Questa Finanziaria 2005 è viziosa, dopo tutti sbagli e investimenti errati degli ultimi mesi si mostra mal fatta, piena di buchi da coprire e di toppe da ?azzeccare? .
Basterebbe dimezzare i finanziamenti elargiti sono ad ora al sottore militare per risolvere molti problemi. E invece no, ancora una volta sono i più poveri e in particolare il Mezzogiorno a doversi sacrificare. Poveri si, ma scemi no!

Ecco perché sono iniziate selvagge le prime dimostrazioni di protesta da parte degli agricoltori e degli operai forestali. I primi focolai sono divampati in Calabria; la Basilicata in queste ore, si sta preparando per esplodere e urlare con l?orgoglio brigante in gola che 160 milioni di euro in meno al settore faranno saltare tutta l?organizzazione del piano triennale, definendo due volte più precaria la condizione lavorativa in Basilicata. Oltre che mietere il grano, qua si raccolgo vittime della disoccupazione un po? ovunque. Il lavoratore è immobilizzato: i piedi sono legati, uniti senza possibilità di movimento, ma la voglia di tranciare il laccio è troppo forte e urla strazianti echeggiano in tutta la regione.
Il Governo di centrodestra con la Finanziaria 2005 sta mettendo in crisi un intero settore. I Tagli effettuati fanno venire meno le risorse economiche necessarie per il mantenimento dei livelli occupazionali in un settore che dal punto di vista occupazionale, in Basilicata conta più dello stabilimento della Fiat di Melfi.

Il Governo dice sempre di avere un occhio di riguardo per il Sud ma sono solo parole che servono per abbellirsi agli occhi del ?popoletto?. Nardiello ha affermato in una nota ?nella nostra regione si rischia l’esplosione sociale: le vertenze dei lavoratori della Sma e degli ex Lsu dipendenti dell?Ente Parco Nazionale del Pollino richiedono risposte immediate per garantire il futuro di quasi mille lavoratori, mentre forestazione e agricoltura sono una parte fondamentale dell’economia lucana e anche i tagli alla previdenza incidono pesantemente su di essa?.

Non è accettabile il settore agricolo venga messo in crisi per finanziare una riduzione fiscale dei cittadini più ricchi. Ma ancor peggio il Governo in questo modo rifiuta di assumere iniziative contro il lavoro nero a favore dell?emersione. Qualsiasi iniziativa in questa direzione, anche la più blanda, porterebbe ad introiti fiscali e contributivi di gran lunga superiori a quelli che si realizzeranno tagliando la disoccupazione. E? bene sottolineare che contemporaneamente il Governo ha appena approvato un Decreto legge a favore delle aziende agricole colpite da crisi di mercato che esclude i braccianti da ogni prestazione e consente alle imprese di tenersi in tasca la quota parte dei contributi previdenziali trattenuti ai lavoratori. I Calabresi hanno già occupato la stazione di Lamezia Terme, la strada statale 106 a Crotone e l’autostrada Sa-Rc allo svincolo di Cosenza. A Villa San Giovanni bloccati i moli per la Sicilia, la stazione e lo svincolo autostradale. Occhio che dalla storia non si evade: i briganti son tornati!

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