Gianni Marano nasce a Spinoso (PZ) nel 1959.All?età di undici anni si trasferisce con la famiglia a Milano, prosegue i suoi studi e fa alcune esperienze lavorative, ma nel 1982 ritorna al paese natale.Qui l?ispirazione e la passione per la poesia diventano sempre più forti e nel 1987 viene pubblicata la sua prima raccolta di liriche, ?Sentimenti?.E? proprio attorno a questo titolo che ruotano le sue riflessioni, infatti l?argomento centrale dei suoi scritti è il sentimento, l?emozione, l?amore. Generalmente arte e vita s?intrecciano, la poesia di un autore è legata da un vincolo indissolubile alla sua esistenza ed alle vicende che la caratterizzano.

Riporto un?interessante riflessione di Biagio Russo tratta dall?introduzione al volumetto:?Le ali spezzate?. ?Chi non conosce Marano e la sua storia, la sua fragilità psichica, la fissità distratta del suo sguardo di lemure, più di altri può capire le sue poesie e il suo mortificato, quanto maniacale bisogno d?amore.Giudicare la sua poesia prescindendo dalla sua vita, sarebbe come frantumare i due vasi di una clessidra per dividere la sabbia. All?ombra delle sue poesie si nasconde il desiderio di ?esserci?,quella golosità quasi infantile, di attenzione, di identità, di rispetto da parte degli altri, troppo spesso incapaci di vedere oltre, troppo spesso impegnati ad edificare muri?. Il titolo della raccolta già lascia presagire un contenuto di tragicità dell?esistenza umana.

Nei versi si avverte fortemente il senso d?incomunicabilità e di forzata solitudine dell?uomo che non ha più certezze, punti fermi a cui aggrapparsi, evidente è il contrasto tra una realtà quotidiana sempre banale e deludente e l?ideale di una vita diversa, intuita ma irrealizzabile. Unica soluzione è affidarsi all?emozione, a quell?autenticità che caratterizza il nostro essere più profondo e segreto. Si sente una voce un po? stanca a cui le parole non importano tanto, poiché la sua anima è assorta e gli basta che in quel monotono abbandono duri l?eco di un mondo ideale e sognato.

Il poeta si sente, si percepisce prigioniero di se stesso nell?indefinibile contrasto tra la profondità dell?intenzione ed il languore dell?espressione. La continua e disperata ricerca dell?amore, questo l?elemento chiave della produzione artistica e poetica di Marano. L?amore è l?unica e sola ragione di vità, è ciò che ci dà forza, ci fa credere in noi stessi valorizzandoci.Se tutto questo non c?è subentra il vuoto (?L?attesa?).

?L?attesa?
?Vorrei perdermi nei tuoi occhi
e dormire sul tuo seno,
ti prego non tradirmi anche tu,
non pugnalarmi alle spalle
come Bruto fece con suo padre.
La mia vita è solo tua,
l?amore mio è troppo grande,
non farlo finire nel nulla,
mostrati a me, parlami, esprimiti,
tu non immagini quanto t?amo.
Sappi che aspetto sempre,
nei miei sogni t?incontro spesso,
sei tu la mia ancora,
guarisci la mia pazzia,
se non vieni mi resta solo il morire?.

L?ispirazione monotematica dei suoi versi diventa ossessiva.Come sfuggire alla sofferenza, come placare l?animo turbolento?Porto quieto è la morte. La visione sfiduciata della vita sembra riprendere contenute e forme proprie di Ungaretti, Montale, Quasimodo che, con epigrammatica concisione, ricorda il destino di ogni uomo che sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole,inchiodato alla vita che presto si concluderà con la morte. Talvolta nei versi del lucano traspare un senso di maturità che porta a distaccarlo dalla tragicità e dall?autocommiserazione per inseguire una dimensione che gli faccia raggiungere la felicità come l?amicizia, il dialogo, l?avvicinamento a Dio.Alla fine, facendo un?autoanalisi, il poeta capisce che solo la poesia può liberarlo veramente dal male di vivere. E? nella potenza ed incisività della parola che si può trovare ciò che la realtà dura ci nega.

?La stanza?
?Io mi arrampico sui muri e scrivo
e cerco quello che non potrò mai trovare
bevo quell?acqua che non disseta
poi ritorno nella stanza di sempre
e cancello quello che non posso avere.

Sembra banale, ma l?efficacia della parola è tutto, riempie la drammatica scoperta del tedio, della noia e dell?angoscia.Poeta è chi riesce ad edificare un mondo di parole e a tradurle in ritmi poetici? No,certamente. Poeta è colui che è sensibile a ciò che gli si presenta ai suoi occhi, non deve edificare, deve allineare melodicamente.

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