Non è assolutamente cambiato nulla. Qualche anno fa ci siamo lasciati con un?inchiesta dal fronte petrolio, dagli appalti ?veicolati?, dalle indubbie palazzine dell?Inail. Venivano messe in luce le crepe del nostro sistema, condannato le nostre scelte politiche: svendere la Lucania alle multinazionali dell?oro nero, alle trivelle, a qualche sindaco petroliere e faccendiere, a quei signori che dicono di preferire un barile di greggio a greggi pascolanti. Ci affidammo al senno di poi e con il senno di poi sono arrivati i primi arresti: Antonio Barone (Comandante provinciale di Potenza dei Vigili del Fuoco), Luigino Lusuriello e Carlo Russo (Dirigenti dell’Eni), Roberta Angelini (Dipendente della compagnia petrolifera) e Roberto Sini (Direttore tecnico della Italfluid-Geoenergy, una societa’ titolare di appalti sempre dell’Eni) in gattabuia.

Per farla breve, l?Italfluid-Geoenergy pagava al Signor Barone soggiorni in alberghi di Ischia e Ravenna in cambio di facilitare le pratiche dell?Eni. Ma c?è dell?altro. Per la stessa inchiesta, nell?ambito delle estrazioni di petrolio in Val d’Agri, favori e pagamento di tangenti sarebbero una regola, un luogo comune. Questa, non ci sono dubbi, è associazione a delinquere. Alla faccia del benessere, dello sviluppo della Basilicata tutta, della Val d?Agri, della Val Camastra, della Valle del Sauro. Quella stessa Val d?Agri che per ospitare un oleodotto di collegamento tra il pozzo Volturino 1 e il pozzo Alli 2 vedrà sbancati circa 25000 mq di terreno e la conseguente scomparsa dell?azienda agricola ?Il Querceto?, la prima azienda bio-ecologica della regione. Quella stessa Val Camastra che per la medesima ed ignobile ragione deve inchinarsi in silenzio alla distruzione di un?altra attività privata operante nel settore dell?imbottigliamento di una cristallina acqua minerale sgorgante in terra nostra. Quella stessa Valle del Sauro che deve cedere il passo ad un piano di insediamenti produttivi asserviti alle attività petrolifere e mandare sul lastrico agricoltori ed allevatori.

Questo hanno portato le tanto attese estrazioni. Ed avviene alla luce del giorno, in un paese, L?Italia, in una regione, la Basilicata che appartengono ad un sistema ?democratico?; figuriamoci, allora, in che forme e con quali strumenti agiscono gli interessi del petrolio in quei paesi con culture differenti, con alle spalle anni di dittature sanguinose, con un?abitudine storica alla sottomissione. Ma queste sono sempre e solo concezioni partorite da una logica padronale. La ricchezza del nostro sottosuolo passa per le tasche di pochi. Quel che è nostro è loro, quel che è loro e loro. Ed ora, dopo sconfitte decennali anche la beffa: passiamo per essere un popolo di ?tangentari?, umiliati ed offesi da anni di soprusi, di occupazione in declino, di paesaggi sventrati.

Oggi, si ha la sensazione che la Lucania si sia svegliata. Lo ha fatto dicendo di no alle scorie e mettendo su un?opposizione devoluta alla salvaguardia ambientale. Per troppo tempo ci hanno imposto, in tal senso, un pensiero unico, un agire comune e distorto, una tirannia psicologica ed economica. E non c?è miglior tirannia se non insistere con la tirannia. ?Periandro di Corinto aveva inviato a Trasibulo un messaggero per chiedere consiglio sul miglior modo di governare; il tiranno condusse l?emissario in un campo e tagliò tutte le spighe più alte. Periandro capì la lezione, quella cioè di condannare a morte tutti i cittadini che si distinguevano dagli altri?. Sempre e soltanto concezioni partorite da una logica padronale. Noi siamo quelle spighe, alimentate da una terra viva, che respira, trasuda, sa ribellarsi. E? arrivata l?ora di impugnare la falce.

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