Storie di Scorie
sarà presentato a Palazzo San Gervasio alle ore 21

Come costruire una pattumiera nucleare: Scanzano-Saluggia-Rotondella

di
Ulderico Pesce

E? la storia di Nicola, un quarantenne, figlio di un contadino del Metapontino (MT), che per ?campare? ha fatto di tutto.
Ha lavorato come ?scopatore? (addetto alle pulizie) nel Centro Enea della Trisaia di Rotondella (MT) dove sono conservate 64 barrette di Uranio provenienti da una centrale nucleare americana e dove ha scoperto molte cose brutte…

Licenziato è partito volontario per la Bosnia dove, senza saperlo, ha respirato polveri di proiettile all?uranio. Tornato in Italia ha fatto domanda alle Poste Italiane ed è stato assunto come postino a Saluggia (VC). La piccola casa che ha preso in affitto è sul lungo Dora Baltea, la finestra si affaccia sul deposito nucleare del luogo.

A novembre del 2003 decide di tornare in Lucania per partecipare alla protesta contro il decreto 314 emanato dal Governo Berlusconi, grazie al quale a Scanzano Jonico, paese dove è nato e dove suo padre ha un?azienda agricola, dovrà nascere il deposito unico di scorie nucleari italiane. Nicola si troverà al fianco della sua famiglia ad organizzare la protesta contro il decreto 314 ma mira nello stesso tempo ad informare la popolazione sul pericolo del deposito nucleare della Trisaia di Rotondella.

Ulderico Pesce in questo spettacolo racconta la situazione di pericolosità in cui versano alcuni siti nucleari presenti sul territorio nazionale. L?autore-attore concentra l?attenzione soprattutto sui depositi nucleari di Saluggia (VC) dove, a pochi metri dalla Dora Baltea sono ?conservate? circa 200 tonnellate di rifiuti liquidi ad alta radioattività, e sul Centro Enea alla Trisaia di Rotondella (MT), dove ci sono rifiuti liquidi per circa 3 tonnellate contenuti in due cisterne il cui livello di sicurezza è scaduto. Lo Stato già dal lontano 1975 diede ordine di solidificare tutti i rifiuti liquidi radioattivi presenti sul territorio nazionale ma quell?appello è rimasto lettera morta.

Pesce descrive le varie indagini giudiziarie che hanno permesso di capire l?alto rischio in cui oggi l?italia versa, e denuncia metodi di lavoro molto spesso improvvisati da parte dell?Enea, che fino ad agosto 2003 ha gestito i depositi nucleari presenti in Italia, oggi gestiti dalla Sogin.
Tra le indagini giudiziarie narrate da Pesce con il suo solito stile disincantato e ironico, spicca quella relativa ad un presunto traffico di plutonio (utile per fabbricare bombe atomiche), tra l?Italia e l? Iraq nel 1975/78. A seguito della crisi petrolifera degli anni ?70, il governo Italiano sottoscrisse un accordo con il governo dell?Iraq, guidato dal dittatore Saddam Hussein, accordo che permetteva all?Italia di importare dall?Iraq petrolio a costo ridotto in cambio della fornitura di materiale bellico. A seguito di detto accordo nel Centro Enea della Trisaia di Rotondella arrivarono ingegneri nucleari Iracheni.

La magistratura di La Spezia ha indagato sull?aereo caduto nel cielo di Ustica seguendo questa pista: ?Sul dc-9 dell?aviazione civile potevano essere stati caricati alcuni fusti contenente plutonio destinato agli armamenti nucleari di Saddam?. Secondo l?ipotesi della magistratura l?aereo sarebbe stato silurato da Israele che mirava a bloccare il pericolo di un Iraq dotato di armi nucleari.

Nello stesso tempo Pesce parla del decreto 314/2003, emanato dal governo Berlusconi, dove si prevede la costruzione di un deposito unico nazionale per tutti gli 83.000 metri cubi di scorie radioattive presenti sul territorio nazionale. Il decreto prevedeva la costruzione del deposito unico nelle cave di salgemma di Scanzano Jonico, ma dopo la dura protesta del popolo lucano il governo cancellò il nome di Scanzano dal decreto. Il medesimo decreto, mai ritirato dal governo, prevede comunque la costruzione del deposito unico nazionale entro il 2008. Entro gennaio 2005, una commissione di scienziati nominata dal governo, dovrà decidere dove costruire il deposito.

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