E’ accertata da numerosi studi un’ erosione delle costa Ionica associata agli smantellamenti di interi tratti di cordoni dunari. In particolare, tra Metaponto Lido e la foce del Bradano si notano chiaramente interi tratti di spiaggia privi di arenile dove la battigia coincide col piede delle dune, tra l’ altro erose. In questi tratti, il degrado causato dall’ erosione costiera è notevole, la pineta in molti punti è stata risucchiata in mare. Lo stato di incuria e di abbandono del litorale metapontino è ormai giunto a livelli intollerabili.

Se non si interviene a tempo fra qualche decennio perderemo un patrimonio naturalistico costituito da aree umide uniche a livello nazionale. Le dune rappresentano il risultato di un processo di accumulo ad opera del vento e vanno a costituire un serbatoio naturale di sabbia che riforniscono le spiagge antistanti dai naturali processi di erosione. Tra incendi, siccità e intrusione della falda marina, la piantagione esistente giorno dopo giorno deteriora sempre più (Trevisani et al, 1995). Il degrado della struttura boschiva è accentuato anche dalla mancanza di lavori di manutenzione e di recupero delle superfici compromesse (basta pensare che gli ultimi lavori di manutenzione sono stati effettuati intorno al 1980- 1985) (Trevisani et al, 1995), per cui è necessario intervenire urgentemente ai fini di salvaguardare tali ambienti mediante l’ applicazione dell’ ingegneria naturalistica.

Mentre molti politici e amministratori sono seriamente impegnati nell’ applicazione del “Modello Rimini” per cementificare e distruggere la costa, noi proponiamo un altro modello completamente diverso. Già da mesi tentiamo di porre all’ attenzione un modello consistente di una serie di norme da applicare come primo passo verso la salvaguardia del litorale: il rimboschimento delle dune ai fini di salvaguardare e recuperare lo stato attuale della pineta metapontina, che è disastrosa. A questo punto è sempre doveroso ricordare ai politici e agli amministratori dei comuni interessati, come pensate a un “fantomatico Modello Rimini” se poi la spiaggia e la splendida pineta litioranea si presentano in un simile stato di incuria?

E’ necessario, pertanto, che questo bene insostituibile sia mantenuto nelle migliori condizioni, che sia salvaguardato e protetto altrimenti fra qualche decennio lo perderemo definitivamente.

Occorre quanto prima un rimboschimento della fascia costiera andando ad ricostituire e infoltire il patrimonio boschivo mediante il modello il “Modello Lazio”, sotto il nome di “Norme per la valorizzazione e lo sviluppo del litorale del Lazio” che fù approvato con delibera del Consiglio Regionale del 31/07/2003 n° 27.

Questo progetto andrebbe effettuato urgentemente anche nella regione Basilicata.

Il rimboschimento va attuato ai fini di favorire la salvaguardia degli ecosistemi naturali, la conservazione, l’ incremento delle biodiversità e il miglioramento delle cenosi boschive litoranee come benessere della collettività locale, fortemente minacciate dagli incendi estivi e da altri processi di degrado. A tal proposito occorrono anche seri interventi per la prevenzione degli incendi litoranei, soprattutto maggiore vigilanza.

Una volta rinvigorita la pineta si può pensare a un uso sostenibile delle aree boschive e promuovere tutti gli interventi di miglioramento connesse all’ uso turistico e ricreativo.

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