La recensione:

Ho letto il libro di Sara Dicorato, ?Terra Morale?, con estrema attenzione, per non deludere le mie aspettative di lettore, né tanto meno quelle dell?autrice, che con il presente testo tenta di ?veicolare? nelle trame fitte della nostra società, un modello di vita, di comportamento etico. Il saggio sui valori della scrittrice toscana (io, preferisco considerarlo una meditazione esistenziale del tutto personale) cerca di tracciare una strada, dei binari precisi, dei paletti, dei corridoi lunghi dalle pareti invalicabili, oltre le quali c?è tutto quello che a Lei non piace della realtà contemporanea. Ma, nonostante questo assunto, il lavoro della Dicorato si apre con una descrizione allegorica, fanciullesca e gioviale: ?All?improvviso una musica risuona nell?aria. Ovunque gente che si anima, che si muove. E c?è chi gira intorno ai principi, chi corre dietro ai valori, chi vola verso gli ideali, chi salta insieme alle virtù. Bambini che giocano con la felicità. Vecchi che camminano con la saggezza. Uomini e donne che danzano con l?amore. E tutti che viaggiano con i sogni e la speranza?. Non capisco. In questo passo appena riportato il tentativo di delineare il percorso di coscienze che, forse, ce la faranno ad annientare la ?corruzione? che le manipola? Insomma, una nuova e futuribile prospettiva che si apre agli orizzonti degli uomini peccatori e condannati al Purgatorio. Non destinati all?Inferno e non ancora eletti al Paradiso, anche se il riscatto potrebbe essere lì a due passi, perché loro ?hanno in sé la possibilità di germogliare e diventare il frutto che già sono?. Da superare ci sono un?indifferenza morale, intolleranza politica, una perenne litigiosità, un lassismo sociale, tutti procreati dall?individualismo imponente, dal particolarismo. ?Terra Morale?, che colpisce per la ricercatezza dei termini e la purezza del linguaggio, ospita con estrema sinteticità ed espressività letteraria una musica interiore che difficilmente potrà essere condivisa con una generazione, purtroppo dedita alle letture mordi e fuggi, ben poche e trascurate. Lo consiglio perché è un tentativo.

L?intervista:

Quali sono stati i motivi che La hanno spinta a scrivere questo saggio?
A scrivere questo piccolo saggio mi ha spinto il desiderio e la speranza di diffondere i valori e le idee in cui credo, per contribuire nel mio piccolo a colmare il vuoto morale che c’è nel mondo. Ho sempre sentito dentro di me, forse per un mio spiccato idealismo, la necessità di fare qualcosa per cambiare e migliorare il mondo che mi circonda e il bisogno di coltivare e manifestare quella tensione etica e quel senso morale che mi appartengono da sempre. Ma non riuscivo a trovare una strada, una forma, un mezzo attraverso cui esprimere questa mia etica interiore, fino a quando, negli anni che ho trascorso più in ritiro e in solitudine, successivamente, al mio impegno sociale e alla mia militanza politica, non è nata in me la consapevolezza di poter esprimermi attraverso l’arte della scrittura, più che attraverso l’arte della politica.

Può spiegarci meglio il significato di “Terra morale”?
Credo che il significato di “Terra morale” si possa rintracciare, più che nel valore letterario o filosofico, nel valore umano e morale, capace di dare appunto un significato, un contenuto e un senso alle parole di questo piccolo libro, proprio perchè dietro o sotto quelle parole, ci sono io, ci sono le mie idee, i miei valori, c’è la mia esperienza, per quanto limitata, e la mia vita, per quanto misera. Ma, soprattutto c’è la mia ricerca di autenticità e fedeltà a quelle idee e parole, nel tentativo di esprimerle e manifestarle con onestà e di attuarle e metterle in pratica, io per prima, con coerenza. Riguardo poi al titolo mi piaceva l’idea, forse per adesso utopica, di una “terra morale” nel senso di un possibile mondo futuro, in cui, dopo essersi diffusi e radicati, come radici nella “terra”, certi valori potessero dare vita a un mondo migliore e più “morale”, farlo crescere e maturare nel bene, come un frutto al sole.

Sembra di capire che i valori sono la parte essenziale per condurre una vita senza “sbandamenti”. Si ritrova in questo?
Io credo che i valori, insieme agli ideali e ai principi, siano fondamentali, più che per condurre una vita senza “sbandamenti”, per ritrovare sempre e comunque, dopo ogni inevitabile “sbandamento”, la strada più giusta, da un punto di vista etico. Per evitare di oltrepassare troppo i limiti e di perdersi nel “trambusto del mondo”, avendo dei punti fermi, dei modelli di riferimento a cui aggrapparsi in ogni momento e richiamarsi il più possibile. Alla fine, mentre tutto passa e cambia, i valori sono ciò che conta e che resta, per questo possono rappresentare un’ancora di salvezza nel mare della vita.

