Mio padre mi racconta che quando era bambino sotto Viale Dante c?era solo campagna? Chiudo gli occhi e provo a immaginare come doveva essere Potenza a quel tempo, le colline, i colori delle stagioni, l??aria buona? di cui parlano i nostri vecchi e che noi non ricordiamo, il verde non ancora parcellizzato e soffocato tra palazzi troppo alti per un?area dichiaratamente sismica e spesso anche così brutti da deprimere chi li guarda.

A differenza di mio padre, appartengo a una generazione di potentini cresciuta in mezzo al cemento: per giocare solo lo spazio di un marciapiede, in mezzo allo smog e al rumore delle automobili e dei clacson. E ancora oggi sono pochi i quartieri di Potenza che possano vantare degli spazi verdi adeguati alle esigenze dei cittadini e soprattutto dei bambini: basti pensare a S. Croce o a Rione Francioso, al famigerato Serpentone, a Rione Lucania, a Parco Aurora? Non si salva neanche Poggio Tre Galli, che di verde ne ha tanto in confronto ad altri rioni, ma versa in una situazione di tale degrado da non poter essere considerato un modello per altre aree della città. A questa lunga lista potrebbe aggiungersi ora Macchia Romana: un quartiere che arriverà ad ospitare più di ottomila abitanti e a dieci anni dal primo insediamento mostra già i segni dell?urbanizzazione selvaggia e senza regole che ha già inesorabilmente sfigurato altre aree del capoluogo di regione: niente verde che non sia quello minacciato dalle ruspe, nessun centro di aggregazione sociale e culturale, solo palazzi su palazzi.

Quando in occasione di ?Cento strade per giocare?, giornata di animazione e giochi in strada con i più piccoli, che Legambiente organizza in tutta Italia, per focalizzare l?attenzione sulla carenza di spazi che i bambini possano vivere in serenità e sicurezza all?interno delle nostre città. In questa occasione volontari e genitori si ritrovarono a Macchia Romana, nonostante i gessetti colorati, i palloncini, l?entusiasmo dei bambini e la bella giornata di sole, la realtà del quartiere apparve in tutta la sua desolante evidenza. Da molti mesi è in corso una vera e propria battaglia (vedi su Lucanianet i comunicati stampa di Legambiente e WWF del 9 e del 20 luglio) per evitare l?ennesimo scempio. Al centro del contendere uno dei lotti, il lotto 6A, che potrebbe ricoprire un ruolo strategico per la riqualificazione di Macchia Romana. Per la sua posizione centrale, infatti, esso potrebbe rappresentare il raccordo tra i quattro ?petali? del quartiere che al momento sono sezioni divise e non adeguatamente collegate, e divenire il luogo adatto alla creazione di quegli spazi verdi e di quelle strutture che attualmente mancano.

Attualmente la situazione è tutt?altro che rosea: l?impresa proprietaria del lotto è riuscita a ottenere l?autorizzazione per riprendere i lavori di edificazione di un complesso residenziale, e se il TAR non si pronuncerà a favore dei cittadini e delle associazioni ambientaliste la vicenda di Macchia Romana potrebbe finire per essere l?ennesima occasione sprecata per una città che non riesce a ripensarsi e a diventare un luogo più vivibile, più a misura d?uomo e di bambino. Una città in cui un?altra generazione rischia di crescere in mezzo al cemento?

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