Presso la casa vacanza Casa Vacanza Ostello a Policoro Lido dalle are 10.00 del giorno 16 settembre si è tenuto un incontro a più opinioni sul tema: “Quale energia alternativa in Europa”, nato in seguito alle vicende di Scanzano Jonico, che ha avuto come risposta unanime: No al Nucleare! Va sottolineato che questo progetto presentato dal Circolo Legambiente di Policoro, dopo un prima richiesta respinta, è stato approvato in un secondo tempo dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Giovanili, solo grazie al notevole impegno da parte del presidente di circolo Stella Bonavita.

Hanno preso parte al tavolo dei lavori, oltre al presidente, Don Filippo Lombardi parroco della chiesa madre di Scanzano Ionico, docente di etica all’ università e Simona Iannuzziello, neoscrittrice di Scanzano Ionico. Il presidente, nel suo intervento ha sottolineato che lo scopo di tale progetto organizzato da Legambiente è far comprendere ai giovani l’ importanza delle forme alternative di energia per il futuro, il pericolo dell’ energia nucleare e quali possono essere le forme di energia alternative per il futuro.
Don Filippo Lombardi, conosciuto come uno dei maggiori portavoce e leader del popolo lucano in rivolta, ha spiegato che vivere direttamente la protesta ha significato decidere il futuro di un popolo. Nessun governo può avanzare proveddimenti sulla testa delle persone con tanta superficialità, escludendo la partecipazione dela collettività.

Il nucleare – continua il parroco – crea tante paure, giustificate perchè è un energia pericolosa e rischiosa e l’ Italia non l’ ha saputa ben gestire, al contrario di altre nazioni. I lucani hanno difeso la loro terra, la terra che hanno coltivato e resa produttiva, ma hanno anche difeso la propria dignità; deve essere infatti il popolo a decidere del proprio destino, non il governo a decidere per un popolo. Molti si sono meravigliati della partecipazione diretta di un parroco, addirittura la stampa ha ironizzato soprannominandolo “il prete masaniello”, ma egli ha sempre risposto che la sua diretta presenza è una testimonianza di come la chiesa è vicina a una comunità e ai suoi problemi.

Don Filippo, infine si è compiaciuto con la notevole partecipazione dei giovani in tutti i paesi lucani, senza nessuna distinsione. Al termine dell’ intervento a posto una domanda ai giovani stranieri presenti in sala, chiedendoli cosa avessero fatto al posto dei loro coetanei lucani. La leader slovena, Nina Ivancic Georgiev ha risposto che nel loro paese esiste una centrale nucleare e, nonostante le proteste del popolo sloveno, il governo ha aperto una seconda centrale nucleare. Il leader di Malta, Tony Pace ha detto che nel suo stato volevano costruire un sito geologico di scorie nucleari e coprirlo con la costruzione di campi da Golf (come si suol dire a “prato verde”) e il suo popolo ha reagito, ma non come quello lucano. Il leader della Bulgaria, Stanimir Georiev ci ha detto che anche nel sud della Bulgaria esiste una centrale nucleare e la gente vive continuamente nella paura, mentre il rappresentante della Slovacchia Zuzana SzmolKova, è rimasta impressionata dai filmati, che si commentano da soli. Il terzo intervento è stato della neoscrittice scanzanese Simona Iannuzziello che ha presentato il suo libro dal titolo “I giorni della rivolta”.

In realtà, più che un libro è un diario dove racconta tutte le tappe fondamentali, soffermandonsi in particolar modo sul “la marcia dei 100.000” del 23 novembre. La gente era tantissima proveniente da ogni angolo della lucania e dai paesi lumitrofi. L’ intendo della scrittrice è quello di mantenere vivo il ricordo e lasciare un segno alle generazioni successive, allo scopo di affrontare i problemi futuri in modo diverso. Vi è stata anche una testimonianza di un ex studente del liceo di Policoro, Valerio Santagata, mentre delle traduzioni simultanee in lingua inglese si è occupata la sig. na Maribetta Mormondo. Tutti i gruppi di giovani ospiti stranieri hanno affermato che è necessario una risoluzione mondiale se non vogliamo che il rischio nucleare sia un mostro che sta in agguato dietro le spalle di tutti i paesi europei e del mondo, è importante quindi un piano energetico nazionale, dove tutti i governi facciano una politica che favorisca le energie alternative (vento, sole, biomassa eccetera) all’ energia nucleare molto più pericolosa per tutte le popolazioni del mondo intero.

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