C’era una volta un tempo in cui elfi maghi e streghe dominavano la terra. Siamo in un tempo in cui si contano più di centomila morti per la guerra in Iraq, la maggior parte dei quali sono donne e bambini.

Le polemiche sovrabbondano come l’acqua fra le strade di Venezia o come fossero bizzarri capricci? Gli ultimi risvolti politici sembrano presagire il peggio e i risultati elettorali in America non sono più di tanto rassicuranti. Per il momento evitiamo polemiche di cera e vi consigliamo di porgere l’orecchio a chi in questi mesi sta spifferando quelle che potrebbero essere le sorti delle politiche economiche di tutto il mondo: Emanuel Todd afferma in "Dopo L’impero" che il modello culturale ed economico statunitense è in visibile declino.

La tesi è che gli Stati Uniti hanno superato l’apice del successo e sono destinati al declino a causa di alcune loro debolezze: un atteggiamenti interno verso l’imperialismo, la contraddizione implicita tra la rivendicazione dell’universalità del loro modello e la loro segregazione sociale praticata al loro interno, la limitatezza dei loro orizzonti culturali. Un quadro interessante per gli affari di "quelli dell’Europa" che il 29 ottobre hanno firmato a Roma il testo della costituzione europea tra le sceneggiate tragicomiche che hanno visto fra i protagonisti d’eccellenza Rocco Bottiglione.

Magari un bel giorno ci sveglieremo e scopriremo che l’Europa è a capo del mondo. Tutto questo rappresenta nemmeno un quarto del quadro generale; le realtà locali sono quelle che risento di più i disagi mondiali per lo più nazionali, la Basilicata in primis nella lista. I gruppi sociali e politici lucani stanno arrancando per sopravvivere. Sembra di lottare in una sfida di "asso piglia tutto": ci stanno togliendo qualunque cosa tra un po’ anche l’aria che respiriamo. Le politiche del Governo nazionale si stanno dimostrando fallimentari e proposte assurde avanzano come la merce offerta dal peggior commerciante di PortaPortese.
Si sta sperimentando sulla pelle dei più deboli come si fa con le cavie da laboratorio. Ci riferiamo ha chi vomitato proposte di Federalismo oltre alle splendide vesti della tanto acclamata "FINANZIARIA".

I parlamentari lucani dell’ Ulivo proprio in questi giorni hanno presentato una serie di emendamenti finalizzati a dare risposte ai problemi di sviluppo della nostra regione dal punto di vista infrastrutturale, economico e sociale poiché molte cose sono rimaste in sospeso: dai lavori di ricostruzione post sisma ’80 fino alla proroga delle indennita’ di mobilita’ in favore dei lavoratori Valbasento e Interklim, per i quali al momento, nonostante alcune dichiarazioni, ancora non vi e’ nulla; poi ancora l’ammodernamento di strade e ferrovie e il rifinanziamento della legge sui sassi di Matera.

Di fatto le famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e la Finanziaria 2005 non lascia presagire condizioni migliori. Per il momento la priorità ossessiva del Governo si è dimostrata essere quella di tagliare le tasse ai più ricchi. C’ e’ qualcosa di davvero preoccupante all’ orizzonte del nostro Paese. Si tratta di una proposta inaccettabile che darebbe un’ elemosina ai redditi bassi, impercettibile perché sfiancati dall’ erosione del caro vita, e che farebbe guadagnare al premier Berlusconi oltre un miliardo e mezzo delle vecchie lire come sostengono i suoi stessi alleati di governo.

Molti elementi che rappresentavano la forza di questa regione stanno entrando in crisi (polo del salotto, agroalimentare, polo dell’auto), e non a caso sono alla base dello sciopero generale che Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per il prossimo 30 novembre e che, proprio per l’acutizzarsi della crisi regionale, in Basilicata sarà di otto ore.
In particolare, per la Uil è fondamentale che la Basilicata diventi sempre più un’area dove allocare iniziative produttive compatibili con la salvaguardia dell’ambiente anche attraverso un rafforzamento e un riordino degli incentivi e una penalizzazione per quelle imprese che delocalizzano all’estero, lasciando sul nostro territorio macerie sociali.

A queste imprese va bloccato qualsiasi sostegno pubblico. Inoltre occorre puntare sul sapere, sulla formazione attraverso una scuola pubblica di qualità e una Università aperta a tutti che sappia offrire agli studenti la possibilità di misurarsi con le proprie qualità e combattere così l’emigrazione dei cervelli e delle energie umane e professionali migliori. ”Solo Berlusconi continua a promettere un panettone che nessuno mangerà”.
Così il segretario dei Ds, Piero Fassino, commenta a margine dell’assemblea dell’Anci in corso a Genova, la Finanziaria e le promesse di tagli fiscali del presidente del Consiglio. ”Continuiamo ad essere nella nebbia -ha continuato Fassino- lunedì comincia l’esame della Finanziaria in Parlamento. Allo stato attuale dei fatti non sappiamo di quale Finanziaria il Parlamento discuterà."
Era meglio quando c’erano le streghe, magari con qualche sortilegio si poteva sperare di cambiare il mondo o per lo meno abbindolare il mago della cazzate che crede sempre di saperne una in più del Diavolo e invece non è così.

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