Ci siamo. Le giunte provinciali, dopo una lunga e travagliata fase di colloqui interni tra i partiti della maggioranza di centro sinistra che ha trionfato, alle ultime tornate elettorali, in maniera fin troppo sproporzionata, sono state finalmente varate. Nel dettaglio, nella Giunta della Provincia di Potenza entrano a far parte: Roberto Falotico (La Margherita) vicePresidente, Domenico Vita (DS), Vito Summa (DS, esterno), Giancarlo D’Angelo (Verdi, esterno), Michele Iacovera (PRC, esterno), Gennaro Giansanti (Pdci, esterno), Domenico Carlomagno (Udeur), Giuseppe Pascale (Italia dei Valori, esterno) e Pasquale Robortella (La Margherita). Il gruppo esecutivo è guidato dal diessino Sabino Altobello.

L’annuncio dell’ufficializzazione dell’esecutivo è giunto nella prima seduta del nuovo consiglio provinciale. Bisognerà, però, pazientare ancora un po’ per conoscere le varie deleghe assegnate ai neo assessori. Addirittura, sei i rappresentanti “esterni”, cioè, non eletti in qualità di consiglieri provinciali.
Ma non tutto è così lineare come sembra. Pare, infatti, che il Presidente Altobello debba già fare i conti con le prime preoccupazioni procuratigli dagli alleati. In questo caso, dai componenti dello SDI che si vedono fuori dai giochi. I socialisti, a dirla tutta, hanno avuto un grande exploit alle ultime elezioni, tanto da portare i propri consiglieri da 2 a 3. Sull’onda dell’entusiasmo per i brillanti risultati ottenuti, quindi, i rappresentanti lucani del partito di Boselli, ambivano, almeno, ad un posto in giunta. E invece…niente.

Tornando indietro, all’amministrazione provinciale Santarsiero, lo SDI era rappresentato solo dal lauriota Rosario Sarubbi. C’è da dire, però, che da allora si è cresciuti ulteriormente aumentando il peso elettorale e le richieste potevano assumere legittimità in relazione ai risultati raggiunti. Così si è consumato il primo strappo all’interno della coalizione del centrosinistra lucano. Lo SDI, ha, infatti, garantito solo l’appoggio esterno fino a quando non ci sarà un rinnovato equilibrio nella coalizione.

Tra le vere novità primeggia l’assegnazione di un assessorato ad un giovane trentacinquenne, operaio della Fiat Sata di Melfi, Michele Iacovera di Pietragalla. Il neo assessore è stato candidato nelle liste di Rifondazione Comunista nel collegio di Pietragalla, Aderenza e Genzano. Nella speranza che una delle fasce più deboli della popolazione abbia una degna rappresentanza e vi sia una maggiore sensibilità per la tutela e i diritti dei lavoratori.

Il copione non cambia di molto a Matera. Nella Giunta della Provincia entrano a far parte: i diessini Francesco Labriola, Francesco Bitonto e Giuseppe D’Alessandro; Mario Cucari e Michele DeRuggieri della Margherita; Rosa Rivelli, Rifondazione; Nicola Buonanuova, SDI; Donato Michele Olivieri, Verdi. Anche qui, nella seduta che ha preceduto l’ufficializzazione delle nomine ci sono stati i soliti accapigliamenti. Questa volta, però, gli scontentii di turno erano gli alleati dell’Italia dei Valori, la quale osserverà dalla finestra l’esecutivo.

Lo stesso segretario provinciale dell’Idv, Carmelo Pierro, ha affermato come l’estromissione dalla giunta rappresenti una vera e propria “offesa alla democrazia e a 4 mila elettori del centro sinistra”. Mica male come inizio, ma lo stesso Pierro incalza: “E’ un colpo di Stato da parte di un centro sinistra che non rispetta le varie anime che lo compongono. PRC e Verdi con lo stesso numero di consiglieri eletti da Idv, hanno avuto un assessorato a testa. Nessuna considerazione, invece, per un’Italia dei Valori a cui un posto in giunta era dovuto, perché composta da gente affidabile e capace di dare risposta alle tante istanze degli elettori materni”.
Questi sono i costi della vittoria. Non oso pensare cosa fosse successo in caso di sconfitta.

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