Nell’ultima settimana tre notizie hanno interessato il materano sul fronte ambientale.

A Matera è stato presentato il piano di gestione del Parco della Murgia, strumento fondamentale e sovraordinato rispetto agli altri di cui il parco si sta dotando. Sarà utile anche per attuare la pianificazione urbanistica, di cui si è più volte sostenuta la necessità, anche a fronte di alcune strutture abusive all’interno del perimetro del parco. D’altronde il piano si rende necessario per un’area, come quella del parco, definita Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale. L’importanza del piano, che risponde alle direttive europee Habitat e Animali, è significativa per la conservazione della biodiversità: nel parco ci sono parecchie specie in via di estinzione, come ricorda Roberto Cifarelli, presidente del Parco Murgia. Si tratta di alcune specie vegetali tipiche della steppa murgiana e di molte altre specie animali, fra cui alcune specie di pipistrelli, quattro di rettili, due di anfibi, e ben 18 specie di uccelli fra cui il falco grillaio. Non è un caso quindi che il piano sia stato scritto congiuntamente dall’Ente Parco e dalla LIPU, la Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli, i cui coordinatori Gianni Palumbo e Vincenzo Rizzi hanno illusitrato il piano alla stampa. Saranno necessari ancora alcuni passaggi burocratici per rendere attuativo il piano, ma è bene ricordare che esiste già un piano del parco, con il quale si sono evitate incompatibilità. Il Parco della Murgia, anch’esso sito Unesco al pari dei Sassi, si doterà finalmente di uno strumento indispensabile per la tutela e la gestione dell’area, coronando il lavoro compiuto dall’Ente finora, che ha già elaborato il piano del pascolo, di prevenzione incendi, della sentieristica, e che con il CEA, Centro di Educazione Ambientale, ha avuto un dialogo con la città, insegnando il rispetto della natura e la riscoperta di antiche tradizioni e mestieri. Il CEA purtroppo oggi è chiuso perchè, ricorda Cifarelli, il Comune di Matera non ne ha ancora ffidato la gestione al parco.

Un’altra buona notizia arriva da Montescaglioso. La Difesa San Biagio, la grande isola verde alla periferia del paese, potrebbe presto ospitare caprioli, sul modello di quanto già avvenuto nell’Oasi di Bosco Pantano a Policoro. La Difesa San Biagio, per la sua conformazione, con i profondi valloni ed il territorio impervio, si presta bene alla conservazione della fauna, potendo garantire un habitat tranquillo ai caprioli. Esiste anche la possibilità di condurre acqua potabile nella zona protetta, favorendo ancora di più le condizioni per l’insediamento. Dopo il popolamento, nell’area sarà interdetta la caccia, mentre non dovrebbe sorgere alcun tipo di problema per la convivenza fra i caprioli e le altre specie già insediate nell’area, sia di flora che di fauna. Stanno portando avanti l’iniziativa il consigliere comunale di Montescaglioso con delega all’ambiente Cosimo Mongelli e l’assessore provinciale Francesco Labriola.

Chiudiamo purtroppo con una brutta notizia. Una discarica di rifiuti speciali, definita “enorme” dagli stessi investigatori è stata scoperta dai carabineri di Tricarico, assieme al Nucleo tutela dell’ambiente di Potenza, nell’area protetta del parco di Gallipoli Cognato. Il materiale, definito “altamente nocivo”, si estende per diverse centinaia di metri all’interno del parco. Il sospetto è di essere in presenza di una e vera e propria organizzazione dedita al traffico ed allo stoccaggio di rifiuti speciali, dunque potremmo aspettarci altre brutte sorprese.

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