Abbiamo discusso come l’urbanizzazione del litorale ionico ha distrutto nel corso dei decenni le dune e la vegetazione pioniera, ormai integre solo in pochi tratti, se non si interverrà a tempo fra pochi decenni rischiano di scomparire definitivamente.

Da mesi che lanciamo agli amministratori continui appelli sullo stato della costa ionica, delle dune, ma probabilmente, molti di loro sono così offuscati” dall’ affascinante “Modello Rimini” che non riescono a valutare nessun’ altra possibilità. Noi, invece, settimana dopo settimana mettiamo in evidenza che il patrimonio naturale e agricolo della costa ionica sono una fonte di ricchezza e vanno salvaguardati con ogni mezzo. Non possiamo distruggere un area costiera con spiaggie incontaminate e un mare cristallino da fare invidia ai cittadini e agli amministratori di Rimini.

Per salvare il litorale dal degrado, dai atti di vandalismo, di inciviltà e dall’ erosione, occorrono una serie di interventi urgenti e necessari (ma non sufficienti) immediati. A tal proposito il buon senso e il desiderio di salvaguardare la nostra terra ci inducono a seguire una strada consigliata dai docenti dell’ Università di Ancona e di Genova (Dalla Croce N, Vietti R., Dannovaro R.) esperti nel campo di biologia ed ecologia del mare.

Visto che i politici e progettisti “codificano” i loro progetti in termini di modelli, cerchiamo anche noi di entrare nei loro meccanismi, contrapponendo i nostri, i quali non sono complessi, ne onerosi, ne stratosferici.

Cari amministratori vi renderete conto come una buona educazione da parte dei turisti, piccoli accorgimenti da parte di tecnici e operatori, un pò di denaro pubblico speso con criterio e senso di misura ci permetterà di salvare il litorale ionico.

1-Non bisogna assolutamente costruire strutture edilizie, stabilimenti balneari troppo vicino alla costa soprattutto nei tratti in forte erosione.

Basta recarsi a Metaponto per osservare stabilimenti balneari a pochi metri dalla spiaggia di conseguenza a rischio erosione (nel 1974 uno stabilimento a causa dell’ erosione fu ritrovato completamente distrutto nel mare) (Trivisani et al, 1994).

2-Effettuare periodicamente le pulizie dei litorali mirando esclusivamente alla raccolta dei rifiuti, evitando cioè di estirpare e rastrellare con i mezzi meccanici anche la vegetazione.

A Metaponto, invece la pulizia degli arenili pare venga effettuata in modo non corretto tanto da incidere sulla morfologia della battigia, dalla spiaggia emersa danneggiando ed eliminando parte della vegetazione pioniera.

3- Aumentare la sorveglianza anti incendio nella pineta, soprattutto nelle aree ancora integre.

4-Rinvigorire la pineta con cura e attenzione. Per effettuare questi lavori occorre personale qualificato in materie forestali e/o ambientali ai fini di evitare la piantumazione di specie ecologicamente e floristicamente non idonee all’ area.

A Metaponto non è mai stato effettuato nessun lavoro in merito. Le pinete sono distrutte dall’ erosione, risucchiate dal mare o a tratti inesistenti devastate da incendi risalenti agli anni ’90.

5- Vigilare sugli scarichi abusivi, non solo sulla costa ma anche quelli provenienti dai fiumi i quali sono nocivi per gli organismi marini, per i litorali e per i campi agricoli retrostanti.

6- Limitare la realizzazione di impianti luminosi lungo il litorale. A tal proposito quanto ammonterà il fabbisogno di illuminazione per i villaggi turistici? La flora e la fauna nidificante la pineta litoranea sono in serio pericolo. Secondo qualcuno la flora e la fauna dopo la costruzione del Villaggio degli Argonauti sarà protetta. Ma come?

Alla foce del Basento 7 ettari di pineta andranno abbattuti per far spazio al villaggio. E allora, in che consiste la protezione?

Quando sarà abbattuta la pineta, scompariranno le specie che nidificano in essa. Di conseguenza quando si costruiranno i villaggi le specie già non ci sono più, sono state sterminate per cui non ci sarà più l’ esigenza di proteggere niente!

7- Valutare attentamente l’ impatto delle opere da costruire a mare (moli, pennelli, frangiflutti), in quanto possono incidere negativamente sulla dinamica costiera, evitare di cementificare le aree retrodunali con lo sviluppo di strade soprattutto su aree sabbiose soggette a erosione.

8- Proibire l’uso di strutture fisse o semifisse come in camping sulla retrospiaggia.

9- Proibire in modo categorico lo spianamento delle dune per gli accessi a mare.

10- Applicare i ripascimenti sabbiosi solo in casi di necessità in quanto, oltre a essere onerosi (se si è fortunati solo per i lavori iniziali), alterano la dinamica del litorali, le caratteristiche chimico- fisiche dei fondali, della spiaggia e dal punto di vista biologico hanno un impatto negativo sulla flora e la fauna marina.

Sugli ultimi due punti abbiamo ampiamente discusso.

Sicuramente, quanto detto a qualche politico o amministratore può sembrare un modello semplice, inutile da ricordare e da scrivere…un discorso banale!! Allora con che coraggio parlate di “Modello Rimini” se non è mai stato applicato neanche il modello da noi proposto che è di una semplicità estrema? A Metaponto non esiste uno dei punti sopraindicati che non sia stato violato!

Eppure quanto denaro occorre spendere per salvare un litorale applicando il nostro modello?

Cari sostanitori del “Modello Rimini”, voi pensate che nella città romagnola le spiagge siano tenute come da noi? Con lo stesso grado di incuria e abbandono, con i porti e i villaggi costruiti nei SIC o nelle ZPS? Gli spianamenti delle dune avvengono ogni qualvolta fa comodo a qualcuno? Voi neanche immaginate le conseguenze se ci si accorge che qualche cittadino, turista o amministratore non rispetti uno dei punti sopraindicati!

Essendo il sottoscritto un bagnante e uno studioso delle coste metapontine ho l’ impressione che voi, da diversi anni fino alla pubblicazione di questo articolo, non vi siete dimostrati capaci di applicare nessun modello, di nessuna città e di nessuna regione, di nessuna provincia perché la costa metapontina è degradata e abbandonata a se stessa. Solo quanto avete ideato il “Modello Rimini” vi sieta accorti che esiste il litorale ionico, ma solo per completare la sua distruzione!

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