Congiunzione concettuale tra Joey ( da Time of no Replay di Nick Drake) e Cut ( da The Final Cut di Roger Waters). Per assonanza, suono e metrica diventa JoyCut con sensibile riferimento alla volontà di dare un taglio di gioia all’esistenza. Dopo l’Ep "Anyflies" 2003 ha presentato al Pollino Music festival il nuovo CD " A Fish Counter".

La Formazione

Federico Barruscotti – chitarre
Gaetano Caggiano – keyboards, piano, effetti
Pierluigi DelleNoci – Batteria
Pasquale Pezzullo – voce, samplers
Tony Tronchin – basso

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L’intervista

Anche per voi, benvenuti alla nona edizione del Pollino Music Festival…

[L’intervista appena cominciata è stata subito interrotta da una presenza inaspettata.
Un ragno nero ci viene a salutare, scivolando con eleganza tra i nostri piedi. Qualche secondo di silenzio per ammirare l’ingresso di questo personaggio fuori programma.
"Portano fortuna!" – Esordisco.
La concentrazione iniziale è stata visibilmente messa in crisi. Chissà, forse un segno del destino che ha voluto anticipare buone speranze a questi giovani musicisti.]

… l’intervista continua..
Dal 96 fino al 2001 questa manifestazione si chiamava Etno – Pollino. Negli ultimi anni sono cambiate molte cose, l’organizzazione è cresciuta guadagnando maggiore credibilità.
Si è accentuata una certa visibilità sulle band emergenti e poi la scelta dei gruppi musicali più eterogenea ha consentito di riconoscere il Pollino Music Festival come una delle più belle esperienze estive della Basilicata. Come si siete trovati a San Severino Lucano? E’ il primo anno che partecipate ad una manifestazione così grande, così organizzata?
Si, è la prima volta che partecipiamo e ci siamo guadagnati la possibilità di esprimerci su un palco del genere grazie alle selezioni di Arezzo Wave che abbiamo fatto a Potenza. Ci siamo classificati fra le prime tre band. Stasera è inutile spendere parole positive, siamo contenti di come è andata, ottima la qualità del suono, dell’organizzazione e di tutti i comfort che sono stati consegnati.

La musica fatta di codici sincretici, formule sonore che s’incrociamo. Joy Cut: una commistione di doppi sensi. Vorrei capire meglio il progetto musicale. Un amico, professore di filosofia, grande intellettuale, che ci segue e ci sprona, ci ha definiti con questa tavolozza di colori: tante sfumature che s’incrociano, noi suoniamo una musica atmosferica, rock raffinato di matrice sub -urbana.
Questa descrizione ci piace molto perché in realtà sintetizza la nostra volontà di essere, non a caso "joy cut" il taglio di gioia, una spinta verso l’esistenza la voglia di dimostrare di esprimerci..
Ohps.. ti squilla il cellulare, non è professionale punti. puntini puntini

mi dispiace ma purtroppo non posso spegnerlo per esigenze di lavoro – mi sta chiamando il direttore saluti al direttore allora

[risata collettiva]
Visto che siete così bravi, avete ricevuto proposte di collaborazione da qualche casa discografica? C’è stato un produttore musicale che si è interessato in maniera seria al vostro modo di creare musica? In questo momento stiamo lavorando con una persona che ci sta dando una mano ma per scaramanzia fino a quando le cose non saranno nero su bianco preferiamo non svelare troppe cose. Però credo sia necessario sottolineare quanto sia importante lanciarsi da soli in quest’universo complesso anche un po’ contorto. Il mio consiglio?
Se la voglia di suonare è seria, bisogna prima di tutto confrontarsi con le proprie forze.

Non è rischioso autoprodursi? Per certi versi anche dispendioso.. o mi sbaglio? E’ molto costoso però proporzionale alla volontà di fare bene a tal proposito voglio sottolineare un aspetto molto importante per poi passare la palla al mio compagno di viaggio. Noi ci conosciamo da molto tempo, Gianpaolo è un tastierista ad altissimi livelli, un concertista a livelli internazionali. Ha suonato a Mosca, a New York ovunque e questo sicuramente è da considerare un valore aggiunto alla Band ..

Intervento del tastierista che subito riprende il discorso sul progetto joy cut e quanto sia importante autoprodursi. Il nostro cd si pone come fotografia di quello che siamo in questo momento; non ha caso sulla copertina del disco c’è una polaroid ..
Visitando il nostro sito web potrete notare come attraverso il mercandising vogliamo cercare di portare un’idea di piccolo mondo dentro sistemi trasversali ai grandi mercati musicali

E a questo punto anche per voi la mia rituale domanda. Come vedete le etichette indipendenti?
Quello delle etichette indipendenti è mercato estremamente interessante, perché permette probabilmente di trovare un equilibrio più vicino alle proprie esigenze.Stringere la mano al mondo delle etichette indipendenti in questo momento, in cui la crisi discografica ha messo in ginocchio molti artisti è da considerarsi un privilegio giacché questi meccanismi alternativi alle grandi major stanno lavorando per rilanciare e rivalutare l’idea dell’artista senza soffocarla, senza incubarla in certi vergognosi procedimenti che servono solo a soddisfare le tasche dei produttori.

Adesso state lavorando a nuovi progetti?
Il nostro prossimo progetto, quello che inseguiremo per un bel po’ di tempo, riguarderà modi e tempi per affrontare il mercato europeo. In questo caso conta molto la nostra scelta di cantare in inglese.

Altri concerti dopo il Pollino?Sono previste situazioni interessanti nel periodo invernale.

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