Non le sembra difficile lanciare un saggio etico in un mercato librario sempre più affollato di letture mordi e fuggi?
Sono consapevole della difficoltà di lanciare un saggio etico in un mercato librario che riflette le inclinazioni e le tendenze di questa società, più dedita alle distrazioni che alle riflessioni, dominata per lo più da interessi economici e materiali e da ritmi di vita sempre più frenetici e convulsi; è stato già quasi un “miracolo” che sia stato pubblicato. Ma non mi spaventano le difficoltà o i fallimenti, se quello che cerco di fare è realizzare ciò in cui ho fede e diffondere delle idee e dei valori che credo e spero possano contribuire, nel loro piccolo, a migliorare un po’ lo stato delle cose, magari essere anche utili e servire al prossimo o lasciare qualcosa di bello e di buono a qualcuno.

Lei crede che sia realmente il rispetto dei valori a poter cambiare le cose o ci sono altri ingredienti che stanno uscendo fuori ora?
Credo che mai come in questo tempo si senta il bisogno di riscoprire principi, ideali e valori comuni e trasversali, che non siano tanto religiosi e politici, ma più morali e sociali, o solo umani. Principi, ideali e valori di giustizia, di legalità, di solidarietà, di libertà, di pace, che richiamino alla generosità, alla carità, all’onestà, alla lealtà, all’umiltà, alla dignità, alla responsabilità, alla verità, al rispetto, al coraggio. Forse, se alla “questione morale” venisse data più importanza, a livello pubblico sociale e politico, oltre che privato, individuale ed etico, si potrebbero creare, col tempo, passo dopo passo, giorno dopo giorno, in ogni luogo e angolo della terra, attraverso le idee, le parole, i gesti e le piccole grandi opere di bene, le condizioni per un mondo migliore. Un mondo in cui a tutti fosse data la possibilità di vivere un’esistenza più umana, la libertà di dare un senso più spirituale alla propria vita, per continuare a credere nei sogni, a coltivare gli ideali, a praticare i valori, a rispettare i principi, a mantenere alta la tensione morale e forte lo spirito umanitario, nella consapevolezza che alla fine quello che rimane è solo l’amore che abbiamo donato, il bene che abbiamo compiuto, il valore che abbiamo vissuto.

Mi sembra di capire dalle sue parole che la realtà circostante ha perso ogni forma etica. Perchè? Da cosa è dovuto?
In ogni ambito e sistema che sia scientifico, politico o economico si è perso per strada il senso etico ed è venuto meno l’impasto morale, quell’insieme di principi, ideali e valori che dovrebbero orientare il cammino del progresso, di un progresso sia materiale che culturale. Se la realtà ha perso ogni forma etica, credo sia dovuto in parte all’aver dato solo e sempre più importanza agli interessi e alle necessità materiali del corpo, che non ai valori e alle necessità spirituali dell’anima, al non aver coltivato il terreno culturale, lavorato il tessuto civile e migliorato i costumi, che sono la linfa vitale e morale di una società, all’aver perseguito e valorizzato ogni forma di “realismo” e abbandonato e bistrattato ogni tipo di “idealismo”, seppure l’idealità, e la fede in certi ideali sociali e principi morali abbia un valore e un’utilità di per sé, anche se e quando non si trasforma in realtà, perchè comunque la orienta e la protegge da ogni sorta di degradazione e corruzione.

Può fare brevemente un riassunto di “Terra Morale”?
Non è facile riassumere “Terra morale”, dato il sottotitolo: “saggio sui valori” potrebbe essere considerato a prima vista un breve saggio, tuttavia non è stato scritto per gli “addetti ai lavori”: saggisti, filosofi e quant’altro… e non è permeato da alcuno “spirito accademico”. Potrebbe essere definito un “romanzo filosofico”, anche se del romanzo ha ben poco, non c’è una storia e non ci sono personaggi, né dialoghi. Forse a qualcuno potrebbe sembrare una sorta di “preghiera laica” o una specie di “lettera aperta”. Ma in sostanza, credo possa essere considerato più che un miscuglio di generi, magari un genere nuovo, o più semplicemente, un compendio di analisi, incastonate una nell’altra in modo, spero, abbastanza armonico e musicale; un insieme di riflessioni che sfiorano e toccano vari temi esistenziali e argomenti correlati e connessi da un intento e fine sociale e morale. Cos’altro posso dire…forse che la cosa più bella di “Terra morale” per me sarà sempre la “dedica” e che vorrei potesse emozionare e coinvolgere, o magari anche solo stimolare e aiutare a sognare a sperare per la sua tensione ideale e il suo impasto morale.

Crede che il Suo lavoro avrà una continuazione?
Credo che “Terra morale” non sarà il mio primo e ultimo libro, perchè vorrei continuare a scrivere e spero tanto di poterlo fare.

Note biografiche dell’autrice:
Sara Dicorato
è nata a Pisa nel 1967. “Terra Morale” è la sua prima pubblicazione.

Informazioni editoriali:
“Terra Morale”. Saggio sui valori di Sara Dicorato
Prospettiva Editrice, 50 pp.
Prezzo: 7,00 euro

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