si opera come se il nucleare fosse una normale attività economica, così come tante altre. Si terzializzano le attività e rami di azienda, si economizza sui costi di assunzione (trimestrali), mettendo così a rischio le maestranze impegnate (come dimostrano gli incidenti, compreso quello occorso un anno fa in Trisaia), si fanno gli appalti internazionali e si costruiscono le navi per il trasporto dei materiali nucleari alimentando il commercio di materiale nucleare.

Le chiediamo, per onorare davvero il suo impegno con l?interesse del popolo italiano, di mettere in sicurezza i siti nucleari dicendo tutte le cose che si sono fatte negli ultimi anni, che si stanno facendo e quelle che farà, in ottica di trasparenza, dicendo quello che accade durante i lavori.

Movimento Antinucleare Pacifista

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