SUL MARE SVENTOLA? BANDIERA NERA!
IL RICONOSCIMENTO NEGATIVO DI LEGAMBIENTE AI PIRATI DEL MARE

Un mare nei guai, è questo purtroppo lo scenario che si prefigura all?apertura di questa stagione balneare; soprattutto se si considera che le forze dell?ordine hanno contato nel solo 2003 ben 17.871 illeciti nelle 15 regioni marittime. Dall?inquinamento agli abusi edilizi, dalle infrazioni al codice della navigazione alla legislazione in materia di pesca si può calcolare 1 illecito ogni 400 metri di litorale, con un incremento del 7,2% rispetto allo scorso anno.

È questa in sostanza la fotografia scattata da Mare monstrum 2004, il dossier di Legambiente che raccoglie ogni anno i numeri e le storie degli assalti alle coste italiane. La ricerca è stata presentata ieri a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione di Goletta Verde, la storica campagna ambientalista di informazione e monitoraggio della qualità delle acque di balneazione.
Entrando nel merito dei numeri oltre alle infrazioni accertate, nel 2003 le persone denunciate o arrestate sono 7.164 (rispetto ai 5.721 del 2002) e i sequestri effettuati 6.469 (rispetto ai 5.205 del 2002), con un incremento rispetto al 2002 del 25,2 e del 24,2%. Sono questi i risultati dell?elaborazione di Legambiente dei numeri forniti dalle forze dell?ordine (Comando Carabinieri tutela ambiente, Corpo forestale dello Stato e delle Regioni a Statuto speciale, Guardia di finanza) e dalle Capitanerie di porto relativi ai reati consumati nel 2003 ai danni del mare. Un trend di crescita, dunque, negli ultimi due anni che non fa che confermare le preoccupazioni già espresse da Legambiente in un clima di ?depenalizzazione? che spazia dalle infrazioni alla pesca di frodo al preoccupante sul ritorno dell?abusivismo, causato in primo luogo dall??effetto annuncio? del nuovo condono edilizio nazionale.

?Il rapporto nazionale, dichiara Marco De Biasi, Presidente regionale della Legambiente, evidenzia anche un altro aspetto preoccupante dell?assalto alle coste lucane, determinato probabilmente dalla convinzione di non correre rischi che il condono edilizio ha alimentato anche in Basilicata, un abusivismo di tipo ?speculativo?, orientato cioè verso le zone di interesse turistico.? Un esempio arriva dal comune di Maratea dove, grazie al lavoro svolto dal Comando provinciale dell?Arma dei carabinieri, sono emersi numerosi episodi di abusivismo edilizio, che hanno indotto gli inquirenti a ipotizzare una sorta di ?piano preordinato?. In pochi mesi, infatti, sono stati accertati ben 44 casi, tra nuovi immobili abusivi, ristrutturazioni eseguite senza concessione edilizia o con gravi difformità. Tra i mesi di marzo e maggio 2003 vengono denunciate: tre persone (proprietario dell?immobile, direttore dei lavori e un imprenditore) per i lavori illeciti eseguiti in una zona soggetta a vincolo paesaggistico, in località Castrocucco; altre quattro persone accusate di aver svolto lavori abusivi, in difformità rispetto alla concessione edilizia, in una zona soggetta sempre a vincolo paesaggistico ed ancora quattro persone segnalate per abusivismo edilizio. Un?ulteriore denuncia è stata fatta a luglio, sempre per interventi eseguiti in difformità rispetto alle concessioni edilizie. I controlli, eseguiti anche con l?ausilio di un elicottero e una motovedetta, hanno consentito di svelare uno dei trucchi utilizzati dagli abusivi: i proprietari degli immobili e le imprese impegnate nelle ristrutturazioni illecite usavano teloni verdi per occultare i lavori in corso. Una tecnica già sperimentata in altre aree di pregio, come la Costiera amalfitana.

E se quella in corso potrebbe polemicamente definirsi l?estate degli ecofurbi, ecco dunque che puntuali arrivano le Bandiere nere di Legambiente, il vessillo nero meno ambito d?Italia che ogni anno viene consegnato dalla Goletta Verde ai ?nuovi pirati del mare?: amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all?ambiente marino e costiero.

?Le Bandiere Nere, dichiara De Biasi, arrivano a completamento dell?opera di monitoraggio che Legambiente porta avanti nel corso dell?anno per ?premiare? le azioni che noi consideriamo negative, realizzate o progettate ai danni del nostro mare, anche nel tentativo di catalizzare l?attenzione dell?opinione pubblica su un patrimonio di inestimabile valore, che troppo spesso sembra finire nel dimenticatoio?.

In Basilicata l?ambito premio sarà assegnato all?Amministrazione comunale di Pisticci dove nei mesi scorsi il consiglio comunale ha dato il via libera alla realizzazione del Porto turistico del villaggio degli Argonauti, un porto fluviale in un?area naturalisticamente significativa e ad alto rischio idrogeologico. Lo scorso anno il premio era stato assegnato alle amministrazioni di Policoro e Scanzano Jonico per la decisione di realizzare il secondo porto turistico dell?arco jonico lucano, quello di foce Agri. I due porti rappresentano il compimento di scelte imprenditoriali e turistiche che contribuiranno allo snaturamento della nostra Regione. I villaggi turistici autorizzati ed in corso di costruzione sulla costa ricadono in aree di grande pregio naturalistico riconosciute dalla Comunità europea come zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) che migliaia di metri cubi di cemento, decine di chilometri di asfalto, centinaia di condizionatori elettrici in funzione per 4/5 mesi l?anno, distruggeranno per sempre.
Le due realizzazioni turistiche progettate rispondono ad un modello di turismo indifferente ai valori del territorio, a danno di un turismo che domanda qualità, qualità ambientale, qualità dell?accoglienza e dei servizi, qualità come rapporto più stretto con il territorio, che sappia offrire ?bellezze naturali? e ?ricchezze culturali? sapientemente conservate, così da essere, oltre che un ?valore? intrinseco e irriproducibile del territorio, anche un ?bene? economico.

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