Il volano del sud è l?agricoltura! Il volano della qualità della vita è l?agricoltura! Una qualità con chiari riferimenti all?alimentazione ed all?integrità del territorio! Non favorire lo sviluppo agricolo significa far morire questa parte d?Italia (? quella agricola), minacciata da un futuro nucleare – militare, con le scorie nucleari a Scanzano J.co (o altro luogo della Basilicata) e con le basi nucleari della NATO a Taranto. (Ma anche al Nord gli agricoltori non ridono; il famoso ?radicchio di Chioggia? viene interrato ?)

Le aziende agricole joniche, come tutte le aziende agricole del sud (del mondo ?), già lottano contro una natura ?irritata? (dai comportamenti umani poco rispettosi dei suoi equilibri) che dispensa, sempre più frequentemente, gelate, alluvioni e siccità! Gia sopportano i costi della meccanizzazione agricola e dell?industrializzazione del prodotto! Sui campi vengono spesi soldi (ed energia) sotto forma di: plastica, gasolio, mezzi agricoli , ferro, fitofarmaci, ecc. (tutti prodotti della grande industria), personale e servizi consortili. Ogni mattina trovano lavoro sicuro migliaia di persone, lavoro reale e flessibile (secondo le stagioni della produzione e della raccolta) e non secondo i decreti del ministero del lavoro, non è una occupazione calcolata statisticamente o di propaganda, ma una occupazione reale! Il mercato cosiddetto ?globale?, le grosse aziende e le regole (non sappiamo chi le ha scritte?), allo stato attuale, producono in agricoltura l?effetto di una produzione pagata a basso prezzo ai ?contadini? e rivenduta ad un prezzo inaccessibile al consumatore.

In questa storia contiamo due vittime, l?agricoltore da una parte e il consumatore-cittadino dall?altra. Il mercato globale dovrebbe favorire il consumatore, il prodotto che viene acquistato a basso prezzo diventerebbe concorrenziale, ma ci ritroviamo con l?uva (oppure: arance, albicocche ,fragole ecc.) che viene pagata a 0.15 euro e rivenduta a 2,5 euro. Per restare sul mercato e tutelare il consumatore non servono le frontiere ma scelte politiche e di mercato che premiano l?agricoltura di qualità, quella ?biologica?, produzioni controllate e certificate, canali di mercato che evitino le speculazioni di piattaforme fittizie che fanno lievitare i prezzi, riduzione dei costi di produzione e dei servizi (contributivo e dei mezzi di produzione), industrializzazione e trasformazione del prodotto. Formazione professionale e tecnica per i giovani agricoltori; ed è ora di dare un ruolo cardine di primo piano alle università e agli enti di ricerca che devono essere liberi di fare gli interessi ?collettivi? e non di qualche grossa impresa privata che finanzia le loro attività.

Il governo non può trascurare questo settore primario dell?economia, non ci sono solo le s.p.a. o le industrie dell?energia ma risvolti ambientali, etici e socio-economici non quantificabili se il settore va in crisi totale. Continuare a perseguire modelli di sviluppo non sostenibile, anche in agricoltura, porta agli scompensi che stiamo verificando con i nostri occhi! Non c?è bisogno di aspettare le future generazioni per capire che l?attuale modello (quello industrializzato e delle multinazionali) provoca scompensi di ogni tipo!

Preferiamo che vengano finanziati i campi di uva e di arance ?biologiche? piuttosto che i campi di guerra ove vengono esplosi proiettili ad uranio impoverito pagati dalla collettività, illusa dal miraggio dell?energia a basso costo!

NOSCORIE TRISAIA
Movimento Antinucleare Pacifista
Info cell: 335.7196709

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